Archive for the ‘itanswersdipòkcom’ Category

EH?

4 novembre 2009
Perché lasciare il lavoro di una vita e partire da sola per un viaggio lungo mesi mi ha generato meno ansia, meno preoccupazione, meno pesantezza di un trasloco da una casa ad un’altra distante poco più di tre chilometri?

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UMBRIZZARE

27 ottobre 2009

Ehm…
Volevo anche dirvi che hanno pubblicato un mio racconto qui:

libro!!!!

E che il libro verrà presentato a Umbrialibri 2009 il 15 novembre alle 10 e 30 alla ex Chiesa di Santa Maria della Misericordia, a Perugia.
Si intitola: "Umbria, geografie del mistero", Perrone editore. E’ una raccolta di racconti curata da Giovanni Pannacci.
Giovanni, è stato uno dei primi lettori di questo blog, ed è proprio attraverso il blog, e attraverso Giovanni, che ringrazio assai, che il mio raccontino è arrivato in Umbria.
Che c’entro io con l’Umbria, direte voi. Mah. La parola chiave è: "umbrizzare". A voi scoprire il resto, ma chi mi ama, (pochi) (nessuno?) ha già in parte la soluzione…

GUARDIAGRELE

10 ottobre 2009

Io un giorno prenderò il treno e andrò di casa in casa a controllare le connessioni internet e a interrogare i Guardiagrelesi per capire chi di loro legge il mio blog così assiduamente.
O tu mio fido Guardiagrelese, ti prego svela il tuo amore!
Sarai ricambiato!

CHI E?

5 agosto 2009

musettoE dopo diciotto anni che tutte le mattine apro le imposte e che tutte le sere le richiudo, solo ora che sto per andarmene da questa casa, mi sono accorta che tra le venature del legno c’era questo musetto che mi guardava.

 

 

 

 

 

 

 

 

MURPHY A ME MI FA UN BAFFO

27 maggio 2009
Oggi la legge di Murphy non ha funzionato.
Mi è scivolata una fetta biscottata dal piatto, tutta bella spalmata di burro e marmellata e non è caduta dalla parte della marmellata.
Come si spiega?
E adesso cosa succederà?
Ma la legge non era uguale per tutti?

(P.S.: Devo andare a letto presto, che il cane dei vicini si sveglia presto e comincia ad abbaiare, così mi alzo presto anch’io e lo frego.)

(P.S.: sto rincoglionendo?)

SEDANI

10 maggio 2009
Arriverà mai il giorno in cui accetterò il fatto che le mie gambe non avranno mai il polpaccio come dico io e che dal ginocchio in giù, avranno per sempre la parvenza di un gambo di sedano? (tuttalpiù un gambo di sedano con un leggero rigonfiamento interno.)
E che il ciuffo è destinato a rimanermi piatto, schiacciato sulla fronte, mentre i capelli dietro si allargano a raggiera mentre cammino? Arriverà il giorno in cui, guarderò le mie gambe e non proverò a premere con le mani dietro, sulla parvenza di polpaccio, pensando ecco, così sareste perfette. Il giorno in cui non  cavalli-01guarderò le mie ginocchia, scuotendo interiormente sconsolata la testa, (per non farmi vedere da loro) pensando che sembrano le ginocchia dei cavalli. Il giorno in cui finalmente lascerò che il ciuffo vada dove vada, che tanto già ci va da sé, e senza opporre resistenza, mi sentirò, finalmente e comunque, a posto?
In cui deporrò le armi e i bagagli, le baracche e i burattini, ritirerò i remi in barca, appenderò le velleità al chiodo, mi guarderò allo specchio e accetterò finalmente tutto quello che vedo?
Ma allora, non finirà che sarò troppo vecchia e che accettare quello che vedo sia ormai un buttare la spugna (mancava alla lista sopra) e non una manifestazione di raggiunta saggezza ed equilibrio?
E intanto si avvicina la prova costume.

