IL SILENZIO DEL CONDOMINIO

Questa mattina, nel dormiveglia, più dormi che veglia, in cui mi rotolavo, ma solo con la mente, che in realtà stavo ben ferma nel letto, attenta a non muovere un muscolo in più, vuoi per il solito torcicollo, vuoi per il caldo mortale per il fatto che, comunque, anche con trentuno gradi, io dormo con il pigiama: calzoni al ginocchio e maglietta, perché di notte mi raffreddo, come un algido serpente disteso a pancia in su lungo il letto, il ventre molle e tutte le spire ben spiegate, bello scivoloso e con gli occhietti gialli ben aperti, che comunque sono insonne, o meglio, nottiniera da una vita, che è una fatica mortale dormire a un’ora giusta, alzarsi a un’ora giusta, che poi l’ora giusta è sempre quella giusta per gli altri mica per me, siano maledetti, loro e tutti gli orari del mondo decisi dalla comunità dei giusti, comunque stamattina, in uno dei dormiveglia più caldi del secolo ventunesimo, tendevo l’orecchio a cercare di percepire qualcosa, di distinguere un rumore, un sospiro, un borbottio, un sussurro delle canne di scarico, uno scorrere d’acqua, un alzarsi di tapparella, uno sbattere di finestra, un suono, una voce.
Niente.
Ho pensato, immaginato, forse sognato: è notte. Ma non era notte, era mattina, e neanche tanto presto.
Era già passata, mentre dormivo, pesante e incosciente, come un cadavere abbandonato sul fondo del mare, l’ora degli sciacquoni, delle cascate d’acqua lungo le pareti, delle voci attutite dietro la parete, dei passi sul soffitto, dei garage che si aprono, dei motorini che passano, delle donne delle pulizie in giro per le scale, dei tonfi delle scope sulle ringhiere e contro le porte del pianerottolo, dei vicini che si fermano a parlare sotto, lungo il vialetto.
Eravamo entrati nell’ora del Silenzio del Condominio.
 
Il Silenzio del Condominio è qualcosa che non riesco a spiegarmi.
Non me lo spiego soprattutto quando, arrivando da una strada laterale, quella dove alla fine della città le ultime case si disperdono tra campi incolti, campi coltivati e strade tortuose scure di alberi e di cespugli, vedo al di là dei campi, per centinaia di metri, i tetti del mio condominio.
Il mio condominio non è solo un condominio, è un insieme senza sosta, senza tregua, senza confini, senza soluzione di continuità, di condomini. Un unico, lungo serpente arrotolato intorno a un giardino interno, e disteso lungo altri spazi verdi e asfaltati, chiusi al traffico da una strada senza uscita e dal limitare esterno e finale di un campo di granoturco, ottuso e fisso sotto il sole.
Tutto farebbe pensare a un rumorio continuo, a un fermento sordo, prolungato e confuso di voci, acciottolii di piatti, tintinnii di bicchieri, musiche, suoni di televisioni, urla di bambini e di adulti, litigi, alterchi, tonfi, passi. Una fabbrica di suoni, un organismo sempre in movimento, il cupo ventre vitale di un quartiere intero. E invece no. Passata l’ora della sveglia, smaltite le corse verso gli uffici, le scuole e le altre, molteplici e varie attività degli abitanti e dei manutentori dell’organismo, evacuati gli umani, a una certa ora il condominio si riappropria della sua esistenza e si lascia andare, perfetto, ordinato e immobile a ore di assoluto silenzio.
In quelle ore, lunghe ore, interminabili, giornate e serate intere di perfetto silenzio, io divento l’Abitante del Condominio.
Così, questa mattina, nel dormiveglia, più dormi che veglia, nell’ora del perfetto Silenzio, sotto un cielo perfettamente azzurro, circondato dalla spessa vampa dell’estate, il mio condominio galleggiava immobile nella campagna ondeggiante di calore, e io, unica Abitante, sognavo di scrivere un racconto ambientato nel ventre molle e segretamente ardente di un quartiere periferico dove un grande condominio galleggiava immobile nella campagna ondeggiante di calore.
Ed eccomi qui.

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10 Risposte to “IL SILENZIO DEL CONDOMINIO”

  1. fuoridaidenti Says:

    sì, sì, dev’essere proprio uscito (Saturno). clap clap

  2. cf05103025 Says:

    Egregia DipòkLa ringrazio sentitamente, ( sentita/mente), di averci donato questo suo svolazzo nottiniero in cui mi sono parecchio beato ed un altro po' ho sudato.Scusi, perché Lei non dorme nuda con questi calori?Forse per un'insana o arcaica pudicizia? Io dormo nudo ( nonostante la mia deprecabile età ed un corpo poco presentabile); cotesto "corpo" privo  degli abiti respira meglio, sì.Mi saluti sua sorella Dimòlt che non avrebbe, certo, scritto di meglio.Mario 🙂

  3. anonimo Says:

    @Mario. Ma perchè chiedi a Dipòk "Scusi, perchè Lei non dorme nuda con questi calori?", quando lei nel post ha già scritto: "perchè di notte mi raffreddo,"?

    La mia quadratura del cerchio consiste comunque nell'andare a letto come mamma mi ha fatto, con a portata di mano un bel lenzuolo.

    Ma pare che stasera arrivi la grandine…siu

  4. cf05103025 Says:

    egregio siu, sì,è vero, è che tutti di notte abbiamo la temperatura corporea che scende,per cui una bella copertina leggera di riservapuò servireper copriree trattenere il calore corporeo più che un pigiama,era per diree per fare un po' di pruriginosità….:-))

  5. lemmaelabel Says:

    BELLO!!!! Come lo vedo! 😉

  6. dipocheparole Says:

    @fuoridaitheets: speriamo bene ..;)@mario e siu: ma dico!?  :-DDDcomunque stasera ci sono 25 gradi e urge il pigiama di flanella. (sono incerta sulla trapunta. Che dite?)

  7. dipocheparole Says:

    @lemmola: eh, ma non vale! tu l'hai visto! :))

  8. sterno Says:

    bé se scrivi così finisce che mi appassiono.

  9. anonimo Says:

    Felice di ritrovarti qui, almeno leggo un po' di te.Tua e.

  10. dipocheparole Says:

    @e: ciao!! :)) come mi stai?:)))@sterno: e dai vediamo come va a finire!

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