UNO SU DUE (sottotitolo: TERRAGLIO)

terraglio
 
Tra Treviso e Venezia, corre una lunga, bella strada dritta.
In realtà la strada parte da Mestre, perché Venezia, come molti sanno, non tutti, (perlomeno non la turista canadese che una volta incontrai in treno che pensava di prendere un taxi per raggiungere l’albergo in centro a Venezia), è un’isola e non è dotata di strade carrabili.
Questa strada si chiama Terraglio.
Pare che il nome venga da Terraleum, un terrapieno che la Repubblica di Venezia realizzò nel XIII secolo, con i materiali di scavo di un canale che avrebbe dovuto collegare Treviso a Venezia.
Il canale, alla fine, non si fece. Rimase il terrapieno che divenne con il tempo la principale via di comunicazione tra la Serenissima e l’entroterra. I Veneziani ci venivano in villeggiatura, lungo il Terraglio, e ci costruirono ai lati, numerose, bellissime ville (ville venete, appunto).
Qualcuno poi, lungo la strada, ci piantò dei magnifici platani, (quelli che i leghisti tempo fa proposero di tagliare per eliminare il problema degli automobilisti che ci sbattono contro), e Wikipedia dice che “Per le ville, i platani secolari e la campagna circostante, il Terraglio è sottoposto a vincolo paesaggistico ai sensi dell’art.157 del D.Lgs. 42/2004 "Codice dei Beni Culturali e del paesaggio".
Io tutto questo vincolo paesaggistico non lo vedo molto, perché la strada, come si usa da queste parti, è punteggiata di case, casette, capannoncini, distributori, concessionarie e fabbrichette, però bisogna dire che è messa molto meglio di altre strade dei dintorni.
Io, al Terraglio, ci sono affezionata, come si può essere affezionati a una strada, per una serie di motivi. Il primo è che ci ho abitato sopra, davanti, a lato diciamo, per una diciottina di anni, e dalla silenziosa periferia in cui invece vivo adesso, provo quasi nostalgia per quel gran traffico di persone, di merci, di vita in pocheparole, che connotava invece lo stradone.
Un altro motivo è che mi ricorda le domeniche a piedi di quel periodo del pleistocene conosciuto come Austerity. Una domenica sì e una no percorrevo a piedi il primo tratto per raggiungere lo stadio di rugby che allora si trovava da quella parte della città. Ero follemente innamorata di un giocatore della squadra locale e ricordo quasi con commozione l’euforia, l’ardore e la passione, mai ricambiata, che provavo nel camminare nel mezzo della carreggiata deserta di automobili, spinta dal desiderio di vedere finalmente Lui in campo.
Un altro motivo sono le innumerevoli volte in cui ho percorso lo stradone per andare a Venezia, a vedere il mare. In realtà, la laguna. Succedeva di notte, di solito. Stanca di qualunque altra cosa, prendevo la macchina, mettevo il pilota automatico, una cassetta, un cd poi, nel tempo, e attraversavo nella notte quella che già dopo una decina di chilometri diventa terra veneziana. Arrivavo sul Ponte della Libertà, rallentavo, guardavo in lontananza le luci e i bagliori alieni, rosei e azzurrini, del Petrolchimico, abbassavo i finestrini per sentire l’odore umido, denso e salmastro del mare, vedevo la massa scura, vibrante, agitata della laguna, respiravo a fondo, mi riempivo il cuore, facevo il giro di Piazzale Roma e tornavo indietro. Una pazza. Ma si sa. Ma per me, prendere il Terraglio e andare a Venezia è sempre stato un po’come aprire una finestra quando hai bisogno di prendere aria. Funziona anche con il treno, che corre lì a fianco. Una ventina di chilometri fino a Mestre, dieci in più fino a Venezia e il mondo cambia.
 
Era un po’a questo che pensavo ieri mentre leggevo su “Il Gazzettino” i risultati delle elezioni locali.
Pare infatti interessante sottolineare, per chi abita in altri luoghi meno sfigati del mio, come nella provincia di questa triste città, Treviso, il 65,82% delle persone abbia votato il candidato della destra Luca Zaia, e come il 48,53 % (quarantotto virgola cinquantatre per cento) delle persone abbia votato come lista collegata la Lega Nord. UNO SU DUE.
Significa che, a parte i minori di diciotto anni (che comunque voterebbero la Lega per l’80%), i malati, i matti e i carcerati, quando io esco per strada incontro un leghista ogni due persone.
Quando io parlo con qualcuno, parlo con un leghista nella metà dei casi.
E non rallegriamoci troppo per il restante cinquanta per cento, perché a parte lo sparuto gruppo delle liste di “sinistra” (virgolette d’obbligo quando nella sinistra ci sta un partito come L’Italia dei valori e un personaggio come il questurino Di Pietro) con il suo 24,98%, il resto delle possibilità era dato da liste come: Forza Nuova, Veneti Indipendenti, Partito Nasional Veneto, Unione Nord Est, UDC, Beppe Grillo, Alleanza di Centro e PDL.
Mi tiro su solo a guardare come vanno le cose a una trentina di chilometri da qui: alla fine del Terraglio, appunto, a Venezia, dove, grazie a Dio non hanno scelto Brunetta come Sindaco e dove pare esserci davvero un altro mondo. In particolare a Marghera dove la Lega Nord è all’11,28, il PDL al 19,05 e il PD al 29,48. Non che questi ultimi se lo meritino comunque.
Tra Treviso e Marghera ci sono esattamente ventisei chilometri. Una lunga bella strada dritta. Purtroppo non è servita alla comunicazione delle idee.

