SCHWA

Mah, di cosa preferite che vi parli?
Del film “Il discorso del re”, della mia nuova esperienza di insegnamento dell’italiano a stranieri analfabeti, della rabbia che covo e che da qualche parte dovrà esplodere, (sarò il prossimo protagonista, l’esse i, di Criminal Minds), dei giorni della merla, del fatto che l’inps dice che non pubblicizza la simulazione della pensione ai lavoratori parasubordinati perché teme sommovimenti sociali e che invece io ho saputo l’ammontare della mia pensione, (da qui Criminal Minds), del fatto che è ora che prenda il via un grandioso studio antropologico che utilizzi come laboratorio in fieri il popolo italiano e che spieghi cosa è successo al cervello di milioni di italiani negli ultimi venti anni, del perché il Presidente dell’Inps tema sommovimenti sociali e invece nessuno ha in mente di sommuovere alcunché a nord delle rive del Mediterraneo, per quanto ne avrebbe ben donde, del fenomeno del rotacismo, il mio, e della sua possibile correzione, del mio Master in divenire, (sto facendo un Master) (ho finito l’esame di fonetica, si vede?), dello schwa, /ə/.
Lo schwa sarebbe proprio giusto giusto. Viene dall’ebraico e potrebbe tradursi come: insignificante.
Nel senso del nulla.

 

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15 Risposte to “SCHWA”

  1. guerreronegro Says:

    Preferisco la critica sul film “Il discorso del re”.
    Su tutto il resto ho già le mie (pessime) idee.
    Invece sul film non so niente e potrebbe essere uno di quelli papabili per passare un domenicale pomeriggio invernale.

  2. anonimo Says:

    sei perfettamente in grado di parlared i tutto questo e molto altro in modo avvincente e convincente. vedi tu. magari lascia stare la fonetica, parlami della pensione, per esempio. dicevi?
    l.

  3. dipocheparole Says:

    @guerrero: dovrai rimandare a domenica prossima, perché i miei tempi bloggheschi sono lunghetti…:))

    @L: grazie cara, ma ci son dei giorni che.
    della pensione parlerò anche se il tema devo dire che mi deprime. Per ora guarda qui: http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/06/Inps_spiega_non_rivela_pensione_co_9_101006034.shtml@guerrero:

  4. tracotnt Says:

    lo dovrei scrivere sotto ma fa niente immagino mi perdonerai. ho visto hereafter, mi è piaciuto tantissimo, anche se sono già un paio di mattine che mi sveglio col chiodo fisso della tizia che muore nella casa di cure in mezzo alle alpi.
    ecco, niente di che come vedi.
    un saluto.

  5. anonimo Says:

    Ciao. A dire il vero mi sarei già arenato… nel senso che sono piuttosto inquarzato anch'io. Quando è successo che la maggioranza degli Italiani è stata lobotomizzata? Quando hanno lobotomizzato anche me, perchè non ho ancora iniziato ad urlare fuori dalla finestra che non sopporto più quello che per decenni abbiamo chiamato "Italianità"? in arrivo da Luanda sono salito sul volo Francoforte-Linate e gli Italiani si riconoscevano al volo. Ad esempio erano quelli con l'iphone 4 in mano… e che si facevano dire dalle assistenti di volo che era il caso di spegnere il telefono…
    Arrivato a linate ho noleggiato la solita utilitaria per andare verso le mie colline e ho avuto l'impatto contro la totale mancanza di disciplina dell'italico guidatore. Ma dico: se hai i soldi per comprare un cellulare da 500 euro, avrai anche due spiccioli per prendere un cavolo di auricolare… o stai mangiando pane e cipolle per pagare il telefono?

    JGWolf

  6. dipocheparole Says:

    @tracò: ciao tracò scusa il ritardo. Però pure tu che sparisci ogni due blog!:))
    a me invece di Hereafter è rimasta l'onda tsunamica che tutto travolge. Ma è perché fa parte di un mio sogno: un'onda altissima che sommerge il condominio dove abitavo, e l'acqua che preme sui vetri del soggiorno e io che mi chiedo se i vetri scoppieranno. oddioddioddio..

