SFINGO

sfinge 
Qualche giorno fa, una persona da poco conosciuta mi ha dato dell’intransigente.
La cosa mi ha dato da pensare.
Qualche giorno prima, tornando per caso e per nostalgia al blog di Mizar, chiuso da qualche tempo, ho trovato un suo passaggio. Il titolo del post era: precisione esattezza. Il testo era: averne cura.
Un post breve ma entusiasmante. Che vi devo dire? Mi entusiasmo con poco, anche se non sembra. O forse mi entusiasmo e mi si allarga il cuore per cose che di solito pochi, o nessuno, nota o prende a cuore. Diciamo che sono perfino facile all’entusiasmo, alla commozione e all’indignazione, aggiungiamo che di solito avverto a un chilometro commozioni, entusiasmi, gioie, apprensioni e dolori altrui e tendo a confondere, come onde radio che si sovrappongano, le mie e le altrui percezioni, ma come un maggiordomo inglese del secolo diciottesimo, tutto questo ho imparato, in qualche modo e per qualche anche ovvio motivo, a tenerlo abbastanza  nascosto, sotto un atteggiamento che la mia orrenda professoressa del ginnasio definiva sfingeo.
La sfinge evidentemente aveva un aspetto intransigente. Solo per il fatto che sta lì, gatton gattoni, ma con la testa eretta e lo sguardo dritto a cercare di distinguere fatti, parole ed emozioni. Che poi, a molte persone, come ho capito con gli anni, il solo fatto di venire guardate in faccia con attenzione, crea ansia e apprensione, così che ho imparato a evitare di guardare in faccia le persone timide, che con la loro timidezza mi destano impaccio e imbarazzo, in un continuo rimando di impressioni e sentimenti, un gioco di specchi e di intrecciarsi di sensazioni che mi fa essere briosa e spigliatamente affettuosa con i timidi e seria e rigidamente quasi impassibile con gli arroganti. Sul lavoro era di grande aiuto, ma vi assicuro, una fatica terribile.
Prego sempre infatti il buon dio che mi faccia incontrare persone normali: non bisognose né prevaricanti, che accettino la mia sfingezza e non mi obblighino ai salti mortali per assecondare bisogni e code di paglia. Ma è raro.
In realtà volevo parlare di precisione e esattezza. Sarà per il prossimo post.
 
 
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17 Risposte to “SFINGO”

  1. anonimo Says:

    “sfingo” è geniale 🙂 bellissimo
    smirki175

  2. alog Says:

    “eD esattezza”, per la precisione

    grazie

  3. lemmaelabel Says:

    … un pelouche si alleva nella sfinge sfinita …

  4. anonimo Says:

    un pelouche “di classe”
    per l’esattezza.
    (sfingo e svengo)
    Rob

  5. cf05103025 Says:

    A ben vederti, dico vederti e mirarti, poca sfingeità notai.
    Che il lampo d’occhi tuo dice assai
    🙂
    MarioB.

  6. dipocheparole Says:

    @smirki: ..ove per poco il cor non si spaura.:))

    @alog: è peggio di quanto pensi: volevo aggiungere la D eufonica, ma nell’originale non c’è, e quindi per amor di precisione ed esattezza, mi trattenni con somma fatica, e non lo misi!!

    @lemmola: eheheheh lo farò mettere sulla mia lapide.

    @robilant: di classe. mah..
    io nel pensier mi fingo.:))

    @mario: il lampo d’occhi dice assai se incontra un occhio sano: né bisognoso né malsano.:)))

  7. birambai Says:

    sono molto timido, non ho altro da dire.

  8. alog Says:

    precisione e sattezza, dunque. un tema caro ai laziali emigrati in germania, sich praezis-und-satt fuehlen, sentirsi precisi e sazi, ovvero trovarsi nella condizione migliore per integrarsi nei meccanismi rigorosi della societa’ tedesca senza rinunciare alla specificita’ di una carbonara o di una trippa alla romana, Donnerstag gnocchi, e la notte, in mancanza di meglio, un bella birra weizen leggendo le lezioni americane di italo.

  9. anonimo Says:

    una sfinge che prega il buon dio. Pensa te.
    Giovanni

  10. dipocheparole Says:

    @birambai: dai su coraggio, stai qui che non ti guardo negli occhi!
    🙂

    @alog: non ho capito niente. ma non spiegarmelo che ci faccio brutta figura.;))

    @giovanni: cosa dirà il dio anubi! (anobi?)

  11. alog Says:

    non ci fare caso, scusa los proloquios

  12. lemmaelabel Says:

    E’ un bel divagare, quello di Alog, dico. Chissà cosa gli è venuto in mente…vita vissuta?
    Comunque, senz’altro “senza rinunciare alla specificita’ di una carbonara o di una trippa alla romana”, ché quelle “so’ precise …”. Ecco!

  13. lemmaelabel Says:

    …si potevano fare battute becere qui?… 😉

  14. cf05103025 Says:

    Sì, c’è da fare,
    c’è da cucinare,
    anche de la Sfinge ‘na costoletta,
    de Anubi ‘na spalletta,
    di Iside le ova,
    finché uno ci prova…
    ché poi arriva Toth
    e ti schiaffa nel brod (o brot)

  15. elizabeth_siddal Says:

    Io non ti trovo sfingea una beata mazza… Sarò mica timida???

  16. dipocheparole Says:

    @alog e lemmola: che ne so di voi romani che state a dì:)))
    Qui si possono fare soprattutto battute becere. Tanto io ho il diritto di veto assoluto.

    @mario: è una ninnananna egizia?:)))

    @elizabeth!!: o tu sei timida o io mi sono desfingiuta. Magari con l’età si cambia..:)))

  17. cf05103025 Says:

    Sì,
    fu ritrovata su di un papiro apocrifo in una tomba nella “Valle dei cuochi regali”, presso Memphis (Tennessee).

    Però è tradotta male, molto male.

    MarioB.

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