EFFETTI SPECIALI

C’era quella stupenda pubblicità una volta, che diceva: potevamo stupirvi con effetti speciali, e invece eccetera eccetera. Non ricordo assolutamente cosa pubblicizzasse, ma la frase potrebbero stamparla sulla mia lapide leggermente modificata: avrei voluto essere stupita con effetti speciali, e invece eccomi qui.

Il fatto è che ci sono dei giorni in cui mi annoio mortalmente. No, mi annoio non è la parola giusta, diciamo che mi tedio. Mi alzo, mi guardo alla specchio e non ne posso più di vedere la mia faccia, sempre quella. Non perché non mi piaccia, o aspiri ad una plastica, ma per l’inerzia che mi ispira il contenuto della faccia. Vorrei poi poter tirare un lembo di parete e ribaltare tutto l’appartamento come un calzino. E non vedere più la macchia di umidità sul soffitto della cucina, sapendo che mai il padrone di casa la smacchierà. E allora vorrei che le radici del rampicante che hanno spostato le tegole, invece che polvere d’intonaco, cominciassero a spingere verso il basso dei bei rami verdi, di edera che dove s’attacca muore. Poi vorrei appendermi fuori a un angolo di nuvola e con un solo gesto, traaaaac, risvoltare il mondo, e tirar fuori dal nulla un’altra città.
Allora uscirei più volentieri, sapendo che magari sui marciapiedi diventati color violaciocca o blu elettrico, non incontrerei il padrone della pulitura a secco che staziona davanti alla sua vetrina sperando che qualcuno gli parcheggi nel Suo carico/scarico, per poter così chiamare i vigili e far appioppare multe a tutti i vicini. Magari poi, dentro il bar all’angolo, invece dei soliti quattro leghisti bestemmiatori, intenti alla decima ombretta della giornata, vedrei dalle vetrine delle persone sedute ai tavolini a parlare, a leggere qualcosa che non sia Il Gazzettino, o perfino un libro (che non sia Ken Follett o Fabio Volo, ma esagero, lo so).
Tornata a casa accenderei la televisione e non vedrei gente che a un dibattito si urla addosso, accavallando le voci, scuotendo vigorosamente la testa, gesticolando, ripetendo sei volte la stessa frase: fai demagogia, fai demagogia, fai demagogia, fai demagogia, fai demagogia, fai demagogia, oppure: ma cosa stai dicendo, ma cosa stai dicendo, ma cosa stai dicendo, ma cosa stai dicendo, ma cosa stai dicendo. Alla terza volta infatti, il conduttore gli andrebbe vicino, e invece di toccargli delicatamente il gomito, gli direbbe: senta pezzo di deficiente, guardi che non siamo tutti degli idioti qui, abbiamo capito che questa è la sua tattica cretina per non far parlare la gente, quindi ora si becchi questo: e PAM, gli tirerebbe un bel gancio al mento. L’ospite, tramortito, verrebbe trascinato via per i piedi da due cameramen, (e buttato in strada dopo aver fatto uno, due eeeee tre! e splash, sotto un camion che passa.) e il suo posto sarebbe subito preso da un altro, di pari orientamento, lo concedo, ma che sappia comportarsi.
Cambiando canale non vedrei Richard Gere con il cachet grigio perla sui capelli che strizza gli occhi a ogni battuta in cui vuole sembrare commosso e/o pensieroso, e Winona Ryder che poi muore di cancro e tutti lo sanno, e deve apparire fresca, giovane e spontanea per tutto un film, diomio quanto sono fresca, giovane e spontanea e tesa verso un destino infausto, perché quel cazzone del regista, accidenti è una regista, Joan Chen, entrerebbe nel film, si avvicinerebbe a Richard Gere, e gli direbbe: senti Richard, puoi smetterla, dico, I say, puoi farla finita, di strizzare gli occhietti, i tuoi occhietti un po’troppo vicini, quando vuoi sembrare appassionato e commosso, che ormai è dai tempi di American Gigolo che lo fai, e ormai tutti, e tutte soprattutto, qui ne abbiamo le palle piene? E tu Winona, Win, my god, cristo santo insomma, stai morendo di cancro, l’hai capito o no? Non puoi farla finita con quest’aria fresca, giovane e spontanea? Ma è mai possibile con tutto quello che vi paghiamo, dico, I mean, direbbe la regista, I mean, è possibile che ancora recitiate in questo modo? Richard la guarderebbe da sotto in su, la testa un po’piegata, come fa sempre, poi girerebbe un po’di lato la faccia e alzando le braccia a metà, le palme in fuori, alla maniera del Tenente Colombo, direbbe: ok ok ok. Io lo guarderei dal mio divano, davanti alla mia televisione e direi: ancora? Ma sembri il Tenente Colombo! E sembri anche Marlon Brando o Paul Newman! Ma caspita, ma tutti uguali siete? Ma ancora con ste manie alla Actor’s Studio!? Ma caspita Richard, ma allora non hai capito niente! E cambierei canale di botto. Anzi spegnerei.
C’aveva ragione il Boss, altroché.  
 
