ESERCIZIO

Rieccomi qua.
E voi non avete idea di quanti post io abbia iniziato in questi giorni. E di quanti post io abbia poi cancellato, o abbia abbandonato dopo un paio di righe. E di quanti siano rimasti lì, appesi a un doc., un titolo salvato nel mare magnum della cartella “collegamento a documenti su win98.new” che un giorno dovrò pure decidermi a sistemare, lei, la cartella, il nome e il collegamento.
Eppure erano tutti argomenti degni di nota, mi sembrava. Timidamente, mi sembrava. All’inizio.
Ma appena arrivavo alle due, sette, nove o dieci righe, mi fermavo, rileggevo e mi dicevo: ma che cavolo scrivi.
Il seguito era una nebulosa di pensieri. Pensieri malmostosi. Di quelli con un sospiro dentro. Quei pensieri pesanti che ti fanno guardare lo schermo come da lontano. Da lontano perché tu non sei lì dentro, in quello che scrivi. Sei già fuori che leggi, e giudichi scuotendo la testa, e pensi, e valuti, e i pensieri si confondono, si incespicano, ruvidi, rotolano, sbattono e si fermano lì, spiaccicati, schiacciati tra un paio di frasi. E niente funziona, tutto sembra artificio retorico. Guarda, stavi perfino per scrivere artifizio. Ma che sei? Mia nonna? Figurati se mia nonna scriveva artifizio. Mia nonna, che ho scoperto da poco, aveva sedici fratelli, nove morti bambini, e andava a lavare i panni per le famiglie ricche. Beh, l’altra nonna allora. Ma ti puoi immaginare se l’altra nonna sapeva cos’era un artifizio, anche se si vantava di essersi sposata bene. Ecco, guarda, giusto racconti di famiglia potresti scrivere. In fondo c’è chi ci ha scritto, e pure bene. Guarda la Ginzburg, che ci ha fatto sopra una carriera sulla famiglia. E ne avresti da scrivere, perché tra nonni e nonne e zii e zie, per non parlare dei parenti più vicini, qui ci facciamo un romanzo. Macché un romanzo, ci facciamo una saga. Ma non c’ho voglia di scrivere di famiglia. Non ho voglia di riesumare, scandagliare. Allora cambia in fretta argomento, caramia, perché qui finisce che cancelli anche questo post. Sì, perché invece volevo parlare di quelle cose che facciamo tutti, quelle cose che da bambini crediamo che siano vere, perché ce le dicono e ci crediamo, e poi con gli anni, non andiamo più lì a vedere se erano vere, le diamo per vere. Come quella mia amica che una volta, sgombrando un armadio, ha detto: beh, l’impermeabile lo tengo, cosa dici? E io le ho detto: e che te ne fai? Non ti ho mai visto con un impermeabile. E lei ha risposto: beh, ma un impermeabile è sempre meglio averlo. E perché? Ho detto io. E lei guardandomi un po’ perplessa: mah, in realtà non so, ma lo diceva sempre mia madre. Ecco, in realtà volevo scrivere di quella cosa lì. Di come non aggiorniamo le mappe, e continuiamo per anni a pensare i pensieri degli altri. Per pigrizia, per comodità, per inconsapevolezza. E invece sono finita a scrivere di come non riesco a scrivere. Un po’ come quelle donne, perché purtroppo, sì lo ammetto, sono soprattutto donne, che quando devono parlare di qualcosa, che, poniamo è successo al pomeriggio, cominciano a raccontarti di cosa hanno fatto dalla mattina, quando si sono svegliate, e di come erano vestite, e di cosa hanno detto alla vicina che hanno incontrato per caso sulle scale, e di che ora fosse quando hanno comprato il pane, come se, il vero motivo del loro raccontare, non fosse il fatto del pomeriggio, ma tutto il resto della loro vita, tutto il resto dei loro pensieri. Pensieri che vacillano, corrono avanti e indietro, sbandano, camminano per le pareti, non trovano la via lucida, piatta, diritta, senza ostacoli che porta al Pensiero, quello sì, con la maiuscola. Evabbé, lasciatemi fare la donnetta senza capo né coda. Si vede che devo carburare, girare intorno al nocciolo, raccogliere le idee sparse in questi giorni di vita pratica. Si vede che la vita pratica non giova al ragionamento.
Tutto questo per dire che forse, dico forse, riprendo a scrivere.

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17 Risposte to “ESERCIZIO”

  1. farham Says:

    perchè l'esercizio si ripete più e più volte? 

  2. terrale Says:

    Mi ci rivedo non poco in questi "personaggi" del suo racconto, sa?

  3. terrale Says:

    C'è un grave errore: io non sono quella di sopra (come blog) sono questa qui. (correggi, per favore, se puoi, grazie)

  4. terrale Says:

    Pare che non ci sia verso di correggere, allora!

  5. Lipesquisquit Says:

    Geniale, una metafora della concezione ciclica del mondo secondo gli antichi greci.

  6. lemmaelabel Says:

    Dipok, il mio commento è sotto, eh! Non mi trascurare! :))

  7. dipocheparole Says:

    Cari tutti, l'"Esercizio" non è volutamente ripetuto.E' splinder che fa quel che vuole.Però diciamo che questa volta, casualmente, ma di quel caso che a volte sembra fatto apposta, splinder ha reiterato un esercizio che già di suo voleva essere il racconto di un percorso stancante, ripetitivo e inconcludente, e l'ha reso tale anche nella forma.Quindi, quasi quasi ringrazio splinder, e lascio le ripetizioni, dove trovo il commento della Lemmola e i quello degli altri qui sopra.@farham: sopra trovi la risposta.:)@terrale: scusami ma non ho capito chi sei. Temo che tu provenendo dal blog di Mizar, dove ci sono un po' di casini nell'attribuzione dei blog, ti sia portata dietro il blog sbagliato. Giusto?@lipesquitsquit: scusami ma sono tarda a volte. Dove la vedi la metafora della concezione ciclica? :)) spiegamelo, così capisco dove sta il mio genio! :))))@lemmola: vado di là a risponderti.

  8. alanina Says:

    (volevo dire che gli auguri te li avevo mandati anch'io, e tu col cz che hai risposto, neh.)(as usual):-)

  9. dipocheparole Says:

    @alanina: scusa alanina, mia tesorina, ma dove cz me li avresti mandati gli auguri?!? io nulla vidi! comunque grazie anche se non vidi!:))

  10. alanina Says:

    ehi, hai ragione!ho controllato sugli "inviati", non c'è nulla!dio, che trappola, splinder!!!

  11. Lipesquisquit Says:

    Geniale, fingi di non aver strutturato il post in un modo ben preciso e calcolato. Fai bene, i tuoi misteri devono essere riservati a pochi eletti. Starò al gioco, tanto la verità la sappiamo tutti e due, no?(ammicca, ammicca)

  12. dipocheparole Says:

    @alanina!!!!: ebbé certo che ci ho ragione fija mia!! grazie comunque del pensierino. Splinder in questi giorni ne fa di tutti i colours.@squitsquit: aahahahhahah!!!!!!! ma che ammicco e ammicco!?!oddiomio sono un genio e non me ne accorgo. Una tragedia.

  13. anonimo Says:

    Simpaty for  "quelle donne, perché purtroppo, sì lo ammetto, sono soprattutto donne, che quando devono parlare di qualcosa, che, poniamo è successo al pomeriggio, cominciano a raccontarti di cosa hanno fatto dalla mattina, quando si sono svegliate, e di come erano vestite, e di cosa hanno detto alla vicina che hanno incontrato per caso sulle scale, e di che ora fosse quando hanno comprato il pane, come se, il vero motivo del loro raccontare, non fosse il fatto del pomeriggio, ma tutto il resto della loro vita, tutto il resto dei loro pensieri…"Simpaty for those women. Lo giurocomunque l'impermeabile è sempre meglio averlo…Robilant 

  14. anonimo Says:

    E ti dirò anche un’altra cosa: io di queste donne che descrivi ho ascoltato il nocciolo: sentite in tante discutere in via Canneto il Lungo a Genova. Mi svegliavano al mattino con i loro discorsi da un lato all’altro della strada. Tutto il resto della loro vita e dei loro pensieri: loro non si fidano del tempo. E’ per questo che continuano a recitare la storia della propria vita nei vicoli. E’ una recita doverosa. Ma sai quanti incubi sono capaci di sopprimere col loro dialetto genovese? Robilant

  15. anonimo Says:

    sisipeccato che poi si scriva Sympathy e non SimpatyRob

  16. anonimo Says:

    dipok, vengo qui con questa mia……se stasera sono qui…ehm…insomma: sono contenta che tu m'abbia fatto visita così ricambio e scopro una persona che scrive come piace a me. mi piace che rifletti strada facendo sul fatto di scrivere e ti autocorreggi e non scrivi artifizio, ma, ,di' la verità: mentre fingi che non ti piaccia, sotto sotto. io per esempio non ho ancora avuto il coraggio di usare una parola orrenda che ogni tanto mi sale, non proprio alla memoria, ma direttamente in gola dai visceri: MAGAZENO. brutta eh? però mi piacerebbe impiegarla, per poi  dire che è orripilante. …cominciano a raccontarti di cosa hanno fatto dalla mattina, quando si sono svegliate, e di come erano vestite, e di cosa hanno detto alla vicina che hanno incontrato per caso sulle scale [mentre scendevano nel MAGAZENO], e di che ora fosse quando hanno comprato il pane…lucy

  17. dipocheparole Says:

    @Robilant: mah, che dire, tu la chiami recita e c'hai pure sympathy (manco m'ero accorta della acca!) per loro. Io invece c'ho sympathy for the devil al confronto. Perché dentro questa recita, che è appunto una recita, anche a loro consumo, ci vedo il narcisismo estremo di chi si mette al centro del mondo, e non vede l'altro, ma parla solo di sé. E in genere parla delle cose più insignificanti di sé, perché parlare d'altro, sarebbe pericoloso. E quindi sì, sono d'accordo con te, sopprimono gli incubi: propri ed altrui. @Lucy: buongiorno ( o buonanotte) e benvenuta:). Ma no, non è vero che artifizio mi piaccia sotto sotto. E' che ogni tanto mi riaffiorano tra le dita o tra le corde vocali, queste parole, scrivendo o anche parlando. A volte perfino parole o frasi latine, ma so già quale baratro aprirebbero nella comunicazione spicciola, e anche non spicciola, che mi trattengo.Magazeno però è proprio orrenda. Ma da dove ti viene fuori?:))

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