KRISIS

Primo Natale in casa nuova. Casa di passaggio. Casa non mia. Casa di chi? Chi mi ha invitato qui?
E per quanto? Di chi diavolo è questa casa? Senza quadri, senza tende, senza mobili, senza libri. Ché ancora devo attaccarli, tagliarle, comprarli, sistemarli. Decidere.
È mia. Inesorabilmente mia. Sta scritto sull’atto. L’ho trovato nella cartellina rossa, dove l’avevo messo un secolo fa, nello scatolone di cartone dei GrissinBon prima del trasloco. L’ho comprata, pagata, non tutta, che anche quello mi fa venire le vertigini. Casa non mia, ma da pagare. Per sempre. Una vita. Tutta. Tutta intera.
Con tutte queste stanze, dove mi perdo, dove mi giro e non mi trovo, dove perdo le cose, che non so dove le metto, non so dove stanno, non so dove vanno. E tutte queste stanze, da riempire. E di che poi? A me che mi bastava una valigia. Che prendevo una valigia e dentro ci stava tutto e per mesi: primavera estate autunno inverno. Ma che c’avrò da metterci in tutta questa casa? Un vestito dilatato, che svolazza al vento, che non scalda, non raffredda, non protegge, non avvolge. E dentro io che vacillo, sfarfallo pesante, sbattacchio sui muri, barcollo tra soffitti e pavimenti.
E penso. A fasi di passaggio. Periodi passati. Momenti finiti. Anni andati. Quando e come. Boh.
In testa un sacco di parole che non escono. Compattate, formattate come mattoni manoscritti. Pezzi di racconti, condense di personaggi, idee nebbiose, intuizioni silenziose, sensazioni piatte, lunghe, grigie fino all’orizzonte. Orizzonti poco luminosi, lontanissimi.
Sono in crisi.

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16 Risposte to “KRISIS”

  1. cf05103025 Says:
  2. lemmaelabel Says:

    Un filo di voce, un giorno, rimase chiuso in una stanza vuota, senz’altra compagnia che quella della particolare risonanza restituita a orecchio da ambienti privi di scabrosità. Abbandonato a terra, ammutolito dal rimbombo sordo e cieco alla sua essenza filiforme, s’abbandonò annodato, un fil di voce appena e vinto, al sonno…

    Potrei (si raccontò pensando alle pareti vuote) appoggiare sulla superficie oscura qualcosa che sostenga volumi differenti; comporli in pile, come scatole, o anche a coppie. Creando la certezza di figurare angoli in profondità. Allora può accadere, trattando quei volumi con toni più sottili, ch’io impari a infilare poliedri poliglotti (parole trasognate). E accorgermi di dorsi squinternati, dai quali si può entrare nel profondo. E poi vibrare, disteso lungo pensieri scanditi e punteggiati; e, nell’ essere ascoltato, rispondere sicuro. Trovare in controcanto la trama e il suono, udendo costruire parole con parole.

    Volendo ancora, potrei sospendere più sagome a una superficie pallida, profili fermati in uno spazio piano, e custoditi in cornice; poi, in un sol strappo, infrangerle: creando la certezza di generare ombre. Allora, sorprendermi a cucire in trasparenza, nelle pellicole increspate, pigmenti polimerici (parole trasognate). E con certezza accorgermi  dei tratti colorati e delle forme, così ch’io possa entrare nelle pieghe dei disegni. E poi tornare in piena luce e esporre insoliti rammendi nei dipinti; procedere sicuro nell’essere veduto. E diventato acuto trovare ordito e luogo per costruire spazio con lo spazio.

    Spiegato in questo modo, posso, volendo ancora e ancora, narrare il corpo delle cose, poiché, ora, odo un racconto. Si risvegliò così: sciolto nel suo pensiero e rianimato per via dell’abbandono al sonno.

    Fu allora che il filo, rinnovellata voce, si srotolò così dicendo:
    Se un Fil di voce suona per le scabrosità invocate, allora … che le canti, come il poeta canta di polifonie inaudite!

