NOWHERE LAND

Passavo sul ponte sul Piave, fiume sacro alla Patria, tra una fila incessante di macchine, camion, autocarri, furgoni, pulmann di qua e una fila incessante di macchine, pulmann, autocarri, furgoni, camion di là. Ascoltavo, come sempre, Bruce Springsteen, (vado avanti e indietro sullo stesso cd: o Radio Nowhere o The Devil’s Arcade, o Radio Nowhere o The Devil’s Arcade, a volte Girls in Summer Clothes), mi aspettavano in una scuola per un corso di inglese per apprendisti commessi del settore non alimentare, ero pure di corsa, perché la scuola sta di là, sulla sinistra Piave, e io sto di qua, sulla destra Piave (divisione fondamentale nella percezione antropologica della creazione delle razze per gli autoctoni della zona), non pensavo a niente, se non a cercare di capire come diavolo Bruce pronuncia your e remember, anzi cercavo di imitarlo senza riuscirci, quando ho buttato un’occhiata di là dal ponte.
Il Piave era in secca, come sempre da almeno un trentennio a questa parte. Una distesa di sassi bianchi, alternati a brevi, lunghi, fossi e laghetti azzurri di acqua ferma. Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il ventiquattro maggio. E poi il tripudiar de l’onde e così via. Qui di onde nemmeno l’ombra, Bruce urlava come un dannato, gli autotreni scivolavano via tra i parapetti del ponte, dal finestrino semiaperto scorrevano ondate di frastuono e di idrocarburi, non si capiva bene se da nord stesse arrivando un temporale, quando, all’improvviso, di là dal fiume, alzando lo sguardo, ho visto il Veneto come era, lì, mille anni fa.
Su un cielo di vago cobalto, un fondale di malinconiche, lievi, solenni, colline nebbiose, verdi, scure, immobili su un fondo azzurro, cupo di montagne lontane, alberi foschi, raccolti, antichi, intorno al castello di Conegliano.
 
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7 Risposte to “NOWHERE LAND”

  1. lemmaelabel Says:

    hai visto, hai detto, e noi vediamo! :)))

  2. anonimo Says:

    Ma guarda, ho scoperto (nonostante conosca e frequenti il veneto da lungo tempo) la differenza tra destra e sinistra piave, fino alla presenza di un gruppo su facebook!

    http://www.facebook.com/group.php?gid=75070611137

    sarà che voi della destra avete resistito mentre quelli della sinistra hanno lasciato passare l’austriaco?

    E comunque se ilpiave fosse stato in secca come ora, oggi noi parleremmo tetesco!!

    ciao dipok
    mp

  3. anonimo Says:

    Ricevuto. Il castello mi sembra OK. Dimmi tu l’ora.

    Rob

  4. cf05103025 Says:

    Cara Fraulein Dipòk,
    io fui a Castelfranco Veneto per una settimana, o poco più, cinque anni fa circa, ospite di un amico, e gironzolai qua e là per ville e cittadi.  Ho visitato di gran bei luoghi ricchi di beni d’Arte.

    Fui malamente impressionato nel vedere, sentire l’intensissimo, violento traffico autocarristico roboante ad ogni ora per la statale.
    ‘Na marea di Tir che sciabordavano mugghianti.
    Una quantità di fabbrichette in ogni angolo.
    Il Veneto dei miei ricordi lontani era povero, sì, magari ‘na fantasia idilliaca, ma mi è parso ora infestato da costruzioni, non proprio selvagge, ma quasi.
    Questo benessere rapido lo si paga così? 
    Con questo contributo nefasto al vedere, al paesaggio, alla purezza dell’aere e delle acque? Non era possibile uno sviluppo programmato?
    Forse sono uno scemo.

    Marius

  5. Lipesquisquit Says:

    Il Piave in secca?
    Ma al nord non è tutto sviluppato, fiorente e cazzuto?
    Non mi dire queste cose, demolisci la mia weltanschauung.

  6. dipocheparole Says:

    @lemmola: eh proprio.:))

    @em pi: ossignore, sì lo sapevo che ci hanno pure fatto il gruppo in facebook. Questa cosa della razza piave qui fa parte del, non so come definirlo, folclore locale, ma in realtà è una cosa assai sentita. Comunque sul Piave non c’era solo la razza destra piave contro gli austriaci, per quanto dicano loro. Fa conto che c’era pure mio nonno che invece arrivava dalla lombardia ed è finito pure a Caporetto. (dove mia nonna l’ha raggiunto e pare ci abbiano concepito una mia zia..)

    @rob: :-DDDDD!!!!!!!! (speravo che ti piacesse la location, honey!)

    @mario: non credo proprio tu sia scemo.:)) anzi, ci devo proprio fare un post su questa storiazza. Visto che ci ho letto poco fa un libro che fa al caso..

    @Lipes: infatti il nord è tutto sviluppato e cazzuto. (fiorente mica tanto). E per quello che il Piave è in secca. Se lo ciucciano tutto le cave, le centrali e i campi di mais.

  7. cf05103025 Says:

    Sì, Dipòk, lessi del libro che tu nominasti di là, chez Md.me Alcòr..già

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