CREDO

Non sono mai andata all’asilo né a scuola dalle suore. Ho frequentato il catechismo giusto per quei due mesi in preparazione alla Comunione e Cresima. Ho frequentato l’ora di religione perché ai miei tempi non si poteva decidere in altro modo, ma direi che ha inciso sulla mia personalità come l’ora di educazione musicale: praticamente nulla. Non ho mai frequentato un oratorio. Nella mia famiglia la più religiosa sono stata io, tra il mese di marzo e il mese di giugno della primavera dei miei nove anni, l’anno della Comunione e Cresima. Periodo in cui, fresca di catechismo e di indottrinamento cattolico, cercavo di trascinare tutti a messa la domenica. Ma con la processione del Corpus Domini finì tutto, perché nessuno in famiglia mi dava retta e perché a luglio si partì per il mare.
Da allora ho con la Chiesa, qui intesa come Istituzione, un rapporto praticamente inesistente, se si esclude la partecipazione forzata al matrimonio, cresima, comunione o funerale di qualche parente o amico. Aggiungerei che l’altro mio rapporto con la Chiesa istituzione, è fatto di insofferenza e fastidio ad ogni dichiarazione di Papa e Vescovi di stampo pre-Concilio di Trento e ad ogni ingerenza, impropria e non contrastata, negli affari dello Stato Italiano.
Con Dio, o chi per lui, ho un rapporto che non saprei definire. Passo facilmente dall’animismo al Buddismo, al Cristianesimo alla San Francesco. Potrei definirmi pure panteista. Diciamo che ho dei princìpi.
Abitando nel bel mezzo del nord est, in quello che una volta era il cattolicissimo veneto, sono circondata invece da persone che hanno vissuto esperienze orrende fatte di oratori, di preti e di suore castranti, castiganti e colpevolizzanti secondo i peggiori format cattoretrogradi e che pertanto, nei casi peggiori,  bestemmiano ogni due parole, nei casi migliori, mantengono con la religione un rapporto che definirei molto conflittuale, seguendo però la tendenza nazionale a definirsi cattolici ma non praticanti.
Questo rapporto conflittuale con la religione, che diventa poi di aperto e continuo, e spesso inutile e controproducente, conflitto con l’istituzione Chiesa, lo ritrovo molto spesso con estremismi anche molto ridicoli, tra coloro che tengono molto, a definirsi laici o atei. Anche quando non è necessario. Anche al ballo alla Sagra del Peperone, anche prima di partecipare al karaoke nel locale sottocasa. E, un po’come succede con chi fa professione di morigeratezza e poi si scopre che va a puttane, o con chi ostenta comportamenti da vero macho per nascondere la sua omosessualità, ho spesso il sospetto che l’ostentazione di laicismo, ateismo e di mangiapretismo, nasconda spesso un conflitto insanato, mai affrontato nè digerito, e di antica data con la propria educazione religiosa.
Tutta questa premessa sulle mie origini e il mio credo, temo sia necessaria per poter dire, senza essere additata come perpetua, bacchettona e baciapile, che questa pubblicità qui nella foto, promossa sugli autobus di Genova dalla UAAR, Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti, la trovo in pocheparole una stronzata.
2009_campagna_bus
Quindi:
Rivendico il diritto di ogni persona a decidere di credere o non credere per i fatti suoi.
Se già c’è la Chiesa, per quanto riguarda i cattolici, a farsi pubblicità, o i Testimoni di Geova, a suonarmi il campanello alle nove della mattina della domenica, o Bin Laden a lanciare le Fatwe, mi mancavano solo gli atei a spararmi in faccia in cosa dovrei credere o no, come se tutti fossimo dei poveri rincoglioniti ormai abituati a ragionare anche su questioni etiche e/o  morali a colpi di pubblicità.
Aggiungo che, dato che il tema Esistenza o non Esistenza di Dio ormai è materia da disputare gettando un’occhiata al retro di un autobus urbano, anziché passeggiando laicamente nei corridoi di un’università, o cattolicamente nel chiostro di un convento, o alzando gli occhi al cielo stellato, o meditando su qualche libro, o dopo essersi fatti una canna o una cassetta di birre, dicevo, dato che ormai il prodotto   "Dio c’è  –  Dio non c’ è" è considerato pubblicità, a questo punto, io denuncerei i promotori dell’iniziativa all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pubblicità ingannevole per tre motivi:
 
1°) perché nessuno ha mai constatato né che Dio esista né che non esista.
(come per Babbo Natale). Portino le prove.
2°) perché spacciano l’esistenza di Dio per una cattiva notizia.
(che dati possono fornire in tal senso? perché per me, in qualità di consumatrice media, dovrebbe essere una cattiva notizia, dal momento che non è mai stata neanche una buona notizia?)
3°) perché affermano che non ne ho bisogno. (sempre come consumatrice media, bisogno di che? e perché? Se nel commercio è l’offerta che crea il bisogno, qui cos’è che non si offre? che si spieghino.)
 