    Tutto questo per farti dire la tua frase preferita a Lemma a Label (magari ridendo):
    NON HO CAPITO UNA MAZZA!

    :)))))

  3. anonimo Says:

    Buon Natale, Dipòk…con i luoghi ci vuol pazienza 🙂 si deve dar tempo alla nostra anima di posarsi bene in tutti gli angoli 🙂
    smirki175

  4. anonimo Says:

    Dai, sono momenti… Buone feste e un abbraccio. Barbara

  5. anonimo Says:

    ti voglio bene elena

    Rob

  6. cf25302015 Says:

     non angosciarti
    appena tra un po’ diventerà tua e ci metterai quello che vorrai, anche niente, magari solo una valigia in una stanza, per ricordarti che, quando vuoi, te ne puui andare per un po’
    e le feste sono tremende …
    ;)) ascoltami!
    un abbraccio

    laura

  7. anonimo Says:

    Presto le parole usciranno, anche i personaggi, anche le idee. E sarà bellissimo leggerli sulla carta.
    Auguri!
    Giovanno

  8. dipocheparole Says:

    Cari a mici, rieccomi quasi risorta, (e solo dopo il secondo giorno).

    @Mario: sbaglio o la B ti somiglia straordinariamente?:))

    @LEmmola: ci ho provato ci ho provato, ma come dici giustamente tu: non ci ho capito na mazza. Mi pare però di avere intuito che dopo un buon sonno passa tutto. No?:))

    @smirkiolo: hai ragione. Un po’ come i gatti che quando entrano in un posto nuovo devono perlustrarne e annusarne ogni angolo e solo dopo si scelgono l’angolo giusto..:)))

    @Barbara: ciao!!! è vero, son momenti e c’è di molto peggio. Ma io ho il pesci ascendente pesci che mi frega! :)))

    @Robily: ammoremio .

    @Laura/bri: è vero è vero. Devo tenerlo ben presente che posso anche andarmene. Tenere sempre la finestra aperta.:))

    @Giovanno: sulla carta!?

  9. anonimo Says:

    C’è da amare, qui, più che da fare

  10. Aluya Says:

    Coraggio Dipok, è sempre così in una casa nuova. Tra un po’ vedrai  che lo spazio sarà appena sufficiente e, prima o poi, sarà troppo poco. 🙂
    Buone Feste e buona sistemazione di casa.
    A.

  11. anonimo Says:

    se hai troppe stanze, o le affitti, o fai un allevamento di gatti, o luoghi da offrire a pagamento per leggere in santa pace a chi non ha spazi e tranquillità, magari anche con un teuccio…
    :-))
    mp

  12. dipocheparole Says:

    @al: ma chi deve amare chi o cosa? oddioddio non capisco mai niente…
    :-((

    @aluya: grazie, pare che sia così. Mi dicono di pazientare,,

    @em pi: non è che ho tutte queste stanze! ne ho solo una in più ma un teuccio se po fa’! (io bevo sempre il te alle cinque.):))

  13. cf05103025 Says:

    Cara Dipòk, io ti consiglio, anzi permettomi di consigliare,
    in questa casa tua nuova, di creare uno scaffaletto a parte con i libri tuoi più vecchi ed amati, possibilmente; magari inframezzati da minimi oggetti cari.
    Diventerà, o potrebbe diventare, un angolo di continuità.

    ciau nè Mario

  14. anonimo Says:

    amabile dip, auguri

  15. anonimo Says:

    Solo una questione di tempo. Per trovare quello che ci siamo lasciati alle spalle. Muoversi e restare fermi. Cambiare casa e cercare ogni volta casa.

  16. anonimo Says:

    Come come? Hai una casa TUA, tutta per te, con stanze che ti avanzano e sei in crisi?! Mariavergine. Me ne affitti una a prezzo politico? È così con tutto quello che (sembra) definitivo, che sembra restringere il ventaglio del possibile. O forse è così con ogni scelta, che taglia e lascia inevitabilmente cascare la parte non scelta. Scelta, krisis, appunto.

    s|a

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