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MERDE 2

2 giugno 2010
Si alza un gran vento, pieno di foglie, di polvere e delle prime gocce di pioggia. Armeggio con la tenda per spostarla e chiudere la finestra.
L’uomo esce dalla macchina. Capelli bianchi, abbronzato, occhiali scuri a specchio, magro, una giacca a vento gialla. Questa volta è con un ragazzo. Tutti e due si girano a guardare e il cagnolino non scende. Dai vieni fuori, urla l’uomo. Avanti!! Scendi porco d*o! scendi ti e ta morti di un cane porco di un d*o!!! L’uomo si agita a scatti intorno alla macchina. Si piega veloce verso l’interno e cerca di raggiungere il cagnolino rincanttucciato davanti al posto di guida. Scendi scendi porco d*o!! Il ragazzo si piega a guardare attraverso il finestrino e gli urla: è impigliato, è bloccato, la zampa, dietro. L’uomo si rialza e gira esasperato intorno alla macchina: macché bloccato, porco d*o, scendi scendi, è un ta morti di un cane, non è bloccato!! Vieni fuori porco d*o! No no è bloccato aspetta, gli dice il ragazzo e si avvicina verso la portiera. Armeggia piegato nella macchina e tira fuori il cagnolino, lo mette per terra vicino all’auto. L’uomo si avvicina rabbioso e gli tira un calcio, lui fa un guaito acuto, poi lo afferra con una mano e lo lancia sull’asfalto. Il cagnolino cade malamente, una zampetta piegata sotto il corpo ma si rialza subito, scuote la testa, aspetta fermo immobile. Porco di un d*o ti ho detto di uscire subito! Avanti! L’uomo si avvia infuriato, urlando, a petto in fuori, verso il portone di casa.
Io esplodo: “se la vedo ancora maltrattare quel cane giuro che la denuncio! E’ la seconda volta che la vedo maltrattarlo, la prossima volta giuro che la denuncio per maltrattamenti”, gli urlo dalla finestra. Avessi un fucile gli sparerei. “La prossima volta la denuncio, guardi che la tengo d’occhio!” Sono calmissima ma furente.
Il ragazzo alza la testa e mi guarda incuriosito. Da una finestra del primo piano si affaccia una donna.
L’uomo invece ha un cambiamento che mai mi sarei aspettata: mi guarda appena, abbassa la testa, rallenta il passo arrogante e, cambiando del tutto tono di voce, mi dice: sì, va bene, mi scusi.
Poi si gira verso il cane che lo sta seguendo a testa bassa e lo accarezza: hai visto? eh? hai visto cosa mi fai fare?
Il cagnolino, grato, scodinzola.
Accidenti alla razza dei cani fedeli nonostante tutto, degli uomini bastardi, dei padri picchiatori, delle famiglie violente, al mondo di merda.
Non riesco a trattenermi e gli urlo: “sì, lui gliel’ha fatto fare! ma si vergogni!”
L’uomo entra a testa bassa nel portone del condominio. A me tremano le mani.


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