FUTURE TENSE

 
ex_origami_swan
Stasera avevo sonno già dalle dieci. Ma come sempre, cocciuta, con gli occhi che bruciano e una bolla di vuoto che gira per la testa, non cedo a buttare via la sera per scambiarla con ore di sonno.
E che ho fatto mai di strano oggi, per avere sonno già dalle dieci. Ho parlato per quattro ore. Per una dipocheparole quattro ore di discorsi son tanti. Da lasciarci una corda vocale. Me la immagino che faccia tennng e mi parta via dalla laringe, come la corda di una chitarra. Da bambina mi dicevano di non stare seduta troppo vicina a mio fratello ragazzino che suonava la chitarra classica. Se parte una corda ti va negli occhi. E così, ammirata, lo guardavo suonare standogli seduta davanti.
È che oggi sono cominciati i corsi a scuola e ho parlato per quattro ore di simple present e di present continuous, dell’ausiliare do e della negazione not.
Ho ritrovato Martina e Chiara e Francesca e Cinzia e Angela che ripetono la seconda. Un po’più grandi, un po’più serie dell’anno scorso. Ma forse erano solo stanche. In fondo erano a scuola dalle otto del mattino, ed erano le sei del pomeriggio. Ho conosciuto Federica, arrabbiata perché tutti le dicono che deve studiare l’inglese e lei, che ogni anno alle medie ha avuto tre insegnanti diversi ad alternarsi in cattedra, ancora deve capire come diavolo fare. Cosa devo fare? Mi metto lì e leggo la grammatica? E dopo che l’ho letta che ci faccio? È così che si impara l’inglese? E le veniva il singhiozzo a dirlo. Ma poi mi passa perché prendo le medicine, dice.
E Alice che ha tre in scritto e quattro in orale, eppure all’ultima interrogazione avevo studiato per tre settimane e avevo scritto tutti i vocaboli in una rubrica e mia sorella mi aveva fatto imparare tutti i verbi irregolari. Poi vado lì e la prof mi da’cinque. Ma allora una si scoraggia, dice. E poi mi chiedono Ma lei prof, poi ci fa uno schemino su cosa scrivere quando nella verifica la prof ci fa le domande su come descrivere un quadro? Ma ragazzi miei, ma se non sapete dire Oggi sta piovendo, o Stasera andrò al cinema, che schemino vi faccio?
Alberto intanto, con un testone di ricci biondi intorno alla faccia da bambino si slogava la mandibola di sbadigli trattenuti a stento. Intanto disegnava triangoli colorati, che in fondo questo è un liceo artistico, e tutti hanno sempre la penna o la matita in mano a disegnare, però stava attento e sapeva anche le risposte. Manuel, nascosto tra i capelli, trafficava con un mini skateboard. Quello vero l’aveva parcheggiato sotto il banco. Piero invece, che da un po’armeggiava con un foglio di carta, alla fine ne ha tirato fuori un cigno, bianco, elegante, quadrettato. Che bello! ho detto. Se vuole glielo regalo, mi ha detto lui, porgendomelo.

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9 Risposte to “FUTURE TENSE”

  1. anonimo Says:

    Dipòk, secondo me avevi sonno presto perchè ascoltare gli altri è la cosa più dura e impegnativa del mondo 🙂

  2. retorico Says:

    si puó essere artisti anche senza saper l’inglese, ma se capissero che magari non tutti loro diventeranno artisti forse comincerebbero a studiarlo.

  3. anonimo Says:

    comunque io conoscevo un ragazzino con madre madre lingua inglese il quale non studiava la grammatica ed aveva, quindi, lo stesso quattro. Ma vuoi mettere la soddisfazione di sapere tutte le parolacce in inglese da dire all’insegnante di madre lingua dialetto-di-zona-imprecisata-vicino-alla-suola-dello-Stivale ?
    ehehe 🙂
    em-pih

  4. alog Says:

    anvedi che ti fanno, i brutti anatroccoli.
    mia figlia sta facendo un corso ket pomeridiano, ma l’inglese che sa in 3. media, più che altro lo ha imparato da testi di gruppi rock

  5. lemmaelabel Says:

    hai sonno perché prendi appunti e poi ce li scrivi 🙂
    continua, eh!
    bello il cigno! Come si dice in inglese? 😉

  6. cf05103025 Says:

    Bella ‘sta cronica!
    Che tu sia assonnata cronica?
    No.
    Io c’avevo ‘na profia di francais che mi rimandò in quinta ginnasio,
    allor io me la presi tanto, e durante l’estate giù al paese andai a lezione privata dalla maestra Pia che andava sempre in France e s’era diplomata a Grenoble, e mi dette l’entusiasmo per la poesia francese, e, quindi, imparai belle poesie franzose a memoria,
    tra cui di Baudelaire, L’albatros che ci recitai a settembre alla profia e pure le vas brisè e feci buona figura e la profia mi guardava mi guardava e si diceva; ma come avrà fatto mai ‘sto zuccone qui a imparare bene ‘ste robe!
    Ecco.
    Mariob.

  7. iltrenoavapore Says:

    Stasera avevo sonno già dalle dieci

    Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno

    ecco…

    un saluto
    mario

  8. dipocheparole Says:

    @smirki: vero!:))

    @ret: artisti o non artisti, dove vai oggi senza l’inglisc?

    @em pih: em pih mi è piaciuto un sacco!:))

    @alog: l’inglese che oggi sanno in quinta liceo lo sapevo io in seconda media. ahimé

    @lemmola: cigno? swan parbleu!:)

    @Marius: eh, tenterei anch’io a far accussì, appassionare i studenti alla lingua. qui pare facciano di tutto per fargliela odiare invece.

    @Mariotrenoavapore: welcome:))
    Devo dire sincerely che non ho capito che c’entra il Manzone..:))

  9. cf05103025 Says:

    auguri, o donna Dipòk,
    pernulla Dapok…:-))

    Mario

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