UNA GIORNATA AL MARE

Il tipo dell’annuncio (Cercasi persona con maturata esperienza in agenzie viaggi. Richiesta dinamicità e ottima conoscenza lingue.) mi dice che ha intenzione di aprire un’agenzia di viaggi, che praticamente non gli costa nulla l’affare, perché ha già il locale a disposizione, a fianco dell’avviatissima attività di famiglia, che anche l’affiliazione alla catena di franchising per agenzie di viaggio non ha un costo molto alto e che forniranno tutto il necessario, dal sistema informatico ai contratti con i tour operator. L’unica cosa che gli serve è qualcuno che abbia esperienza del lavoro, perché lui fa tutt’altro mestiere, ed è per questo che cerca una persona che abbia già lavorato in agenzia, e che sappia come muoversi, come gestire la clientela, come fare pubblicità alla nuova attività, come procurarsi contatti con le ditte per i business travel (dice lui). Una persona insomma, che faccia partire l’agenzia.
Bene, gli dico, io ho diciotto anni di esperienza nel settore. Sa, poi, in ufficio facevo di tutto, dalla pubblicità ai biglietti aerei, dalle prenotazioni dei voli, degli alberghi, delle auto, dei pacchetti di viaggio,  al bagnare le piante sulla mensola in vetrina, dalla gita scolastica a Firenze al viaggio di nozze in Polinesia, con stop a Parigi all’andata, voli, trasferimenti e hotel per tre isole diverse, sosta con escursione all’isola di Pasqua e tour su misura del Cile, mica come vendere il pacchetto tutto compreso a Sharm el Sheik.
Perfetto dice lui, allora guardi, io le posso offrire un rimborso spese e poi lei ha il guadagno di tutto quello che riesce a vendere. (*) Tolte le spese dell’ufficio, ovviamente. Lei ha la massima libertà di organizzarsi come vuole poi, sa, l’attività di famiglia è aperta dalle sei del mattino alle otto di sera, tutti i giorni. Cosa ne pensa?
Ah, dico io. Mah, sa, sono un po’ perplessa sui compensi…, mi scusi, per rimborso spese cosa intende? Beh, dice lui, le rimborso la benzina e il pasto. Sa, noi crediamo che una persona all’inizio vada stimolata, e non possiamo mica correre il rischio che uno magari si siede in ufficio e non fa nulla.
Mentre esco incrocio una ragazza che arriva per il colloquio successivo. All’arrivo ne avevo incrociata un’altra, giovanissima, sui vent’anni. Sul tavolo il tipo aveva una ventina di domande di lavoro. Mi hanno risposto in tanti sa, mi aveva detto, anche gente che non ha esperienza. Qualcuno che accetta lo trova di sicuro. Purtroppo.
Io invece, uscita dal suo ufficio, ho tirato un gran respiro, ho guardato in alto il cielo, ho preso la macchina e sono andata al mare. Faceva freddo, ma era davvero una giornata stupenda.
 
* Il guadagno medio lordo della vendita di un qualunque servizio turistico (esclusi la biglietteria aerea, ferroviaria e navale) va dal 7 al 10 per cento dell’ammontare del servizio.  
Il guadagno della vendita  della biglietteria aerea, da quando le compagnie aeree hanno abolito le commissioni, consiste esclusivamente nelle spese di prenotazione.

mare
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9 Risposte to “UNA GIORNATA AL MARE”

  1. dipocheparole Says:

    Solo un pazzo può pensare di aprire un’agenzia di viaggi di questi tempi.
    E dire che non avrei la minima voglia di tornare a lavorare in un’agenzia. Ma che ci vado a fare a sti colloqui?!

  2. smirki175 Says:

    forse è il tuo imprescindibile animo di narratrice che ti spinge a voler esplorare i peggiori “baratri” raggiunti molto spesso dalla dimensione umana 🙂
    Per fortuna che non hai accettato, Dipòk: la propria dignità non ha prezzo!

  3. anonimo Says:

    solo per capire: ma se i guadagni sono così bassi come sopravvivono le agenzie?
    (a parte il tipo, che già dalle prime parole mi stava sulle palle)
    🙂
    mo

  4. lemmaelabel Says:

    Com’è che si dice lassù, a ‘sti qui? Ah, sì …
    … PIRLA

  5. anonimo Says:

    in verità il numero 4 “mo”, è (sono) “mp” :-))))

  6. anonimo Says:

    cheppalle, il numero 3, no 4: che casinaro!!!
    mp

  7. dipocheparole Says:

    @smirki: sì, forse è così.:))

    @mp: (avevo capito che eri tu..) infatti, le agenzie sopravvivono. Si lavora tanto per avere poco. I dipendenti hanno stipendi sui mille euro. La maggior parte vive sugli acconti dei clienti e sul giro di soldi in banca fino al momento dei pagamenti. Pensa solo al lavoro che ruota intorno all’emissione di un biglietto aereo: dalle informazioni che devi dare, alla prenotazione, acconto, emissione, pagamento, fatturazione, per non parlare di cambi d’orario, scioperi, ri-emissioni, cancellazioni, rimborsi, rapporti con le compagnie aeree. Un biglietto aereo spesso lo devi seguire per mesi guadagnandoci niente. La cosa bella è che si parla di viaggi, almeno..

    @lemma: pirla si usa più a nord-ovest. Qui la parola giusta è mona.;)

  8. alog Says:

    l’^avviatissima attività di famiglia^… mah!

  9. cf05103025 Says:

    Ma scusa, cara Dipok, il tipo offriva un lavoro o voleva una cavia scopo decapitazione guadagni?
    Perchè c’é la cassa integrazione guadagni e la cassa decapitazione, sì.
    Gli si potrebbe offrire, al tipo dico, regalare, un viaggio premio in Afghanistan tra gruppi talebani onde integrare introiti offrendo viaggi parapsicologici dentro la canna di un Kalaschnikov, che come ci guardi dentro ci esce ‘na palla cal.7,62 x 39 che ti sbuzzica l’occhio e la crania.

    Mariusmechant

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