ODIO

Certo che bisogna davvero avere la faccia come il culo per dire che finalmente il vento della democrazia sta spirando anche tra i giovani libici quando solo qualche mese fa ci si prostava di fronte all’amico Gheddafi baciandogli le mani, vendendo il culo, appunto, ma non solo il proprio, ma anche degli italiani tutti, per assicurarsi cosa? petrolio e affari e soldi e cosa?
E quell’altra: l’orribile essere onnimezzobustante onorevola Anna Maria Bernini, insopportabile nella sua esasperante, monotonica, vis oratoria, resa ancora più veemente dal successo ottenuto nelle ultime settimane in qualità di difensora al di là di ogni senso del ridicolo del suo Principale, benché immobilizzata dal sottonaso in giù dai labbroni siliconici e dal sottonaso in su dal botulino che le rende lo sguardo fisso e inespressivo come quello di una lepre abbagliata in mezzo alla strada. Qualcuno ha detto all’essere abominevole: quella sa il fatto suo, mandiamola a tutti i dibattiti. E così è. E gli organizzatori di dibattiti tutti a farla parlare.
E un altro a caso: quella vecchia baldracca romana, Fabrizio Cicchitto, l’aria mezza storta e schifata da mascherone di pietra di chi tante ne ha viste e tutte le ha scampate ma tanto chissenefrega, sorrisetto sbiego e sopracciglio inarcato, sempre pronto a fermarsi lungo qualche via della capitale, a elargire ai microfoni, frasette strascicate di accomodamento, di vituperio contenuto che non si sa mai, di difesa della situazione odierna, di accordo, intesa, transazione, e poi domani, se serve, di difesa della situazione di rottura, divergenza, dissidio.
E vogliamo parlare dell’inutile foga bugiarda di quell’altro essere, Gasparri, della sua aggressività ignorante e arrogante, la voce velata e arrochita sempre tesa non al voler comunicare o dire o spiegare, ma al voler dimostrare qualcosa all’interlocutore, all’altro, chiunque sia, inventando, prevaricando, aggirando, rendendosi evidente personificazione del farabutto faccia di bronzo.
Anime nere.
E poi gli altri, quelli che sono macchiette, di cui non riesci neanche a percepire una minima grandezza, neanche nell’audacia, nella perseveranza, nell’intelligenza subdola, nella tenacia della volontà di arricchirsi, di diventare famosi, di farsi i cazzi propri, ma di cui senti solo l’evidente bassezza, la meschinità, la povertà umana.
 
Ero a Padova il 7 giugno dell’84. Uscivo dall’Università e passai per caso per Piazza della Frutta. Era periodo di elezioni, c’era un comizio, uno dei tanti, e la piazza affollatissima. Parlava Berlinguer. Una figura lontana, i capelli neri e la camicia bianca sul palco, in fondo alla piazza. Mi fermai un attimo, ma avevo il treno da prendere e corsi via. Lui stava ancora parlando, ma era l’ultima volta.

Devo contenermi. Accendo la tivu e provo dei sentimenti di odio intollerabili.

berlinguer

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7 Risposte to “ODIO”

  1. anonimo Says:

    Impossibile descrivere meglio il tragicomico parco-dipendenti di B. (e vabbè… non sarà un milione di posti però bisognerà pur riconoscergli l'aver creato categorie di lavoro del tutto inedite: leccaculo urlante, lacchè-disco rotto, lustrascarpe-megafono ecc., per non parlare della sottocategoria "faccia": da schiaffi, di bronzo, da culo -la più affollata-, ecc.).

    Difficile anche negare la crescita ahimè rigogliosa in noi di qualcosa che anche nei momenti peggiori, fino a vent'anni fa, non avremmo immaginato. Odio civile, lo chiamerei, e mi ci iscrivo a pieno titolo.

    Va be', va'… unendomi a s|a: che ne diresti di qualche altro bel post intimistico da par tuo?

    siu

    p.s. – La tv si può buttare, dacchè l'ho fatto non l'ho rimpianta neanche una volta.

  2. anonimo Says:

    Ho qualche problema con gli "a capo" (si vede che l'odio, per quanto civile, non mi fa bene).
    Vanno a capo: Difficile, siu, p.s.

  3. anonimo Says:

    Da un po' evito i dibattiti e le trasmissioni in cui si ammucchiano i difensori dell'indifendibile: il mio fegato non ce la fa più. Se proprio devo avere le transaminasi incasinate voglio che sia per un eccesso di salame di Varzi!
    Fanno tristezza le frasi a caso che escono dalle bocche sempre più simili a megafoni di questi figuri, fanno impressione le tirate di quel tale Calderoli, manco completamente umano, un incrocio osceno tra il pitbull e la cellulite, battuto solo da quell'altro, Borghezio. Farebbero ridere se non fossero così tragiche le dichiarazioni della Santacchè e di varie "Signore" della politica attuale… Fa paura vedere che tali caricature grottesche hanno così tanto potere…

    JGWolf

  4. lemmaelabel Says:

    si, odio. brutta bestia

  5. dipocheparole Says:

    @siu: non ce la fo a buttarla. Poi mi tocca stare qua a scrivere o avere una vita sociale..;)

    @jgw: e beato te che ogni tanto te ne vai..

    @lemmola: quando ci vuole ci vuole.

  6. anonimo Says:

    …ripassando sui passi passati del web ripasso qui dopo un tempo infinito… e d'un tratto mi ricordo perché un tempo ci passavo sempre!

    sei sempre la  mia autrice preferita, elegante ed imprevedibile come solo i gatti-dentro sanno (di) essere.

    bacio
    mp

  7. dipocheparole Says:

    @EMMEPI !!!!!!! :-DDDD odddioddioddio ma dove sei sparito!! che contenta che sono! Spero di rivederti qui e di rileggerti soprattutto! bacione:)))

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