CERVELLI

Rita Levi Montalcini dice che abbiamo due cervelli: uno piccolo e scemo, arcaico, che sta nell’ippocampo, preda delle emozioni e dei conturbamenti, rimasto al livello dell’australopiteco quando ha deciso di scendere dall’albero e provare a stare in piedi su due zampe, l’altro, molto più giovane, che sta nella neo-corteccia, è invece nato con il linguaggio e la cultura, ed è il cervello cognitivo, quello che pensa, che ragiona, e che dall’homo sapiens ci ha portato fin qui.
Il pericolo, dice la scienziata, è che il cervello arcaico è astuto, è maligno, maschera la propria azione dietro il linguaggio, dando l’illusione di stare pensando solo perché si articolano delle frasi e, in qualche modo, si comunica. In realtà, buona parte delle nostre azioni è ancora guidata dal cervello arcaico, e tutte le grandi tragedie dell’umanità, sono dovute al prevalere della componente emotiva su quella cognitiva.
Ecco. Detto questo, non avrei altro da dire, perché mi pare che sia già detto tutto.
E’una sensazione che provo da un po’di tempo, che mi fa scrivere meno perché mi sembra che tutto sia così evidentemente evidente, così banalmente banale che non serve proprio parlarne, ma che io possa solo assistere, con le braccia che cadono pesanti lungo i fianchi, a quello che alla gente che pensa le stesse cose che penso io, appare amaramente e sconsolatamente chiarissimo, mentre alla gente che non pensa le cose che penso io, non appare per niente.
Poi penso a Facebook, a Mediaset, a internet, a Sanremo, alle chat, agli sms, alla televisione, al Parlamento italiano, a tutto quello che sembra comunicazione ma non lo è, a tutto quello che sembra messaggio ed è solo il mezzo e capisco anche che tutti noi che in questo periodo stiamo lì ad assistere con le braccia che cadono pesanti lungo i fianchi, siamo inevitabilmente, e sempre più velocemente, destinati a non essere più rappresentati.
Da nessuno.

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10 Risposte to “CERVELLI”

  1. anonimo Says:

    Nooooooooooooo, Dipòk…se anche le migliori menti come la tua si lasciano prendere dallo sconforto, è finita…bisogna sforzarsi di “pensare” e “scrivere” il mondo: quando lo fanno persone in gamba, alla fine, qualcosa in meglio può cambiare…non vorremo mica lasciare tutto andare in vacca (da in vacuum= in vaccum) nelle menti della De Filippi, Simona Ventura e Bruno Vespa, vero? 🙂

  2. anonimo Says:

    mah… io mi accontento di rappresentare me stesso e di dire la mia solo se ho qualcosa da dire e naturalmente se ne ho voglia. Approfittando del “compleanno” del mio blog, ho scritto due cosette in croce sulla comunicazione. Nulla di speciale di cui vantarsi. Le solite parole in libertà. (libertà anche di non essere per forza lette) 🙂
    (marino sempre lì)

  3. DottorOsterman Says:

    Vero.
    La rappresentazione della realtà si sta rapidamente sostituendo alla realtà stessa.

    Comunque, se vuoi essere rappresentata è molto semplice… basta che tu ti iscriva ad un agenzia.
    Oppure riempi il tuo blog con quello che hai fatto oggi, aggiungendo anche l’insignificante… come se fossi in vetrina al grande fratello.
    Sempre che la cosa ti interessi.
    Altrimenti vivi e lascia vivere.

    Comunque anch’io me lo domando spesso.
    E’ meglio scrivere per dire qualcosa, o perché si ha qualcosa da dire?
    😉

  4. anonimo Says:

    Il problema di ogni potere schiacciante è sempre stato la sua “prossimità”: è da essa che dipende anche l’inaccessibilità.
    Ma una distanza fisica può sempre essere colmata. E’ per questo che i Non-Prossimi hanno ormai giustapposto una distanza “metafisica” come soluzione del problema. Chiamatela come volete: “rappresentazione della realtà che si sostituisce alla realtà stessa”, “televisione”, “velo di maya de noantri”: questa è la distanza metafisica. Nessuno riesce a colmarla, neanche vestito da titano. Da ciò deriva lo horror vacui da agrimensore che prende tutti coloro che conoscono la democrazia.
    Per il momento non vedo alcuna forza capace di spezzare questa perversione.
    Per il momento…

    Robilant

  5. dipocheparole Says:

    @tutti:
    mi piace come succede che io scrivo una cosa, ognuno di voi riprende quello che ci vede dentro e mi fa rileggere quello che ho scritto cercandoci il vostro sguardo.
    Per quanto individualista, aspirante-solitaria e non appartenente io possa essere questa cosa mi piace e mi serve.
    Credo che mi servirebbe, come più-o-meno appartenente anche alla comunità italiana, sentirmi rappresentata anche in altre situazioni che non siano il mio blog, ma una comunità un po’ più estesa. Dal condominio, alla città, alla provincia, allo stato. Ma non succede.
    Questo è il problema..:)

  6. anonimo Says:

    ci si abitua, a non essere rappresentati, dico.
    :))
    mp

  7. anonimo Says:

    “Da ciò deriva lo horror vacui da agrimensore che prende tutti coloro che conoscono la democrazia.”

    Bello! Efficace, sì

    Lemma

  8. alog Says:

    è che non c’è tempo nemmeno per comunicare veramente, le giornate volano troppo veloci.
    “il frastuono del mondo cos’è/cerco ragioni e motivi di questa vita/ma l’epoca mia sembra fatta di poche ore”

  9. cf05103025 Says:

    Il coso mi si mangia i commenti che scrissi iersera,
    Alì Berlù si divora l’anema di ‘sto povero paese,
    e anche chi non ce la vendette
    ne fa le spese…:-((

  10. dipocheparole Says:

    @alog: anche qua si cercano i motivi alog:)

    @mario: il coso, qui fa strane cose. Anche AlìBerlù:))

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