IL NICUTICOLAI

La vita rallenta, a volte, segna il passo. Rimette i piedi nelle stesse orme appena lasciate.
Sta lì, ferma, sul posto, seguendo una marcetta finta e inutile, si guarda in giro e non vede niente.
Le idee sono fiacche e sfilacciate, i pensieri banali, senza inizio e senza fine, seguono piccole fissazioni, di nessun rilievo. In vista nessun programma, dietro, nessun fatto degno di nota.
Le azioni iniziano e si perdono di lì a poco, sciolte in piccoli atti di semplice utilità.
 
Quando a casa mia, da piccola, qualcuno a metà pomeriggio, o dopo cena, cercava qualcosa di diverso da mangiare, apriva il frigo e gli armadietti della cucina, con aria svogliata e quasi assorta, e ad ogni richiesta e ad ogni proposta, rispondeva di no, “Perché non mangi pane burro e marmellata? No, non c’ho voglia. E una banana? No. E pane con burro e zucchero? No. Panino col prosciutto? Non mi va.”  Alla fine della ricerca, l’esclamazione di mia madre era: “Allora non è fame! Oh, ma cos’è che vuoi, il nicuticolài?!”
 
Il nicuticolài è quella cosa in più che non si può avere, che non si sa cosa sia, e che non si sa dove cercare, e che, infine, non si vuole veramente.
Forse lo cercava Bruce Chatwin nell’Anatomia dell’irrequietezza. E pure Fernando Pessoa nel suo Libro dell’inquietudine.
È quello che da ragazzi ci faceva girare in macchina la sera in tre o quattro, con lo stereo al massimo senza sapere dove andare. Quello che, certe sere, ci fa girare in internet come per le strade di una città, senza meta e senza passione. È quando ci abbandoniamo alle ore che passano, aspettando che la vita decida qualcosa per noi, fissando una data nel futuro come inizio della nostra vita: quando finirà il caldo, quando inizierò le ferie, quando andrò in pensione, quando i bambini saranno grandi.  
Il nicuticolài è accidioso, incurante, svogliato. Pagherebbe oro qualcosa, solo per togliersi il pensiero, per accorgersi, subito dopo, che non era quello che cercava e che gli sta scivolando tra le dita, senza lasciare segno.
Il nicuticolài è ambiguo, si spaccia per ricerca del nuovo, ma è malsano e fiaccante come una stanza umida e calda in una notte d’agosto.
L’unico rimedio al nicuticolài è: raccogliere le forze, distogliere lo sguardo dal nulla, alzarsi, ora, proprio ora, e andare a vivere.

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12 Risposte to “IL NICUTICOLAI”

  1. anonimo Says:

    Ribadisco il fatto che non capisco come sia possibile, nell’epoca della economicizzazione radicale della realtà, leggere meraviglie del genere senza pagare una lira 🙂 ma detto questo, aggiungo che il nicuticolai è mio compagno di viaggio spessissime volte…all’inizio mi spaventava parecchio, ma ora un po’ ho imparato a conoscerlo…se non ti fai prendere dall’ansia e lo lasci vivacchiare per suo conto, quando passa ti accorgi che ha lasciato depositato nel tuo animo una sorta di limo esistenziale, capace di ridonare fertilità al tuo tempo 🙂
    Dipòk, sei in grande forma narrativa 🙂

    Smirki175

  2. anonimo Says:

    il nicuticolai sta notoriamente lì in fondo a destra, vicino alla porta del bagno, dove tocca andare anche controvolgia per non scoppiare, alzandosi dal torpore.
    (marino fine metaforista)

  3. cf05103025 Says:

    il nuticolai è fatto come il didijeridoo, pressapoco,
    uno se lo mette in bocca
    e n’esce, talvolta,
    un suono strano
    o niente.
    Se esce niente, guardare dentro, magari c’è un nido di formiche,

  4. dipocheparole Says:

    @smirki: Ribadisco il fatto che Smirki non percepisce da me nessun compenso per tessere le mie lodi, pure nell’epoca dell’economicizzazione radicale della realtà.:))
    Bella questa cosa del limo esistenziale. Un po’ tipo: dalla merda nascono i fiori.:)))

    @marinofinemetaforista: dici che ogni casa ha un nicuticolai e nessuno lo sa?:)))

    @Mario: ecco cosa diavolo erano quegli affari che ho visto in Australia!:)))

  5. Aluya Says:

    Io lo conosco bene, mi fa compagnia molto spesso, specie di notte, solo non sapevo come si chiamasse. Grazie di averlo svelato.
    A.

  6. dipocheparole Says:

    @Aluya: ciao Aluya, pare che il nicuticolài sia esperienza abbastanza comune. grazie a te per averlo letto ed esserticisiscici ritrovata.:))

  7. lemmaelabel Says:

    Il mio era (ed è) pane,burro e alici.
    Anche di notte.

  8. anonimo Says:

    Tutti abbiamo il nostro momento nuticolài…ed è quando diventiamo infrequentabili!

    http://www.radicchiodiparigi.wordpress.com

  9. anonimo Says:

    Io ad agosto invece di andare in ferie come tutti ho passato una quindicina di giorni in pieno nicuticolai, è successo dopo ferragosto, come se all’improvviso si fosse spento un interruttore. Poi altrettanto all’improvviso si è riacceso. Credo.
    s|a

  10. dipocheparole Says:

    @sogliola di attenzione!! finalmente pure tu.:))) potevamo trovarci miocaro e passare le giornate a farci di pane burro e alici.

  11. anonimo Says:

    Ci metti il burro sulle alici!? Mah. Comunque sappi che io sono un tossico delle alici e le inzuppo anche alla mattina sul caffé.
    s|a

  12. NoRupies Says:

    pane con burro e zucchero io me lo ricordo!!!
    e pure con olio aceto e sale!
    saremo mica gli amici di padre brown?
    😉

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