PAOLO POLI E GIOVANNI PANNACCI – “SIAMO TUTTE DELLE GRAN BUGIARDE”

Un ragazzo di ottant’anni

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Ci sono persone che a cinquant’anni parlano di sé al passato e sognano la pensione. Persone che a sessanta anni vanno, per l’appunto, in pensione, pensando che finalmente si potranno dedicare ad altro, che a settanta vegetano davanti alla televisione e che a ottanta hanno, nonostante la buona salute, e già da un bel po’, un piede nella fossa.
Poi ci sono tutti gli altri.
Di tutti gli altri, fa sicuramente parte Paolo Poli.
Questa è la prima considerazione che ho fatto leggendo il bel libro “Siamo tutte delle gran bugiarde” Paolo Poli – Conversazione con Giovanni Pannacci, che l’amico di blog Giovanni http://www.schivandorospi.blogspot.com/, ha appena scritto e pubblicato con Giulio Perrone Editore.
Conosco Paolo Poli solo di nome, non ho mai assistito ad un suo spettacolo, ma la sua recente e scoppiettante apparizione al programma Che tempo che fa su Rai3, per la presentazione del libro, mi ha lasciato una gran curiosità, e la stessa sensazione (poi evidentemente risolta) che deve aver provato Giovanni nel corso delle conversazioni con il funambolico attore, durante le quali, come scrive “(…) Per mesi ho avuto l’illusione (la presunzione) di pensare che doveva esistere “un altro” Paolo Poli. Pretendevo di vedere il volto vero dietro la maschera, desideravo che apparisse l’uomo senza i trucchi del mestiere. Pensavo che Poli giocasse al teatro per sfuggire, per proteggere chissà che umana fragilità. Mi sbagliavo. Lui è sempre stato lì, disponibile, onesto e fortissimo. ”
Ed è proprio la persona Paolo Poli, il fortissimo ottantenne ragazzo, solido come la roccia nella sua coerenza, onesto nel suo essere radicalmente, ma anche con estrema, originale leggerezza, anticonvenzionale per tutta una vita, quello che salta fuori con grande forza dalle pagine di questo libro singolare.
Singolare perché Giovanni Pannacci, come racconta, viene promosso sul campo da Paolo Poli Il mio biografo dietro le quinte di un palcoscenico mentre Giovanni lo insegue su e giù per le scale di un teatro durante il primo incontro, tentando di stabilire un dialogo con un attore nato che “(…) mi cattura, mi irretisce, mi palleggia e mi lancia in orbita con parole, battute, racconti, aneddoti, cattiverie, maldicenze e malinconie (…)”. Singolare perché, alla fine, fatti i conti, una biografia questo libro non è.
Una biografia, dice Poli, “(…) è roba adatta a Franco Zeffirelli.”
Non a questo personaggio unico, originale e da sempre indefinibile, che ci parla della sua vita parlandoci dei pensieri che ancora pensa, dei progetti che ancora elabora, e del mestiere che ancora fa con grande passione e soprattutto con grande divertimento.
Ed è con gran divertimento, suo e nostro, e con malcelata ammirazione, che Giovanni ci fa assistere al ribollire entusiasta, ma in fondo saggio, di questa mente funambolica che solo all’ultima pagina ci fa ricordare che il personaggio che viene qui descritto è, in fondo, un vecchio di ottant’anni, perché:
” (…) quando siamo giovani il sangue ribolle, da vecchi ristagna. Però bisogna continuare ad amare quello che si è amato da giovani.
Per questo il mio mestiere è meraviglioso, perché l’applauso è la vera paga. Non c’è soldo che tiene.
Rimpianti non ne ho e neanche rimorsi. Io mi son divertito”
C’è da imparare.

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7 Risposte to “PAOLO POLI E GIOVANNI PANNACCI – “SIAMO TUTTE DELLE GRAN BUGIARDE””

  1. anonimo Says:

    Uno degli scopi del libro era proprio quello di tratteggiare l’unicità di Poli, anche per coloro che non avevano avuto modo di conoscere il suo lavoro di attore. Grazie per avere colto questo aspetto (e anche per tutto il resto), amica di blog!
    Giovanni

  2. cf25302015 Says:

    ho visto recitare Paolo Poli varie volte, e ogni volta era uno spettacolo grandioso e sfottente.
    “rimpianti non ne ho e neanche rimorsi. io mi sono divertito”
    bisognerebbe imparare.
    laura

  3. anonimo Says:

    ho visto anche io Paolo Poli da Fazio: è veramente un personaggio interessante, ricchissimo di cultura ed umanità…hai fatto bene, Dipòk, a scriverne in merito 🙂

  4. cf05103025 Says:

    Sono davvero felice di leggere questa recensione e che l’autore della biografia sia il signor che va schivando rospi.
    Mì è venuto ‘na gran voglia di leggerla, la biografia di Paolo Poli.
    L’ ho visto a teatro almeno due vote nella notte dei tempi, per radio parecchie volte l’ho ascoltato e mi sono sempre divertito per l’acutissima (e indipendente) sua Arte di attore, gran giullare, magico vocalista, satiro.
    L’ ho sempre ammirato.
    Però da giovinotto, (ché ero beghino, o codino) mi dava fastidio un po’ (solo un pochino)la sua checchaggine: roba da maschi italiani….

    MarioB:-)

  5. dipocheparole Says:

    @Giovanni: :-))

    @laura: son l’unica qui che non l’ha visto, bisogna che rimedi!

    @smirki: ho avuto anch’io la stessa impressione infatti.

    @mario: vabbé dai Mario-beghino ti perdoniamo.:))

  6. lemmaelabel Says:

    …ecco, ho visto Paolo Poli più volte a teatro nel corso degli anni … (oh, come me lo ricordo nei panni di santa rita … !). L’ultima volta è stato poco più di un anno fa: un’ora e mezza di spettacolo tutto d’un fiato. Ecco TUTTO D’UN FIATO! :)))

  7. alog Says:

    mi ricorda brachetti (quello sì l’ho visto a teatro)

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