IMPROVVISATA DUE

18 marzo 2009

Troppo stanca e troppo stufa. Sarà il nuovo mezzo secolo? sarà correre di quà e di là a portare il Verbo (the Verb) inglese ai beginners, fatto sta che son mezza morta.
Una cosa è stare seduti in the office tutto il dì e fare lo stesso lavoro per venti anni, sempre quello, due palle, ma sempre quello, con tutte le sue arrabbiature, ma sempre quello, con tutte le telefonate e le cose da fare e la gente con cui parlare e i problemi da risolvere, ma sempre quello, una stanchezza cronica mortale, ma sempre quello.
Un’altra è fare quattro lavori nuovi, in tre posti diversi, con un centinaio di persone nuove e diverse che si aspettano che tu gli impari di inglese ognuno a modo suo, perché c’è la signora che ha fatto francese alle medie e ora vuole viaggiare, il ragazzo colombiano che parla già tre lingue e vuole la quarta, la cassiera del supermercato che ogni tanto arrivano i clienti stranieri e vuole sapere, il signore del ristorante tipico che pure lui c’ha la clientela straniera e non sa dire neanche gudbai, e poi la biologa della famosa ditta che ha tutti i colleghi che parlano inglese e lei no, e al giovedì invece ci sono le signore anziane che nessuno gli ha mai insegnato bene dall’inizioinizio e vogliono baciarmi perché finalmente hanno capito, e il tipo che non dice mai una parola e che per tutta la lezione mi fissa di sbieco e temo che mi squarterà nel parcheggio, e quella che invece dice che per lei venire qui è un impegno economico e se la gente comincia ad arrivare in ritardo cominciamo male, e il tecnico di computer che qualcosa sa e da’ sempre tutte le risposte prima degli altri e bisogna anche fargli capire che deve stare zitto accidenti a lui. E al pomeriggio c’è la Silvia che venerdì ha verifica di letteratura e però mercoledì non ce la fa a venire e vuole spostare l’ora e Federico che invece, tesorino, ha preso sette e mezzo nell’interrogazione finalmente dopo una serie di quattro, e Francesco che arriva dopo l’allenamento e si addormenta e biascica e guarda con occhio moscio il libro. E poi le classi del pomeriggio. Le prime educate e volenterose, a parte Giovanni, che o è innamorato o ha preso una botta in testa. Poi le seconde che fanno tutti i compiti e imparano e sono la gioia della prof, le terze che invece le butterei dalla finestra perché dimenticano i libri, i quaderni, parlano, urlano, si alzano e mi fanno ripetere dieci volte ogni cosa. Le quarte che non parliamone, incomprensibile come diavolo siano arrivati in quarta senza sapere dire what does he do? e che tu ti danni a spiegargli come fare e cosa fare e la risposta è: posso andare al bagno?
Non so se continuo. Stasera non c’ho voglia. E se cambiassi ancora lavoro? Voi cosa mi  vedete a fare?