E infine affermo: ma in tempi di crisi, quei tremila, cinquemila, diecimila euro spesi per sta cazzata, non stavano meglio in qualche altra iniziativa?
Ma andè a laurà.

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24 Risposte to “CREDO”

  1. alog Says:

    il tuo è puro buon senso. merce rara: propongo di mettrlo in vendita un tanto a frase. vai con gli spot.

  2. cf05103025 Says:

    Eppure, a dirti il vero, il motto sul bus io l’ho trovato spiritoso, anzi adesso mi stampo la foto e la ficco qui sopra con lo scotch.

    Non col wiskhy!

    Cos’hai capito?!

    Col nastro adesivo qui sul bordo della mensola, oh!
    Guarda, ti dico:
    a volte è meglio la comunicazione non verbale.

    don Mario S.J.

  3. anonimo Says:

    sottoscrivo tutto ciò che tu hai già scritto, Dipòk 🙂 compresa una certa comunanza col tuo percorso religioso-spirituale, che ho constato essere piuttosto affine al mio…oltre alla tua analisi ineccepibile, aggiungerei che chi promuove tali campagne pecca dello stesso medesimo limite dal quale pretenderebbe di liberare l’umanità: esattamente come tutte le religioni, non lascia spazio al pensiero “altro da sè”, proponendosi paradossalmente come promotore di una nuova religione…al che, se a colpi di slogan dobbiamo ragionare, risponderei: “Una nuova religione dell’ateismo?…No, grazie…” 🙂
    smirki175

  4. anonimo Says:

    “Gli atei sono noiosi, perché parlano sempre di Dio.”

    Robilant

  5. agomast Says:

    In linea di principio posso essere d’accordo ma trovo l’iniziativa lodevole per un’altro verso.
    L’esistenza di dio, di un qualsiasi dio, e’ la cosa piu’ reclamizzata al mondo. Da quando si nasce trovamo crocifissi, chiese, calendari, epigrafi funerarie per le strade e la medesima cosa accade presso le altre religioni.
    Da quando si nasce cerchiamo di ingraziarci i favori del nostro piu’ elevato rappresentante e se non i favori che almeno ci scampi le sue ire. In nome di un dio si fanno eccidi e sotto legida protettiva del sua”aver detto che” se ne ottiene alche la coscienza pulita se non addirittura il posto migliore accanto a lui un giorno che verra’.
    Secondo me fare pubblicita’ contraria ad una multinazionale(qualunque sia) e’ sempre una buona cosa per principio, proprio a tutela di noi consumatori.
    E di sicuro non morira’ nessuno.

  6. retorico Says:

    chi cerca di imporre le sue idee in modo violento e’ sempre fastidioso.

    Un breve pensiero sull’ingerenza della chiesa nelle questioni morali: non capisco perche’ ce la prendiamo con i Ruini, i Bagnaschi, de Ratzingers, non e’ sufficiente non tenere conto del loro pensiero?
    Semmai ce la dovremmo prendere con chi gli da tutto quello spazio.
    N’est pas?

  7. anonimo Says:

    Acc… Robilant mi ha preceduto e allora ne butto là una di Freak Antoni: “Dio c’è ma ci odia”.

    (marino che gli piacerebbe che ste cose si riuscisse a seppellirle con una risata)

  8. lemmaelabel Says:

    che ti devo dire DipòK. che anche stavolta, leggendoti, provo vero sollievo nelle tue parole.
    Mi ricordo che, quando ero bambina, si trovava spesso questa frase scritta sui muri: Dio c’è.

  9. dipocheparole Says:

    @lemma: la frase si trova tuttora. Un’amica informata dei fatti però mi ha detto che pare che la frase abbia tutt’altro scopo che la catechizzazione. Pare che venga scritta dagli spacciatori per segnalare dove si vende la robba. (o tempova o moves!)

  10. lemmaelabel Says:

    DAVVEVO!

  11. nonsisamai Says:

    guarda sempre meglio di quei pazzi antiabortisti che ci sono di qua, che mandano in giro camion tappezzati di foto raccapriccianti.