(Nell’immagine: Il Terraglio e l’entroterra veneziano in una mappa di Antonio Vestri, 1709)

 
Annunci

15 Risposte to “UNO SU DUE (sottotitolo: TERRAGLIO)”

  1. anonimo Says:

    La realtà veneziana è piuttosto composita. Il comune di Venezia è diviso in tre zone: centro storico, terraferma ed estuario. Le prime due a predominanza centro-sinistra, l'ultima a predominanza, anche piuttosto marcata, centro-destra (e purtroppo è quella in cui sono nato, anche se non ci vivo ormai). È interessante che nel voto complessivo del comune alle regionali ha vinto – anche se di pochissimo, Bortolussi invece di Zaia (se pensi che la differenza a livello regionale è del 30%). Insomma, se vieni da queste parti i leghisti per strada non sono uno su due… Almeno non ancora.s|a

  2. Lipesquisquit Says:

    Quindi ora i poveri platani che fine faranno?

  3. dipocheparole Says:

    @s|a: infatti caro soglioladiattenzione. Mercoledì sono venuta a Venezia e, come sempre, mi si è aperto il corazon. Sarà che per ogni metro quadro ci sono dieci turisti, ma io mi sento molto più a casa lì che qui. E ora ci verrò anche più spesso.:))@lipesquit: chi lo sa? con queste menti eccelse al governo, ci aspettiamo che tolgano i lampioni per eliminare la prostituzione. Qui hanno già tolto le panchine per eliminare gli immigrati.

  4. cf05103025 Says:

    Oh, che bel pezzo hai scritto!Se io ero nella America dei sogni ti promuovevo giornalista mia preferita che ti facevo scrivere sul mio giornale " Weekly Mario Bros." gli 'lzeviri co' firma Hellen Dipòk, sì! Il Terraglio l'ho percorso alcune volte, ma non me lo ricordo più bene…Non passa da Preganziòl?Bellissima la mappa, davvero un bel colpo di scienza & colore.Ad analizzarre i voti anche qui in Piemonte si vedrà che a Torino e comunque in Provincia di To, la Bresso avrebbe tenuto, mentre in tutte le altre provincie ha perduto.La Bresso ha perso eminentemente per la sua ambiguità generale, specie sulla TAV: a Roma coi maggiorenti PD, Si TAV; a Torino invece possibilista su un tragitto diverso. Cota ha frequentato fiere provincia feste paesane allargate convegni di coltivatori e artigiani e industriali.Bresso se n' è stata, in genere, presso i buoni borghesi di "sinistra".E' andata male, per me, per noi cittadini democratici.auguriMario

  5. settemaggio Says:

    anche io non mi capacito di quanti siano i leghisti e i pdllini…possibile che tutta questa gente abbia il paraocchi e si sia bevuta il cervello?

  6. dipocheparole Says:

    @Mario: è così. Qui i leghisti li trovi in giro per bar, osterie, fiere e sagre. Il resto della sinistra qui è fatto di pochi reduci squinternati e dispersi senza un posto dove stare e farsi riconoscere.é vero, sul Terraglio c'è Preganziol! e poi Mogliano Veneto, e poi, incredibile dictu: Marocco! :))@settemaggio: a me lo dici…;((

  7. anonimo Says:

    Mah, cara Dipòk, sono in uno stato d'animo che sta tra la nausea e …diciamo il dubbio. MI dico che dovrei smettere di massaggiarmi lo stomaco per evitare i conati ed andare incontro a queste persone . Infatti come Pier Paolo pasolini invitava a riconoscere i figli del popolo nella divisa dei celerini, così io penso che molti voti della lega rappresentino esigenze e bisogni profondi inascoltati della gente.Certo, io non sono Pier paolo Pasolini – si saprebbe – nè Maria Teresa di calcutta -probabilmente non starei qui a scrivere, ma agirei.Una cosa è certa: ora la responsabilità è anche nostra.