UNA SPIETATA CERNIA

2 marzo 2009
cernia
Allora, consideriamo l’ipotesi che ci sia una tale che vorrebbe festeggiare un compleanno importante. (gasp..)
Consideriamo che ha una casa di circa cinquanta metri quadrati, da cui dobbiamo sottrarre bagno, cucina e sgabuzzino, e pure l’ingressino e diciamo anche la camera da letto, ché non sta bene portare la gente in camera da letto tutta insieme.
Resta un soggiorno di circa cinque per quattro e mezzo, che insomma fanno sempre una ventiunina di metri quadri. Togliamo il posto occupato da un tavolo, quattro librerie, due divani, un puff, sei sedie e un portatelevisore con televisore e un mobile ripieno come un krapfen. Diciamo che la superficie calpestabile si aggira sui dodici metri quadri. Quanta gente può invitare? E soprattutto chi? Diciamo poi che nel corso del mezzo secolo di vita questa tale abbia accumulato conoscenze, vicinanze, affettuosezze e amicizie (e pure amori, via) con qualche migliaio di persone.
Togliamo dal mucchio un bel tot di gente dispersa da decenni, considerato che la tal dei tali non si diletta con feisbuk, anzi lo tiene in odio, e che quindi non ha recentemente ritrovato i compagni di scuola delle elementari.
Togliamo pure gli amici emigrati e abitanti ai quattro lati della terra, che di sicuro non prenderebbero l’aereo o il treno per partecipare al festino.
Resta però un bel po’di gente che potrebbe far parte della raccolta degli eletti.
Considerando però che, pur calcolando la densità di popolazione del quartiere di Shibuia, a Tokyo, che è pari a tredici persone al metro quadro, è pur vero che quei tredici abitanti di solito non escono di casa tutti insieme per affollare la stessa piastrella, e che, verosimilmente, per passare una serata senza aver voglia di scappare come da un autobus all’ora di punta, bisognerebbe lasciare ad ogni persona almeno lo spazio vitale di un metro quadro, la tal dei tali, dovrà quindi procedere ad una spietata cernia degli aventi diritto.
Gli eletti dovranno essere al massimo dodici. Io, la tredicesima, (porterà sfiga?), posso autocomprimermi agitandomi qua e là.
Giunti a queste conclusioni, chi ha più diritto?
I vecchi amici o i nuovi amici? Quelli che vedi una volta all’anno, con cui non hai niente da dire, ma che ricordi con affetto, o quelli che vedi sempre e che proprio perché vedi sempre potrebbero anche non far parte del festino? Ma se li lasci a casa non sarebbe carino, mentre i vecchi potrebbero anche non sapere mai del fattaccio. E poi, quell’amica nuova della palestra? E quel vecchio amico appena ritrovato a un altro compleanno e che sa benissimo del tuo compleanno? E il moroso dell’altra vecchia amica, allora? Che conosci appena ma che lei senza di lui non si muove? E i vecchi morosi, che ne facciamo? Quelli che conoscono i vecchi amici, che sarebbero pure contenti di rivederli, forse più dei nuovi amici che non hanno mai visto, e che, insomma, potresti anche invitarli ma non sai se ne hai proprio voglia.
E se invece alla fine, dopo tante considerazioni e tante riflessioni non venisse nessuno?!

QUESTIONS

6 febbraio 2009

Altra domanda semplice per il tag it.answers.dipòk.com:

ma avendo un vocabolario d’inglese vecchio di vent’anni, che con l’uso (tirarlo fuori dalla libreria con le dita sul costolone) ha perso, appunto, il dorso, voi cosa fareste?

A) Lo terreste così. Dorso beige slabbrato senza copertina. (come cavolo si chiama il dorso di un libro? dove si scrive il titolo insomma.)

B) Lo portereste a far rilegare perdendo però la rilegatura originale.

C) Ci mettereste due strisciate di nastro adesivo lungo il dorso sapendo che nel giro di qualche mese si ridurrà a una schifezza appiccicosa e sporchiccia.

QUESTIONS

10 gennaio 2009

Allora per il tag it.answers.dipòk.com oggi vi propongo queste domande:

1) E’ meglio che mi compri un piumino nuovo color argento o non-color nero? 

Prima di rispondere però, è bene che sappiate alcune cose:
A) sono sempre vestita di nero. B) ambisco a cambiare. C) il nero va su tutto, fa elegante anche se vecchio di sei anni, e si indossa volentieri nei giorni di umor nero. D) rende uniformi e mimetizzabili nei giorni di ambizione all’inesistenza. E) L’argento rende visibili, promuove sentimenti di riscatto, di socializzazione forzata, di attrazione verso e dall’altro sesso. F) All’atto della prova, con quello argento sembravo infilata in un missile argenteo, pronta a essere sparata nell’atmosfera, però stavo niente male.
G) All’atto della prova, con quello nero stavo comodamente nel mio brodo, però stavo niente male. H) L’argento passerà di moda nel giro di due settimane e io mica ho soldi da buttare in un altro piumino.
Sbrigatevi a decidere che senò li vendono tutti e due.


2) La domenica sera, tenendo conto che ho un videoregistratore utilizzato un paio di volte negli anni 90 e da allora dimenticato sotto il televisore, è meglio guardare "Criminal Minds" su Rai2 o il "Doctor House" su Canale 5?

Cose da tenere da conto: A) io adoro i profilers di Criminal Minds. B) io adoro il Doctor House.
Nel dare la risposta dovete portare elementi ragionati a favore e/o a sfavore di uno dei due telefilm.


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