  12. cf05103025 Says:

    Comunque è sempre roba spirituale, per dire…
    Mario

  13. anonimo Says:

    Mi consolo che Dio, chiunque sia o qualunque cosa possa essere, non ha di certo una religione da imporre.
    E forse basterebbe che ognuno di noi rispettasse l’altro per cancellare ogni regola e dogma esistente.
    Ma questa si che è pura utopia!
    Ciao
    spaziocorrente

  14. anonimo Says:

    sotto e scrivo ogni parola, aggiungendo che comunque in italia cose del genere portano acqua inevitabilmente al mulino cattolico (come la metti la metti)

    ciao
    medita partenze

  15. dipocheparole Says:

    Ma che vi devo dire io? Spesso scrivo un post e poi mi dico: sta a vedere che stavolta nessuno è d’accordo con te.
    Ma come funziona sta cosa?
    Di solito quasi nessuno è d’accordo con me, e voi invece sì. O almeno quasi.
    Devo farci un post.
    Buonanotte.
    sì, insomma, buongiorno.
    :))

  16. cf05103025 Says:

    a proposito di scritte su automobili, bus etc.

    Cara Dipòk,
    ti narro una storiella vera autobiografica:
    quando ero completamente stralunato,
    verso il 1975,
    comprai una Dyane rossa d’occasione poi mi ritagliai delle mascherine per lettere, e scrissi, con la bomboletta da carrozziere, in giallo sul portello destro, in stampatello:
    Djelal el Din Rumi….
    Nessuno capiva un tubo ed io mi sentivo un po’ sufi, un po’ scemo, e tanto narciso.
    Mario:)

  17. dipocheparole Says:

    @mario: djel al din rumi: se lo fai adesso ti arrestano per terrorismo!:)

  18. cf05103025 Says:

    e pensare che il povero Mawlānā Jalāl ad-Dīn Muḥammad Balkhī, era un mistico sufi che non avrebbe fatto male ad una mosca, era del Korashan e morì a Konya, in Turchia, nel ‘200 :-((

  19. cf05103025 Says:
  20. dipocheparole Says:

    @Mariowlana Ad Din Biancki stai da dio con quel datterone
    con-turbante in testa!!

  21. lemmaelabel Says:

    C’è da dire che Mario è un po’ che ragiona sui copricapi … ;))

    (imparai a guidare con la Dyane: quell’assurdo cambio … e poi traballava tutta!)

  22. emerenz Says:

    Io non credo in nessun Dio creato dagli uomini, ma credo in un Dio che ha creato tutto. Detto questo, però credo anche nel fatto, che dopo un minimo di 2000 anni non è per niente male che si facciano sentire anche gli atei,come contiuano a suonre le campane e crescere ovunque le moschee, bhe testimoni di gehova ne vedo un pò meno ultimamente..cmq secondo me in nome della libera parola più che giusto anche questo. un abbraccio.emer

  23. agomast Says:

    IL caso della ragazza Eluana che non riesce ancora a vedere esaudito il suo desiderio di non esistere come vegetale e’ esemplare di quanto sia non solo legittima ma FONDAMENTALE una campagna pubblicitaria contro lo strapotere della chiesa, qualunque chiesa e non e’ che le moscheee siano rassicuranti, manco per il cazzo.
    Non aggiungo altro ma sappiate tutti che se scopate e ci godete pure fate un sacrosanto peccatone visto che magari usate pure il preservativo( quindi con la consapevolezza di non voler procreare e che cazzo come vi permettete non sapete che DIO si incazza e ci resta malissimo?) e non sia mai che questo accada fuori dal sacrovincolo del matrimonio?
    Davvero vogliamo continuare a farci dire cosa e’ giusto studiare e ricercare e cosa no, assolutamente no? Davvero vogliamo continuare a sentire dell’impegno profuso contro l’aborto come omicidio e non una parola sulla procreazione incontrollata come sicuro omicidio, anzi sterminio, di massa?
    Comunque il comune di Genova ha provveduto immediatamente a far rimuovere lo spot altrimenti un ministro alla Sacconi ne avrebbe immediatamente approfittato per farsi pubblicita’ con un anatema, applauditissimo, di quelli che manco Gregorio settimo.

  24. DottorOsterman Says:

    Una volta lessi su un muro il solito “Dio c’è”, e qualche buontempone, sotto, ci aveva aggiunto “ma si fa gli affari suoi”.
    ;D

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