SCORAMENTO

Ecco, una poi legge una cosa come questa sul giornale locale, proposta dal locale ministro, un altro unto (di brillantina) dal signore, ex pr delle discoteche della zona, e le viene da piangere.
E i commenti? In gran parte non sono d’accordo con la proposta. Ma non per l’assurdità della proposta, ma perché la gente si chiede: " e che dialetto insegnano poi? quello di Venezia? quello di Vicenza? quello di Treviso? ah no, mi vegno da San Donà e non vojo imparar el dialeto de Belun."
Ma io perché continuo a vivere in questo posto?

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18 Risposte to “SCORAMENTO”

  1. anonimo Says:

    oltre a tutte le tue considerazioni, Dipòk, che condivido in pieno, c’è anche da considerare che il dialetto è una lingua che per sua natura vive nel parlato, più di ogni altra forma linguistica è “viva” oltre modo…quindi, sempre che per assurdo fosse possibile (e io credo non lo sia) volerla congelare in una qualche forma stabile, significa condannarla ad una sclerotizzazione che la ucciderebbe…il dialetto ha senso se è capace di sopravvivere con le “proprie forze”, ossia continuando a mecolarsi con la vitalità quotidiana e con la spontaneità esistenziale…se non ha più questa componente, ma ha bisogno di essere artificialmente assistita con respirazioni bocca e bocca ex cathedra e trasfusioni di accademismo, il tutto non ha più senso, perchè a quel punto il malato è già bell’e che crepato 🙂
    smirki175

  2. Aluya Says:

    Questo genere di proposte hanno solo un nome ” Propaganda”. Persino chi le pensa sa che sono irrealizzabili, ma le butta lì lo stesso sperando che facciano molto rumore. Nella mia regione il dialetto è diverso anche tra paesi vicini (non credo che altrove sia molto diverso) e cercare di estrapolarne uno regionale mi sembra pura follia.
    Vedrai che non se ne farà niente.
    A.

  3. lemmaelabel Says:

    Questo paese si sta polverizzando in mille parole. A volte mi viene voglia di spazzarle tuute e nasconderle sotto un tappeto, chiudere la stanza a chiave e buttarla via. Ecco.

  4. cf05103025 Says:

    hano paura di esere invasi e duplicati dagli Unni che poi sono loro: gli Unni, ti dico io

  5. anonimo Says:

    Col termine Risorgimento la storiografia la indica el periodo de la storia d’Italia durante el qual la penìxola italiana la xe stà unificà politicamente. El termine el tende a fornir na interpretazsiòn en poxitivo del periodo, come rinàsita de na entità nazsional par longo tenpo perdùa. Per quanto la vixion idealistica del periodo la sia rifiutà da diverse interpretazsion moderne (la le ga ghe la dür), el termine el xe ormai sostanzsialmente acetà e gà asunto na valenzsa storiga, pì che idealistica.

    Gervaxi

  6. anonimo Says:

    è la domanda che mi faccio pure io. mah.
    bri

  7. Lipesquisquit Says:

    E’ decisamente un’esagerazione, potrebbero benissimo creare organizzazioni culturali per la conservazione e la salvaguardia del dialetto, e semplicemente “promuoverlo” nella regione, perchè in fondo si tratta semplicemente di parlarlo.
    A scuola si deve insegnare l’italiano, altro che dialetto, italiano orale e scritto, e lo si deve insegnare bene, anche perchè la lingua è una di quelle cosette fondamentali che caratterizzano una nazione.
    Ma giustamente ai secessionisti può benissimo non interessare…

  8. lemmaelabel Says:

    “Del resto in regione 7 residenti su 10 lo parlano ed è diventato la prima lingua degli immigrati dopo quella materna”.

    Andrò giu pesante: questa la dice lunga su come parlano gli insegnanti, su cosa insegnano, come lo insegnano agli immigrati, o a chi credono di insegnare…oppure stanno eliminando dalle scuole i figli degli immigrati clandestini per tenere prigionieri i bambini, allevarli come ‘lavoratori modello’ per sempre legati alla “Marca” sin nel lessico?

    euffa!

  9. dipocheparole Says:

    Allora, oltre al fatto che obviously sono d’accordo con tutti voi, e che mi fa piacere che tutti siate d’accordo con me, (anche perché chi non fosse d’accordo lo prendo a calcioni), volevo aggiungere che:

    Il dialetto veneto di Gervaxilant mi fa morire:)) Il dur con tanto di umlaut lo vedo più varesotto comunque..:-DDD

    quanto al fatto che : “Del resto in regione 7 residenti su 10 lo parlano ed è diventato la prima lingua degli immigrati dopo quella materna”.
    Volevo raccontarvi di avere da poco assistito all’esperienza di un insegnante di lettere che dava ripetizioni di Latino in dialetto.
    Quanto al fatto che gli emigranti qui finiscano per parlare dialetto mi è sempre sembrata una delle più grandi bestialità: il fatto di non avere neanche l’accortezza di parlare italiano con una persona che a stento capisce la nostra lingua, fa capire quanta sensibilità ci sia qui in giro verso chi è straniero.

  10. dipocheparole Says:

    Dimenticavo: welcome a Lipesquisquit:))

  11. cf05103025 Says:

    Gò parlà con un veneto che m’ha dito che son barbaro mi,
    e son disendente dai turchi, mi.
    Mi go risposto che sì.
    Anca mona, però, go dito.

    Al Mariusc Tepeleni

  12. Lipesquisquit Says:

    Grazie del benvenuto 🙂
    Comunque, almeno voi avete un dialetto decente, in Umbria abbiamo certi orrori…

  13. anonimo Says:

    ma vvie’ tra ll’amichi :)))
    mp

  14. anonimo Says:

    me lo chiedo anch’io

  15. anonimo Says:

    Cossa la gaverà mai da far sta putea che sempre la disi:
    gò da far gò da far gò da far !!!

  16. anonimo Says:

    Io no parlo mai in dialeto e gavrei da dire anca la mia in proposito, ma è melio che serro il beco e che no parlo perché poderei dire robe che mi metterebbe nei casini.
    (marino veneto celtico cimbro e un pocheto analfabeta)

  17. anonimo Says:

    Quello di Venezia, naturalmente!
    😉

    (màriavergine, che tempi…)

    s|a

  18. dipocheparole Says:

    uelààà!! che sfilza di vecchi e nuovi commentatori!
    @al Mariusc: mariusc saria turco?:)

    @lipes: tu non hai mai sentito il dialetto della pedemontana! (tra pianura veneta e dolomiti)

    @em pi: ssssstt!! che ti incarcerano!!:))

    @sergio: ma che ne so, ancora non l’ho capito.:))

    @zorzinet: (welcome:)))
    accidenti!! non me n’ero resa conto: c’ho il titolo del blog in piena sintonia con l’attivismo veneto. (ma che sei, un karateka?) (io sono cintura gialla di judo, vale?)

    @marino: c’hai un dialetto tremendo. Capisco gervasilant, ma tu che sei un quasi-locale!!:)))

    @s|a: tornasti!!! ma quando tornasti? e senza dirlo!! màriavergine benedeta, che bea sorpresa!:)))

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