FERRAGOSTO

Son tutti a letto, a dormire, o in giro, nelle camere d’albergo, nelle case in affitto a bestemmiare col maltempo, o a far l’amore tirando poi un po’su la coperta estiva, ché fa freddino, poi, a star lì distesi a riprendersi, a fumare, a guardare la schiena dell’altro, a raccontarsi, a far finta di niente, a guardar fuori della finestra. Oppure guardano la televisione. Si son presi pacchi di dvd al noleggio, che è previsto brutto per tre, quattro giorni. O nelle sale comuni degli alberghi a distillare il tempo tra bambini che corrono, urlano, piangono, vociare di gruppi famigliari, chi decide di uscire lo stesso a far quattro passi, pantaloni corti sulle gambe abbronzate, scarpe sportive e ombrelli colorati, chi prende la macchina e va al centro commerciale o in sala giochi.
E fuori una pioggia convinta, metodica, intenta a fare il proprio mestiere senza distrazioni.
 
I neri del terzo piano del civico 4 sono tutti sul terrazzino prima di pranzo. Una donna sta in piedi, di spalle, vestita di rosa chiaro, i capelli tirati su, un bambino appoggiato sul fianco sinistro che quasi pende fuori dal parapetto e parla rivolta all’interno. Un ragazzino entra ed esce saltellando, due uomini parlano, si affaccia un’altra donna, si ferma, parla con la prima, rientra in casa. Le voci esplodono, sbottano nell’aria come petardi dentali e gutturali, ricadono sui muri e rimbalzano e prima che si affloscino sul prato di sotto, altri petardi scoppiano a ripetizione nell’aria umida.
Sul terrazzino del secondo piano esce un bambino, poi un altro, guardano in giù, verso il prato deserto e bagnato di pioggia, non vedono niente, allora guardano in su. Esce il padre, guarda in giù e poi in su anche lui. Rientrano in casa.
 
Lei da sola ha tirato su il figlio ormai sedicenne. Vivono da soli, loro due. Fa la cameriera in pizzeria, non lontano da casa. Però è iscritta alla palestra dei fighi, quella con la reception all’entrata, la sala wellness e i massaggi e i trattamenti di bellezza, e da come si comporta con i maschi in sala attrezzi, spero per lei, dice la vicina che frequenta la stessa palestra, anzi per suo marito, che siano separati. Esce dal portone per portare la spazzatura. Magra, i capelli corti, mossi, castano scuro, un po’piegata in avanti come intenta sempre a cercare di essere già un passo oltre, le gambe che vanno un po’all’infuori, tese e veloci, il braccio rigido del sacchetto della spazzatura. Il figlio un passo indietro, riccioluto, molto più alto, un po’curvo, che le dice qualcosa piano, dolce e remissivo e la segue fino al cassonetto. Camminano, come niente fosse, sotto la pioggia. Poi tornano indietro lei sempre più avanti, mormora qualcosa, lui dietro risponde piano, finché spariscono dietro l’angolo.
 
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6 Risposte to “FERRAGOSTO”

  1. anonimo Says:

    Buon Ferragosto, Dipòk :-)Smirki 🙂

  2. dipocheparole Says:

    Ciao Smirkino, buon Ferragosto a te!:))

  3. cf05103025 Says:

    ferragosto quasi è passatopomodori sotto la piovaho racimolato,ti augurobuon resto di agosto, o Dipòk.Hai scattato una grande foto,direi con grande angolare,da ricordare!

  4. tracotnt Says:

    buon ferragosto in ritardo. elena. 

  5. dipocheparole Says:

    Ferragosto è strapassatoe la pioggia ha cessato.iera anca oraha detto l'azalea e detto fattodue fiori rossi son sbocciati.E pure quella cerbera della gerberane ha fatto uno arancione.Oggi era pure Santelena neh!Buon resto d'agosto a voi.

  6. cybermax Says:

    Un ferragosto cosi non l'avevo mai visto.

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