RESA

Domenica ho detto: beh vado a fare un giro in bici. Però appena mi sono bardata con i mutandoni imbottiti da ciclista seria, guardando dalla finestra, ho visto un orizzonte violetto di nuvole.
Ho detto: vabbé vado lo stesso e amen.
Sono anche stata fortunata, ho fatto un giro di un’ora lungo il fiume. Ho parlato con cigni, anatre, folaghe e rispettive cucciolate di cignini, anatrini e folaghine. Ho guardato il fiume che il riflesso delle nuvole violette rendeva verde cupo. Ho spaventato decine di passeggiatori domenicali, arrivando silenziosamente e all’improvviso alle loro spalle e superandoli in volata con uno swischhhhhhhh. Ho bevuto l’acqua gelida della fontanella che segna la metà del giro e ho detto: beh ora torno indietro.
A due chilometri da casa le prime, grosse gocce. Ho detto: beh, ormai manca poco, faccio una corsa veloce. A un chilometro e mezzo da casa ero lavata dalla testa ai piedi: come entrare vestiti in un box doccia e girare il rubinetto sulla modalità cascata delle Marmore. Mi sono accorta che stavo pedalando tutta ingobbita, corrucciata e preoccupata. Allora ho detto: machemmefrega? Mi sono distesa come se pedalassi tranquilla in pista al velodromo, ho rallentato, mi sono scorrucciata e mi è fin venuto da ridere. Così sorridendo sotto il diluvio, con la coda di capelli che mi gocciolava nel collo, i vestiti completamente inzuppati, i piedi che sguazzavano nelle scarpe, gli occhiali ricoperti di rigagnoli d’acqua, sono arrivata al semaforo dello stradone che era ovviamente rosso dei suoi soliti tre, quattro minuti di rosso, e sono stata lì, ferma, sorridente, ebete, capitolata ma felice, sotto la doccia modalità cascate di Iguazù. Sono arrivate altre due cicliste inebetite ma felici: una mamma con bambina. Ci siamo guardate: le braccia luccicanti a tenere il manubrio, le magliette appiccicate addosso, mentre rivoli d’acqua ci scorrevano lungo la faccia, mentre i capelli si appiattivano sulla testa, mentre intorno le macchine correvano sollevando ventate d’acqua nebulosa sull’asfalto, e sopra di noi si addensavano e si scomponevano veloci nuvole nere, e ci siamo messe a ridere.
(mi si è pure fermato l’orologio waterproof!)

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10 Risposte to “RESA”

  1. anonimo Says:

    Raccontino godibilissimo, con il pregio di una prospettiva sia dall'esterno che dall'interno: uno visualizza assai efficacemente il susseguirsi delle scene, come dire… dal di fuori; e nello stesso tempo si sente quasi dentro la tua pelle (fradicia…), dietro i tuoi occhi, un po' nei tuoi pensieri, insomma.

    Solo il titolo, non mi entusiasma: cosa diresti di "Tre cicliste sorridenti e impavide"? No, eh..?.. Un po' ridondante, mi rendo conto e me ne farò una ragione.

    Sorry for the watch!siu 

  2. cf05103025 Says:

    Bello assai, anzi e  anche divertente,Te ti sei divertita a scriverlo? Sì, eh…!?Avrei voluto però vedere la faccina della bambinae sentire che cosa avrebbe detto….Ma perché fai swisssh ai poveri pedoni!?Guarda che ti sgrido, sai!MarioB.:-)

  3. kalekaiagathe Says:

    giusto perché era il 25 luglio e faceva molto caldo ed era scoppiata l'afa…se per esempio era il 25 ottobre ed eri partita primaverile e in mezzo alla pioggia compariva qualche sprazzo di nevischio, e si metteva a soffiare un vento da nord-est, o da nord-ovest, dipende di dove sei, saresti stata libera e felice? vedo un cielo plumbeo, alberi spogli e  un'ecatombe di angeli e santi tirati giù dalle tue male parole.racconto gradevolissimo. anche un po' allegorico.

  4. lemmaelabel Says:

    E così…tanto tuonò, che piovve. 🙂

  5. anonimo Says:

    Stupendo :-DLe folaghine sono deliziose :-)"…Rain, rain, rain, I don't mind…shine, shine, shine, the weather's fine…"Smirki175 🙂

  6. dipocheparole Says:

    @siu: è perché forse leggi il titolo come un qualcosa di negativo. Una resa di solito si intende così. Invece, credimi, in quel momento, per me e per la situazione, arrendermi è stato bello!@mario: la bambina sotto il caschetto sorrideva ma era anche un po' spaventata, ma vedendo le altre due inebetite che ridevano si è unita alla risata.Faccio swishhhhhhhh ai pedoni perché sono Cattivaaaaaa!!:)))@kalekayetc: se era inverno..uhm.. dipende dall'umore della giornata. Ma quando vedi che non c'è più niente da fare è davvero liberatorio arrendersi.Del resto, a volte, mica c'è altro da fare.@lemmola: no! non tuonava! eheeheheh@smirkiolo: e i cignini no? sono grigini da piccoli.

  7. anonimo Says:

    Molto belli anche i cignini, Dipòk, soprattutto se grigini :-)Smirki175

  8. NoRupies Says:

    ci sono stato, alle cascate di Iguazù.però ci era un sole così 😉

  9. dipocheparole Says:

    @no rupies: eheheh tra le cascate sicuramente si vedeva il sole 🙂

  10. cybermax Says:

    Il tuo elemento primario è l'acqua.

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