    Intendo dire che, se vogliamo che il "lega-pensiero"  evolva, io, te e tutti coloro che la aborrono devono andare oltre la nausea per cercare di capire e scambiare con loro. Sì, sì,  scambiare.Lo so, l'è dura.(vedo già la tua aria perplessa del tipo : she drunk her own brain this morning", ovvero "questa si è bevuta il cervello") 

  8. anonimo Says:

    ps non mi sono firmata sono http://www.radicchiodiparigi.wordpress.com

  9. luluon Says:

    la strada del Terraglio, trafficatissima è molto bella comunque, andando verso Preganziol, ho un amico che abita lì, ci sono delle magnifiche ville sulla destra.AH, da ragazzina mi sono pure io innamorata di un Giocatore di calcio, però, dato che abitavo vicino allo stadio. lo andavo a vedere negli allenamenti. ah!ancora adesso quando mi incontra, ormai anzianotto, mi sorride e io arrosisco.che si fosse accorto del mio Amour?:))bri ciao dipok.

  10. dipocheparole Says:

    @ciao Lu, no hai ragione invece. Io per ora però proprio non ce la faccio a "scambiare". ma chissà, visto che siamo costretti a conviverci. A prestissimo:))@ciao bri:)) il mio giocatore di rugby sapeva del mio amor perché gliel'avevo pure confessato in un impeto giovanil-esuberant-autolesionistic. Ma devo dire che si comportò da vero gentleman. Mi piacerebbe davvero a me re-incontrarlo, ma pare sia espatriato da anni. (beato lui).

  11. anonimo Says:

    Al contrario, io ci andrei cauto con la possibilità di scambiare qualcosa con questi fascisti. Il fascismo non è solo quello che abbiamo conosciuto in passato. Fascismo è rinunciare alla propria identità in favore di un’identità collettiva e omologata, riunita sotto simboli fittizi e immaginari, falsificati a bella posta per aizzare un gregge di pecore mannare. Come al solito si tratta di un’isteria di massa la cui arroganza è pari solo al desiderio di nascondere il vero movente: il tornaconto personale, l’avversione per il diverso e il desiderio di schiacciare il nemico. Queste sono le vere esigenze e i bisogni profondi della “gente”. Non forzaitalia o aenne, bensì costoro sono i veri eredi del fascismo dei manganelli e dell’olio di ricino, con le loro camicie del belino e i loro “li andremo a cercare casa per casa”. Non dobbiamo mai dimenticarcelo mentre ci capita di sedere a tavola con questi vicini. Certo, ora le cose sono cambiate; la loro forza è tale da permetter loro di indossare il doppiopetto su quello schifo di colore. Il loro numero è tale da indurci a pensare che, poiché dobbiamo conviverci, forse dobbiamo trattare. Ma pensate che il “lega-pensiero” possa davvero “evolvere”? E a contatto con chi o cosa? Ma cosa può accomunare una persona che dopo tutto riesce a pensare ancora col proprio cervello (e non mi riferisco all’identità “de sinistra”) e una che un’identità non l’ha mai posseduta e proprio per questo indossa una divisa mentale? Resistete dannazione. Come resistiamo qui con i camorristi del cazzo. Il peggio che può capitarvi è che facciano delle riserve indiane fra Treviso e Preganziol. E qualcos’altro, magari in stile Biedermeier, per gli immigrati.Bella la cartina. Rob

  12. luluon Says:

    oh, ma io ero timida e proprio una bambina. Avrò avuto 11 anni o giù di lì.era un'infatuazione platonicissima. Amour è una parola grossa.sempre stata facile alle infatuazioni, io, da lontano e segretissime ;))ahimè

  13. anonimo Says:

    percorso stanotte ore 0.30, piuttosto che prendere  treviso sud, provenendo dalla direzione aeroporto. all'andata non si può fare terraglio, se ti aspettano a cena, ma al ritorno sì. popolato di molte lucciole ambo i lati, in modo addirittura fastidioso. ti ricordi della corsia centrale di sorpasso? all'epoca non abitavo neanche in terraferma, ma so per certo che c'era. in moto il terraglio d'estate funzionava come una cella frigorifera. e vi si correva per certi tratti, senza casco, a velocità che oggi mi mettono i brividi a vederle.sulla distanza ideale concordo. è una distanza di mentalità che corrisponde ad un abisso. come fai ad essere trevigiana? (emoticon a scelta).lu

  14. dipocheparole Says:

    @lu : infatti non sono trevigiana, sono lombarda, per quanto conti, perché comunque vivo qui da sempre senza sentirmi né lombarda né veneta.La corsia centrale di sorpasso davvero non me la ricordo! ma sei sicura fosse sul Terraglio? MI hanno detto che in tempi andati c'era il tram fino a Mestre, ma corsie centrali non ne ho mai viste.Ma situ de Venessia e te sta a Méstre? :))

  15. kalekaiagathe Says:

    eh, sì, purtroppo. come tre quarti dei veneziani.si spiega l'arcano per cui mi sei simpatica. i trevigiani non mi sono simpatici, di solito. non è un pregiudizio, ma un dato di fatto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: