LA NOTTE DI NATALE

(astenersi cuori sensibili)
 
La notte di Natale fuori sembrava la stessa notte di sempre. Fatta di asfalto, di nebbia fredda, di rumori di automobili. La notte di Natale è nato un bel bambino, bianco, rosso e ricciolino, Maria lavava, Giuseppe stendeva, Gesù piangeva pel freddo che aveva. Sta zitto mio figlio che adesso ti piglio, latte ti do, ma pane non ho, latte ti do, ma pane non ho. La vigilia di Natale finiva la scuola e tornavo a casa con i due angeli di cartoncino fatti nelle ultime settimane. Tutti avevamo fatto due angeli, credo. Non che mi piacessero molto, sapevo fare di meglio, pensavo, ma tutti facevano gli angeli. Due angeli alti, alti un braccio, impalati, di carta lucida, rigida, rossa, girata a cono, con incollate dietro due ali di cartoncino argento, una testa rotonda con occhi e bocca color pennarello dorato e un’aureola sospesa di filo rosso, rigido. Una fatica portarli a casa tutti e due, uno più grande e uno più piccolo, tenendoli in mano, senza schiacciarli tra le corse e la ressa uscendo da scuola l’ultimo giorno. E poi lungo il marciapiede stretto, con la cartella sulle spalle, tra gli altri bambini, le mamme degli altri bambini, fino a casa. Allungare il braccio, tenendoli su con una mano, sostenendoli piano, delicatamente, contro la porta, suonare il campanello. E poi in ascensore. E poi la porta accostata. In casa c’erano tutti ma non c’era nessuno.
Gli angeli li appoggiai per terra dietro la sedia accanto al muro, la cartella la feci scivolare dalle spalle sulla poltrona piegando un po’la schiena indietro e il cappotto lo buttai sul bracciolo. Stupidi, brutti, orrendi, schifosi angeli.
 

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9 Risposte to “LA NOTTE DI NATALE”

  1. cf05103025 Says:

    Schifosi angeli, sì!
    A volte gli angerli sono schifosi e si predondono gioco degli uomini: stamattina, adesso che sono uscito nel nevischio, ne ho visto uno mimetico co questo tempaccio, però con la coccarda della Padania: allora abbiamo ingaggiato una lotta bestiale e lui dopo un brave scontro è scomparso, dandomi un caclio nella caviglia e urlandomi:
    Tanto tu non ce l’hai belle come quelle di Dipòk!

    Mario:)auguri

  2. anonimo Says:

    mah… che dire? passerà… 🙂
    (marino natalino)

  3. agomast Says:

    Puttana la maestra.

  4. anonimo Says:

    penso che auster dovrebbe ispirarsi da te.
    Natale passato, angeli riciclati, sguardo dritto al futuro 🙂

  5. anonimo Says:

    mp

  6. dipocheparole Says:

    @Mario: sempre carino:). L’angelo mimetico è bellissimo.

    @marinonatalino: sì, intanto siamo già a santostefano.

    @ago: sempre:)

    @mp: tu sempre ottimista. Pensavo che qui si leggesse solo sguardo dritto al passato e tu ci vedi pure il futuro!:)

  7. Wynck Says:

    Posso dedicarmi una canzone che è la più pertinente a me e alla mia vita?
    Grazie…

    Eccola

    http://it.youtube.com/watch?v=AlVCe4ps0cE

    Buon onomastico Elena di Troy

    🙂

    Wynck detto L’Unno

  8. dipocheparole Says:

    @Wynck: nel senso che non ci credi più?
    (S.Elena: 18 agosto) 🙂

  9. anonimo Says:

    Il più bel racconto di Natale! Brava.
    Credo che ognuno di noi veda una faccia in quella sagoma da Angelo, si fa per dire Angelo.
    Erika

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