DANCING IN THE DARK
I get up in the evening and I ain’t got nothing to say
I come home in the morning, I go to bed feelin’ the same way
I ain’t nothing but tired, man I’m just tired and bored with myself
Hey there baby, I could use just a little help

You can’t start a fire, you can’t start a fire without a spark
This gun’s for hire even if we’re just dancing in the dark

Message just keep getting clearer, radio’s on and I’m moving ‘round my place*
I check my look in the mirror, I wanna change my clothes, my hair, my face
Man, I ain’t getting nowhere, I’m just living in a dump like this
There’s something happening somewhere, baby I just know that there is

You can’t start a fire, you can’t start a fire without a spark
This gun’s for hire even if we’re just dancing in the dark

You sit around getting older, there’s a joke here somewhere and it’s on me
I’ll shake this world off my shoulders, come on baby this laugh’s on me

Stay on the streets of this town and they’ll be carving you up alright
They say you gotta stay hungry, hey baby, I’m just about starving tonight
I’m dying for some action, I’m sick of sitting ‘round here tryin’ to write this book
I need a love reaction, come on now baby gimme just one look

You can’t start a fire sitting ‘round cryin’ over a broken heart
This gun’s for hire even if we’re just dancing in the dark
You can’t start a fire worryin’ about your little world fallin’ apart
This gun’s for hire even if we’re just dancing in the dark
Even if we’re just dancing in the dark
Even if we’re just dancing in the dark
Even if we’re just dancing in the dark
Hey baby!

 
BALLANDO AL BUIO
Mi alzo di sera
E non ho niente da dire
Torno a casa al mattino
Vado a letto sentendomi nello stesso modo
Non ho niente sono solo stanco
Amico, sono stanco e annoiato di me
Ehi baby mi servirebbe solo un po’ d’aiuto
 
Non puoi accendere un fuoco
Non puoi accendere un fuoco senza una scintilla
Questo fucile è in affitto
Anche se stiamo solo ballando al buio
 
Il  messaggio diventa sempre più chiaro
La radio è accesa e sto girando in tondo per la stanza
Mi guardo allo specchio
Voglio cambiarmi i vestiti, i capelli, la faccia
Amico, non otterrò mai niente se continuo a vivere in un buco come questo
C’è qualcosa che accade da qualche parte
Baby so solo che c’è
 
Non puoi accendere un fuoco
Non puoi accendere un fuoco senza una scintilla
Questo fucile è in affitto
Anche se stiamo solo ballando al buio
 
Stai seduto e diventi vecchio
C’è uno scherzo da qualche parte ed è su di me
Mi scrollerò questo mondo di dosso
Andiamo baby le risate sono su di me
Stai nelle strade di questa città
E ti conceranno per le feste
Dicono che devi restare in campana
 Ehi baby sono quasi morto di fame stanotte
Senza un po’ di azione muoio
Sono stufo di restare qui seduto cercando di scrivere questo libro
 
