IL POPOLO DELLE CADREGHE DELLA LIBERTA’

“La democrazia è una parola araba che è stata letta in latino”.
Ma come, non viene dal greco demos (popolo) e kratos (potere) come studiamo da secoli?
No: «Demos in arabo vuol dire popolo e crazi vuol dire sedia. Cioè il popolo si vuole sedere sulle sedie». Testuale sbobinato: «Se noi ci troviamo in questa sala siamo il popolo, che si siede su delle sedie, e questa andrebbe chiamata democrazia, cioè il popolo si siede su delle sedie. Se noi invece prendessimo questo popolo e lo facessimo uscire fuori, se avessimo invece preso dieci persone e le avessimo fatte sedere qua, scelte dalla gente che stava fuori, e loro invece sono seduti qua, quei dieci, questa non sarebbe da chiamarsi democrazia. Questa si chiamerebbe diecicrazia. Cioè dieci sulle sedie. Non è il popolo a sedersi sulle sedie, questa è la democrazia. Finché il popolo non si siederà tutto sulle sedie, non ci sarà ancora democrazia». Quindi? «L’alternanza del potere vuol dire che c’è gente che si prende e si trasmette il potere tra di loro. Se ci fosse democrazia non ci sarebbe un’alternanza di potere. La democrazia significa il popolo che detiene il potere. Come fa a consegnarlo a uno?». Quindi perché mai i libici, che hanno già quella democrazia piena di sedie, dovrebbero «regredire » al sistema occidentale? «Auguriamo che la raggiunga anche il popolo italiano…». Grazie, Colonnello. Troppo buono.
 
Da: “Il popolo, le sedie e la democrazia” di Gian Antonio Stella su Corriere.it del
12 giugno 09
 
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5 Risposte to “IL POPOLO DELLE CADREGHE DELLA LIBERTA’”

  1. dipocheparole Says:

    Questa deve avergliela suggerita qualche democristiano di quelli con il culo ben attaccato alla sedia.
    (n.d.t.: cadréga = sedia)

  2. lemmaelabel Says:

    …econ una pratica gesuiutica di lungo corso… 🙂

  3. anonimo Says:

    ma la cadrega non era stata sostituita a tutti gli effetti dal casting couch?
    mp

  4. anonimo Says:

    “prendimi una sedia, e vattene!” piero ciampi.

    lillo

  5. cf05103025 Says:

    è che gli arabi si sedevano per terra, a dire il vero, per mangiare e parlare;
    magari con un tappetino sotto il culo, magari,
    poi di democrazia ne hanno sentito solo l’odore, da qualche parte, frammisto al profumo del shis kebab….

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