CASTELLI NEL DESERTO

castelli nel deserto giordania

Di sopra ci vivono due bambini. Forse un bambino e una bambina. Li sento trotterellare da destra a sinistra, sento dei tonfi, delle cose strascicate sui pavimenti, dei suoni soffocati. E poi urla, risate, richiami, pianti. Poi nulla.
A destra una donna che parla. Forse al telefono perché non sento risposte. O a un marito silenzioso o disattento.
Poi improvvisi scrosci d’acqua. Da sotto? Da sopra? Da sinistra? Un doccia che sembra gocciolare acqua a pochi centimetri dal mio letto. Ho lasciato aperto il rubinetto? No, viene da sopra.
Un colpo secco sul soffitto mi fa trasalire. Poi qualcuno che tossisce.
Fuori arriva piano una macchina, entra nel parcheggio e si ferma. Dei passi di sopra. Veloci. Poi silenzio. Silenzio totale. Di giorno e di notte. Come se fosse notte, come se fosse il deserto. Come quella volta, tra Giordania e Arabia Saudita, quando cercavamo i castelli nel deserto, sullo stradone pietroso che portava in Siria, in mezzo al niente, che ci eravamo fermati per sentire che rumore fa un deserto.
Sotto sabbia terrosa e pietre, sopra velluto nero e stelle, finché in lontananza erano apparse prima le luci e poi, lento e cupo, il rumore di un camion siriano.
E ora so che il deserto faceva lo stesso rumore di un grande condominio alle porte della città.

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17 Risposte to “CASTELLI NEL DESERTO”

  1. anonimo Says:

    eh, cara amica, tu cambi casa, io mi metto la casa virtuale nello zaino e mi faccio un giro… Grazie di tutto e ci rivediamo in giro :))
    baci
    meditapartenze

  2. dipocheparole Says:

    @em pi! no, ma come? in che senso? e dove vai? ma come si fa a scriverti? nel tuo blog non ho visto mail. lasciami una traccia nella mail del mio bloggo. Vai su "contattami". Accidenti sono già abbastanza terremotata per perdere anche un commentatore!:))

  3. anonimo Says:

    Possiamo andare in capo al mondo o rimanere nei paraggi, ma è sempre con noi stessi che dobbiamo fare i conti πŸ™‚
    (…va beh…questa è una pessima e meschina scusa da pigro che non si schioda mai da casa πŸ˜€
    Bentornata in casa tua, Dipòk πŸ™‚
    Smirki175

  4. anonimo Says:

    c’è,. c’è, in basso a destra, alla fine del copyright…
    (non ti mollo, don’t worry:- )))
    m(ai) p(erduto)

  5. anonimo Says:

    Ma non va mica bene, però, che ti fanno rumore da sopra, da sotto, da di qua e da di là… Il vento sulle dune e gli scorpioni fanno tutto un altro suono.
    Giovanni

  6. dipocheparole Says:

    Oggi, stanotte, finalmente sono quasi più tranquilla e eccomi qui.
    Grazie a tutti per gli auguri.
    Sono ancora terremotata, dentro e fuori, e alla ricerca di un perché di questo terremoto. Forse un po’ alla volta lo capirò.
    A Soglioladiattenzione volevo dire che i bicchieri con i Peanuts ce li ho e sono i migliori.:) e che le cassette le registravo io, non l’analista. Per potere poi risentire me stessa che parlavo e rimanerne basita. MOlto terapeutico. (Ed era pure un’analisi di gruppo. Una delle cose più difficili che abbia fatto in vita mia.:)) 

  7. dipocheparole Says:

    Giovanni, infatti il mio smarrimento si deve anche a questo. Qui si alternano momenti di silenzio perfetto a momenti di casino totale. Sopravviverò?

  8. anonimo Says:

    Cara Elena, anch’io sono andato nel deserto, più o meno dalle parti che citi qui, solo per ascoltare il suono che faceva. Quando l’ho sentito, ho pensato di trattenermi una quarantina di giorni, non so perché.

    All’inizio non capivo come mai tu avessi accostato il rumore del deserto a quello del condominio, poi ho creduto di capire. Me lo spiego col suono che fa il vento quando tira dalle parti delle Deserted Cities Of The Heart. 
    E’ un suono che conosciamo bene quello delle città deserte del cuore, non farci troppo caso. Lo farai?

    Rob

  9. cf05103025 Says:

    bene, Dipòk,
    di sopra c’è vita, anzi più vite,
    anzi direi che hai delineato un accattivante inzio di roacconto,
    cioè loro spariscono, ci sono i tonfi…
    mistero,
    bello.

    auguri nèèèè
    MarioB.

  10. cf05103025 Says:

    una volta in Turchia, vicino ad Avanos,
    vidi un caravanserraglio simile a quello che apponesti qui, 
    ed  era in stato precario, ora è restaurato 

  11. anonimo Says:

    Castelli nel deserto, sì.
    a ciapà i ratt,

  12. anonimo Says:

    Sembrava l’inizio di un avvincente thriller…Bellissima metafora.

  13. cf05103025 Says:

    o Dipòòòòòòk, dove sei!?

  14. anonimo Says:

    … rumoridigente…
    πŸ™‚

  15. anonimo Says:

    Dipòk, we miss you? 😦
    smirki175

  16. anonimo Says:

    opppssss….il question mark non ci voleva, mi è scappato…faccio sempre casini, ecco…uffa
    smirki175

  17. NoRupies Says:

    case di fango. una (vecchia) signora dal buffo cappello ci invitò a salire. tentazione irresistibile salimmo. la scaletta, piccola piccola è fuori scala rispetto alla casa su diversi piani; primo piano niente, si continua. poi al secondo, due marmocchi giocano senza controllo. saliamo, ecco il terrazzo. la signora ci aspetta in piedi, nera, col suo cappello a punta, nero e le scarpette, nere. fa cenno di avvicinarci, e avviciniamoci. vuole dei soldi per averci permesso di visitare la sua casa (una cosa dell’altro mondo qui). si tocca la guancia poi la testa. ha mal di denti. ha mal di testa. abbiamo medicine?  

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