CAPODANNO

L’anno nuovo inizia con un cielo quasi bianco benché sia notte. La neve dappertutto, per strada, sui tetti, a cumuli perfino sui miei gerani mezzi morti e sulla mia parvenza di terrazzino.
L’anno nuovo inizia con me che all’alba torno a casa dal fine anno e cerco su google la parola egoismo.
Si sa, non è che io faccia propriamente e abitualmente cose normali, quindi non me ne spavento. Però mi sono detta, non è possibile che lo trovi dappertutto, e che vedi solo quello. Magari ti sei solo fissata. Magari ce l’hai su che ora in giro c’è solo quello e che non ne puoi più. Magari devi finire a fare la monaca. Forse il tuo destino è proprio quello. La suora laica. La monaca zen in un convento tibetano. La stilita appollaiata in mezzo ad una pietraia in Cappadocia. L’eremita in una grotta scavata nelle Meteore della Tessaglia. Più probabile la solitaria in un condominio a Marghera forse. O la volontaria volonterosa in qualche posto di infelici. Ma il concetto è quello.
Magari deve finire proprio così, e i vicini, i conoscenti diranno: “ma pensa te, te la ricordi quella che vendeva viaggi, quella che a un certo punto aveva lasciato il lavoro e era partita. Beh, immagina un po’, si è fatta suora.” “ Suora?? Quella? Ma come suora? Ma non stava con il tale una volta? E poi mica andava in chiesa.” “ Sì sì, ma non suora suora, insomma, fa la monaca.” “La monaca?” “Sì, insomma, l’eremita.” “L’eremita?! Ma che dici?!” “Senti che cavolo ne so. Insomma fa la stilita, l’eremita, è partita. Non si sa.”
Come spesso capita nei miei pensieri, i primi da essere messi in discussione, sono appunto i miei pensieri. Poi la progressione è: cercare una definizione. Magari sbagli la definizione. Magari quello che tu pensi sia egoismo, oggi si chiama in un altro modo, chessò, altruismo. Si sa, la lingua va avanti per conto suo, mica sta ad aspettare te, con le tue sensazioni. E se scoprissi che si chiama altruismo, pensa che fregatura. Tutto sto tempo a pensare sbagliato. A pensare male degli altri. Invece su Wikipedia la definizione era la stessa di sempre. Altre consolazioni non ne ho trovate. Altre riflessioni da fare neanche. Nessuno stimolo per vedere la cosa da un altro punto di vista. Così, la fine della progressione dei miei pensieri è solo che: ok è così. Prendi su, fatti forza e vai a dormire. C’è tutto un anno nuovo davanti. Che poi chi l’ha detto che è nuovo. C’è tutto un mondo là fuori dove il capodanno di oggi non esiste. Dove non esiste l’anno, o l’anno è fatto in un altro modo. O magari dove non si accorgono neanche del tempo perché hanno altro a cui pensare.
Mi ci vedete eremita?

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16 Risposte to “CAPODANNO”

  1. smirki175 Says:

    uhm…mah, proprio erememita no, Dipòk…magari eremita part time, con licenza di rientrare a piacimento nel consorzio umano 🙂
    …bello questo scritto, minch…m’inchino 🙂 di fronte alla tua sempre confermata bravura 🙂
    smirki175

  2. anonimo Says:

    l’importante è che dal tuo agognato isolato continuino ad arrivare testi belli e intensi come questo. le scritture migliori sono fatte per gli altri, per chi legge, sono un atto di altruismo, e l’altruismo è la forma più nobile dell’egoismo, perché niente ci fa star meglio dell’essere utili agli altri. felice anno nuovo elena.

  3. anonimo Says:

    L’eremitaggio può essere anche solo uno stato mentale, e poi si possono diffondere i risultati delle riflessioni in modo virtuale. Non è che quello che fanno già in molti?
    Auguri, in ogni caso
    Erika

  4. alog Says:

    sei una bella tipa. buon anno

  5. DottorOsterman Says:

    Quando si impara a stare da soli ci si accorge di una cosa importante.
    E comunque è qualcosa con cui si deve fare i conti.

    O ci si chiude in sé stessi, diventando degli alienati.
    Oppure ci si apre al mondo (a tutto il mondo), che sia esso a migliaia di chilometri di distanza, così come nel palmo della nostra mano.
    Sempre con la stessa “indifferente dedizione” (uso volutamente un ossimoro perché non so come altro definirla).

    La scelta sta a noi.