Ho bisogno di una reazione d’amore
Andiamo baby dammi solo uno sguardo
 
Non puoi accendere un fuoco restando seduta a piangere su un cuore spezzato
Questo fucile è in affitto
Anche se stiamo solo ballando al buio
Non puoi accendere un fuoco preoccupandoti del tuo piccolo mondo che si sta sgretolando
Questo fucile è in affitto
Anche se stiamo solo ballando al buio
 
 
.
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11 Risposte to “EFFETTI SPECIALI”

  1. anonimo Says:

    urge tornare a stupirsi per le piccole cose, se no non se ne viene fuori 🙂
    smirki175

  2. DottorOsterman Says:

    Il fucile in affitto mi lascia alquanto perplesso.
    😉

  3. dipocheparole Says:

    @smirki: vero.:)

    @doc: sono perplessa anch’io, ma “this gun is for hire” come diavolo lo traduci?:))
    questa pistola è a noleggio, questo fucile è pronto a tutto, o senò liberamente: sono pronto a tutto. boh.

  4. anonimo Says:

    cominciata bene la giornata, eh?
    🙂
    ma fatti un giro a Roma che ti tiri su!!!
    sciao 🙂
    mp

  5. anonimo Says:

    “this gun for hire” sarebbe come a dire “presto il mio fucile al miglior offerente”, “mi offro come killer a chi paga meglio”…boh, una roba simile 🙂 è vero, la traduzione, comunque la rigiri suona male, ma basta che uno pensi a Richerd Gere che fa le faccette ed il significato è subito chiaro e lampante, e soprattutto capisci cosa senza ombra di dubbio vorresti farci col fucile :-))
    smirki175

  6. alog Says:

    ottima sceneggiatura per cortometraggio, con tanto di colonna sonora

  7. anonimo Says:

    Sono un’annoiata e in quanto annoiata sono sempre inc…zzata come una bestia…
    (marino che fa i complimenti per un post assai carino)

  8. dipocheparole Says:

    @mp: sì devo ricominciare a partire..

    @smirki: sì più o meno il senso è quello, traslato in: son pronto a tutto. a sparare..

    @alog: vero?:) ci metterei Woody Allen come regista.

    @Marino: mannò, non sono un’annoiata, tantomeno sempre incazzata come una bestia. Per fortuna mi viene spesso da ridere a guardarmi in giro..:)

  9. cf05103025 Says:

    Io sono rimasto stupito (non solo)per l’uso della parola “cachet” che da tempi non sentivo, cioè leggevo per dire di tinture o lampi di luce, o chesoio, nei capei loro a l’aura sparsi.
    Forse dovrebbero prendersi un bel cachet, anzi doppio, i suddetti, di quelli per il mal alla crapa loro, magari gli lucida l’entro o l’antro de la capoccia medesima.
    Per altro questo tuo pezzo è notevole, che per il suo ritmo io lo sentii come poetico, ovvero: non ti venisse mica mai l’idea di scriverlo in poesia, secondo me ti verrebbe assai bene, sì.
    E poi io di quella canzone non me ne intendo, non so come fa il coso, il ritornello per cui mi taccio, ecco.
    Mario

  10. dipocheparole Says:

    @Mario! : comincio dalla canzone. Ma come? ti ho messo il link sotto il post proprio per chi non conosce la canzone. Ci trovi Bruce Springsteen, detto il boss, che lì nel video ha molto del tamarro e imita perfino Elvis the Pelvis nelle movenze sessuogene, ma si può capirlo, lì era un giovinotto nell’84, ora è un fascinoso signore quasi sessantenne, e secondo me l’è pure meglio. E dire che a Torino ci sono venuta per la prima volta proprio a vedere il mio secondo concerto del Boss!
    Quanto al cachet, è vero, lì per lì l’ho scritto senza controllare, ora che controllo in effetti in italiano può voler dire sia compressa che tintura (e pure compenso), in francese invece la tintura non esiste.
    Un po’ come le meches, che per noi son quelle robe che si fanno le bionde, e in francese si chiamano invece balayage.
    Quanto al ritmo poetico, non so che dire perché non so nulla né di musica né di poesia, ma potrei provarci.:))

  11. cf05103025 Says:

    sì sì, so chi è il Boss,
    però ero disattento,
    mo’ vado a sentir 🙂

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