ALFABETI

Aminata non capisce niente ed è il mio tormento e la mia spina nel fianco. Oltre che la mia spina nel fianco è ormai anche la mia sfida personale. Salamata invece alterna guizzi di intelligenza negli occhi miti e acquosi, operose e pazienti opere calligrafiche e brevi cadute ortografiche.
Rheena invece è già andata a scuola, però scrive solo con dei magnifici arabeschi hindi che tende a riportare anche nel nostro alfabeto e non sa una parola di italiano. Ho capito solo dopo qualche lezione che per dire sì ondeggia leggera la testa sul collo a destra e sinistra, sorriso bianchissimo e luccicante sguardo di carbone come nei film di Bollywood. Zhora parla un po’ di italiano, come tutti gli arabi confonde e ed i, o ed u, ma in quattro e quattr’otto ha capito che i suoni si possono trascrivere in forma di lettera e le lettere in forma di parola e procede spedita fino a quando per un nonnulla si emoziona, arrossisce, si inceppa e comincia a calcare la matita in piccoli solchi sul quaderno.
Alimatou arriva con la bambina legata sulla schiena in uno scialle colorato. La spoglia, la fa cadere, la allatta, le soffia il naso, risponde a uno dei due telefoni che mette sul tavolo accanto a fazzoletti, salviettine, fogli accartocciati. Le ho detto di lasciare la bambina alla baby sitter ma la cosa funziona una volta su tre.
Kadir è il mio orgoglio. Fosse andato a scuola sarebbe sicuramente un qualche premio nobel. Arriva dal Ghana, ma ci ha messo una ventina d’anni ad arrivare quassù, passando per il Burkina Faso, un lavoro da tessitore in Nigeria, la guida dei trattori e una fabbrica in Libia, il Mediterraneo, i campi di pomodori del sud, le case occupate tra i topi lunghi così e un lavoro da muratore a Napoli per finire in mobilità in qualche ditta qui al Nord e saltuari lavori da bidello.
Dove fai il bidello, in che scuola? – gli chiedo. Non si ricorda il nome della scuola, ma, pronto, estrae da una tasca del giaccone (nessuno si toglie mai la giacca o il cappotto in classe), un foglio con l’intestazione di una scuola media. Non certo per leggerlo. Me lo consegna perché lo legga io.
Kadir, come tutti qui, non sa né leggere né scrivere.

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