TEMA

 
tema2
Ho ritrovato un mio tema. Scritto nel 70, in quinta elementare.
 
Per inciso, non faccio per vantarmi, ma per sottilineare come era la scuola una volta, ma un tema così grammaticalmente corretto, (a parte il bellissimo “enti provvidenziali”  anziché previdenziali, che ha comunque un suo senso tra il religioso e il fatalista), ora non lo scrivono neanche in quinta liceo. (anzi, sì, mi vanto).
 
A parte questo, le cose che colpiscono sono anche altre:
 
che nel 1970 una bambina di undici anni sapesse che esistono i sindacati, gli enti provvidenziali e che i lavoratori avevano conquistato dei diritti rispetto a quanto avveniva pochi anni prima. 
 
che nel 1970 fosse normale parlare, probabilmente anche a scuola, oltre che in televisione e sui giornali (Lama, Storti e Vanni me li ricordo ancora oggi), di sindacati e di diritti dei lavoratori come di cosa positiva e da tenere in grande considerazione.
 
che nel 2010 invece la scuola fa schifo, dei diritti dei lavoratori se ne fregano tutti e che vecchiaia e malattia e famiglie in miseria sono ritornati a essere uno spauracchio come nell’ottocento.
 
Mi mantengo diversamente giovane facendo la lavoratice precaria, pagata con prestazioni occasionali e sperando nella provvidenza anziché negli enti provvidenziali. Con la pensione che avrò potrò comprarmi un paio di uova sode al mese che daranno il loro contributo in proteine.
La cosa bella è che saremo in tanti, ma proprio tanti nella stessa situazione e quindi il mal comune diventerà mezzo gaudio, ma nel frattempo io credo che, come dicevo nel post fotografico di ieri, dovremmo proprio cominciare a incazzarci. Ma di brutto.
 
 
Osservando un cantiere di lavoro, penso…
 
Tempo fa andai con mia madre alla fabbrica dove lavora il babbo.
Arrivate ci ha aperto il cancello il portinaio che abita lì. A me sembrava tutto tranquillo intorno alla fabbrica, ma appena entrate un frastuono colse le nostre orecchie.
Attraversando il capannone mi guardavo intorno: c’erano molti macchinari di diverse specie e ne chiedevo l’uso a mio padre che ci faceva da guida attraverso quel labirinto di ferro.
Saliti nel suo studio mi sono seduta su una poltrona girevole, e da lì essendoci un vetro che permetteva la visione della fabbrica, ho guardato.
Lo sguardo mi cadde su un operaio che lisciava i tubi passatigli.
Teneva in mano un pezzo della sua macchina e lo mandava avanti e indietro, mentre sotto passavano i tubi, che finivano come risucchiati nella macchina; pensavo che se quell’operaio avesse un colpo di sonno, cosa gli succederebbe?
Oggi abbiamo tutti gli enti provvidenziali che prevedono gli infortuni, abbiamo i sindacati che difendono gli interessi degli operai di ogni categoria, coloro che lavorano non sono più sfruttati come una volta quando lavoravano dieci  o dodici ore stipendiati pochissimo, senza pensione, così che la vecchiaia  e la malattia erano come uno spauracchio, perché dovevano lasciare in miseria la famiglia.
Finalmente dopo molto tempo sono riusciti ad ottenere ciò che gli spettava.
Cosa farebbe l’operaio che deve mantenere una numerosa famiglia, se gli succedesse qualcosa? A questo hanno pensato tutti gli enti che esistono in Italia.

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8 Risposte to “TEMA”

  1. tracotnt Says:

    considerato che la pensione non l'avrò mai manco io, io e le mie amiche,più o meno nella solita precaria situazione, pensiamo a come affrontare la vecchiaia. prendere una casa in affitto tutte quante insieme e vivere in una specie di comune così, dividendo le spese e facendosi compagnia. se vuoi puoi venire a stare da noi, magari quando ti sarai stufata delle due uova sode. son cose a cui bisogna pensare, dopo che ci si è incazzati ben bene.

  2. dipocheparole Says:

    @tracotnt: grazie dell'invito tracò! terrò presente!:))
    anche qui tra precari e pensionati al minimo stiamo pensando come finiremo per organizzarci. Alla fine ci sarà un revival della comune stile hippy anni 60. Andrà bene il sesso libero tra ottantenni?:))

  3. anonimo Says:

    Mi posso penotare anche io per la comune? 🙂
    Veramente, Dipòk, gli anni '60 e '70 visti oggi sembrano il regno incantato della cultura e dell'impegno sociale…ma come allora magari non ci saremmo immaginati l'odierno abbassamento del "tono morale", forse dalla prospettiva di oggi non riusciamo ancora a cogliere una possibile "rinascita" futura…chi lo sa…

    Il tema della piccola Dipòk è toccante…sei nata con la penna in mano 🙂

    Smirki175 🙂

  4. dipocheparole Says:

    @smirki: dopo il rimando al sesso libero tra ottantenni, il tuo "penotare" ha qualcosa del lapsus freudiano!  :-DDD
    Effettivamente visti dagli anni 10 del nuovo secolo, gli anni 70 sono rivoluzionari.
    Ho altri temi della Dipòk decenne che davvero mi danno da pensare. Ma che ho fatto dopo le elementari? :)))

  5. anonimo Says:

    Fra un attimo mi incazzo, prima però mi faccio passare la commozione che il tuo tema mi ha regalato.
    giovanni

  6. anonimo Says:

    ehhhrrr…dici, Dipòk? 😀
    Hai visto mai che combino qualcosa almeno nella vegliarda comune? 😀

    La saggezza di noi bimbi, a vederla in prospettiva, ora, spesso lascia sbalorditi, vero…forse non c'è alla fine nessun progresso di maturazione: forse siamo sempre maturi allo stesso grado, ad ogni età, solo che lo siamo in forme diverse 🙂

    Smirki175

  7. anonimo Says:

    Brava allora come adesso…
    Resti una delle mie letture preferite.

  8. dipocheparole Says:

    @giovanni: piacere di rivederti! (anche commosso:))

    @matteo: grazie, e ricambio, lo sai. :))

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