CONFLITTO OTTICO

Caro blog, sono uscita con lui. Abbiamo parlato e parlato e parlato e non so cosa ho detto. Anzi, non ho neanche capito di cosa abbiamo parlato.
Mi ricordo solo un lungo sguardo: ci siamo guardati negli occhi per un tempo infinito.
Quello che a me è sembrato un tempo infinito. Venti minuti, mezzora? Ma figurati.
Ho fatto le prove davanti allo specchio e non possono essere stati più di tredici, quattordici secondi. Prova tu a guardare qualcuno negli occhi per quattordici secondi. Davanti allo specchio ho provato anche a sorridere per quattordici secondi, e non è facile. Perché di sicuro stavo anche sorridendo. Eppure avrei continuato per un'altra mezzora, le orecchie un po’mi fischiavano per il silenzio: intorno probabilmente la gente si era fermata. Quelli del tavolo lungo il muro, erano rimasti immobili: uno girato verso il capotavola con il bicchiere alzato a metà, un altro mentre allungava il braccio verso la saliera, un altro ad arrotolare con la forchetta le pappardelle al sugo d’oca. Il tintinnare di forchette e il vociare della tavolata di fondo non c’era più. La cameriera era sulla porta della cucina con tre piatti in mano e perfino il fumo si era bloccato in tre nuvole leggere e sfilacciate fisse sui bolliti di carne e sulle verdure cotte.
Io sapevo da qualche parte dentro di me che avrei dovuto abbassare lo sguardo, o girare gli occhi a guardare da qualche altra parte. Sentivo delle parole lontane che me lo suggerivano, ma era un pensiero che non riusciva a arrivare, appena abbozzato, come se si fosse perso per strada attraversando dei percorsi lunghissimi dentro i ricordi, o i pensieri, ed ero contenta che non arrivasse. E guardavo lui come per capire perché volevo continuare a guardarlo. Forse lui una risposta ce l’aveva. Ma neanche questo pensiero arrivava. Anzi, non partiva neanche.
Alla fine dei quattordici secondi lui ha girato gli occhi, ha visto la bottiglia dell’acqua e ha pensato di riempire i bicchieri. La gente allora, intorno, ha ripreso a mangiare.

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6 Risposte to “CONFLITTO OTTICO”

  1. anonimo Says:

    Dipòk, ma allora questo vuol dire che non verrai più alla comune? 😦

    🙂 Scherzi a parte, molto bello questo mini-racconto…la sospesione sulla potenzialità di sentimenti ed eventi è sempre magica…poi se qualcosa di bello si concreta, tanto meglio 🙂
    Smirki175

  2. lemmaelabel Says:

    Gran "pezzo", Pochette!

  3. dipocheparole Says:

    @smirkiolo: ora della comune ne passa di acqua sotto i ponti..:))

    @lemmola: :))

  4. anonimo Says:

    Bello il mondo quando si ferma
    E bello saperne scrivere
    Scrivi sempre meglio

    Rob

  5. anonimo Says:

    Che brivido 🙂

    MM

  6. dipocheparole Says:

    @robily: grazie, mi mancavi.:))

    @MM: quanto tempo! welcome!

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