    Perciò, nel momento in cui ti domandi se riusciresti a diventare un eremita, secondo me dovresti porti la stessa domanda che era in un bel film (“Samsara”) che vidi anni fa:
    “Come si può impedire ad una goccia d’acqua di asciugarsi?”
    😉

  6. dipocheparole Says:

    @smirki: sì un’eremita cocopro. Tanto ci sono abituata.:)

    @utente anonimo: felice anno a te anonimo/anonimessa. E’ vero, però bisogna stare attenti all’altruismo edificante. Rifuggo dall’egoista, ma ci sono egoisti rivestiti di buccia altruista che son ben peggio. Perché in fondo a spacciarsi per altruisti sono anche quelli che fanno il bene per aver potere, gloria et onore, amen. I peggiori.

    @erika: in fondo è quello che già faccio. auguroni a te:))

    @alog: grazie log. uau:)
    buon anno a te.

    @doc: vero. e questa alternanza mi appartiene!
    Però quello che io chiamo eremitaggio non è chiusura e alienazione. Insomma non è detto che la goccia d’acqua fuori dal mare dei suoi simili sia destinata ad asciugarsi.

  7. smirki175 Says:

    @->DipòK: ehehehhehe…sarà una scarsa consolazione, ma sappi che anche io sono della banda…cocopreggio pure io spesso, talvolta interinalo, e spesso ho dovuto precaruscire di scena 🙂

  8. cf05103025 Says:

    Chissà perché mai ti ho immaginata come egoista.
    Ma, forse, un poco eremita sì, ma eremita vagabonda, cioè una anacoreta: però tutto solo un poco, per un breve periodo.
    Ma stilita no, troppo ferma.
    Preferisco vederti stilista: basta aggiungere una erre.
    Disegna polacchine, ti prego….!

    MarioB-)

  9. anonimo Says:

    Anch’io faccio l’eremita, ma preferisco farlo in compagnia 🙂
    (marino bunuel)

  10. anonimo Says:

    l’anonimo ero io, scusa se non mi son firmato (poi volevo dire “agognato isolamento”). ancora auguri per l’anno nuovo.

    ciap
    sergio garufi

  11. anonimo Says:

    monaca zen?
    mmmmmh, ti piacerebbe, ma dovresti andare in giappone…
    meglio eremita a marghera a mangiare moeche! :)))
    buon anno, superprof!
    mp

  12. Aluya Says:

    Ma quale eremita! Comprati un bel paio di guantoni da boxe e usali! Ti auguro un anno “tosto” e… non restare a darle a nessuno! Auguri. A.

  13. anonimo Says:

    Mannò, eremita no.
    Un po’ defilata magari sì, che questo a volte fa anche bene alla salute:)
    Un augurio di serena presenza, qui e altrove, o dove vorrai essere.
    Silvia Sgnapis

  14. dipocheparole Says:

    @smirki: belli il coproreggio, l’internalo e il precaruscire.:) (l’interinalo un po’ inquietante devo dire..)

    @Mario: non ero io che mi fregiavo di egoismo in effetti. Ambo, ambisco allo stilismo per via dell’egoismo altrui. Ma magari son proprio io l’egotica. boh.

    @marino::)))

    @sergio: uelcam!! ehehehe “l’agognato isolato” in effetti ha un che della beffa per chi vuole l’isolamento e si ritrova invece intorno tutto l’isolato condominiale, negozi compresi.:)))

    @mp: preferirei in giappone in effetti!
    buon anno a te medit:)

    @aluya: già faccio a botte tutti i dì, aluyamia! auguroni a te.:)

    @sgnapis: auguroni anche a te:))

    che strano, questo post mi faceva schifo e invece dite che è bello. boh.

  15. anonimo Says:

    Nooo, eremita no, dài :))

    Riguardo l’egoismo, mi chiedo se, una volta constatato che vviamo in un “wild word”, non valghi la pena i (uh che orrore questo congiuntivo!) di riflettere su come noi ci poniamo nei confronti degli altri…
    Senza contare che molto spesso ho avuto modo di constatatere che molto più spesso di quanto pensiamo, non si tratta di essere egoisti è che… alcune persone proprio non ci pensano a quanto per noi è evidente, per non dire banale.
    E poi il “bussate e vi sarà aperto” ha comunque un suo perché ed un sua efficacia (anche se non sempre, chiaro…)

    Ciao!

    Lucia

  16. dipocheparole Says:

    @lucia: ciao bella, ho visto solo oggi il tuo commento. E’ vero quello che dici sul “bussate vi sarà aperto” o “chiedete e vi sarà dato”. E’ proprio quello di cui manco e facilmente, se non chiedi, ai più gnocchi non viene in mente di dare.
    Come va lassù in Gallia?:)))

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