    @jgw: l'auricolare ce l'hanno ma non se lo mettono. Troppa fatica. Oppure ci sono quelli che girano tutto il giorno con l'affare sull'orecchio tipo star trek. che vuoi farci.
    Comunque lo so bene. Tornare in Italia dopo un periodo all'estero è durissimo. Ci vogliono i mesi per riabituarsi. E non è detto che riabituarsi sia un bene. Guarda me, tanto per dire..

  7. tracotnt Says:

    ma non sono sparita. ho solo fatto pulizia. ciauu.

  8. anonimo Says:

    Non ho visto nessuno dei due film ma ne ho sentito parlare in maniera diametralmente opposta da persone che in egual maniera stimo. Quindi mi aspetto che ne parli anche tu, Elena.
    Riguardo ai sogni, e in particolare a quell' "onda altissima che sommerge il condominio dove abitavo, e l'acqua che preme sui vetri del soggiorno e io che mi chiedo se i vetri scoppieranno" è un'immagine fantastica che mi piacerebbe molto utilizzare , un giorno.
    Quello che volevo dire, ad ogni modo, è che l'idea dello tsunami e del mare che sommergono i condomini è un incubo/sogno/pensiero che ho scoperto essere ricorrente in quasi chiunque, negli ultimi tempi.
    Che i film abbiano aggiunto una nuova, definitiva immagine al nostro inconscio? O che stiamo tutti quanti cominciando a presagire quello che davvero accadrà?
    Matteo

  9. dipocheparole Says:

    @matteo: quel sogno mi è rimasto attaccato, anche se è da un bel po' che non lo faccio più. Non sapevo che fosse ricorrente anche nei sogni di altre persone.
    Ne avevo parlato in uno scritto che metto qui sopra. Doveva essere l'inizio della mia opera. Poi ho cominciato gli inizi di altre opere. Rimasti tutti inizi. uff..

  10. dipocheparole Says:

    @tracò: se se pulizie. Anche tracò detto tra noi fa sogni bellissimi. Uno me lo sono copiato dal suo ex blog e ci devo fare qualcosa. Ma lei, sta testona, ha chiuso bottega..:)

  11. tracotnt Says:

    una cosa (te) la devo dire. da quando ho 'chiuso bottega' come dici tu, solo sogni intraducibili e non riesco più a scrivere, a parte due o altre pochissime righe. non mi spiego come sia possibile, che il medium influenzi tanto la scrittura e anche le mie sensazioni.
    non saprei perchè ho chiuso, ma non potrei tornare indietro. è stato molto importante per me il blog. proprio per me. molto. un amore finito. forse. grazie per le parole gentili. fa piacere.

  12. dipocheparole Says:

    @tracò: io il blog l'ho aperto quella volta per costringermi a scrivere con una certa continuità qui e fuori da qui.

    Invece dopo un inizio promettente, fuori da qui non scrivo più niente e qui, come vedi, il blog langue.

    Sicuramente la scrittura aiuta a capire: sogni, pensieri, realtà e se stessi. Con me ha sempre funzionato così. Ora forse non scrivo più perché è tutto talmente chiaro e ovvio e ormai perennemente e schifosamente fisso e immutabile che mi pare di non avere più niente da capire.
    (probabilmente non è così).
    (spero).

  13. Lipesquisquit Says:

    Il film del re balbuziente è un po' la storia della mia vita, solo che non sono re e non ho dovuto tenere discorsi alla nazione.

  14. dipocheparole Says:

    @lipes! Oddioddio ma dai! ah è vero, mi sovvien di un certo Orion..:))

  15. iosempreio Says:

    ho visto "il discorso del re" un paio di giorni fa. ho pianto durante metà del film

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