UN’ALTRA SCUOLA 3 – Gli insegnanti

Sono bravi ragazzini, aveva detto con voce sommessa e convalescente, la loro prof al telefono.
Sono abbastanza bravi, aveva detto la dirigente scolastica, non ci sono casi di bullismo. Certo, i piccolini delle prime bisogna un po’tenerli perché devono imparare come comportarsi, e quelli delle terze, sa, cominciano a voler essere più indipendenti, e bisogna essere un po’più severi.
Nella sala insegnanti i professori arrivano solo durante la ricreazione, quando non sono di sorveglianza. Tra un’ora e l’altra non c’è pausa perché i ragazzi non devono essere lasciati soli e il professore dell’ora appena terminata deve aspettare sulla porta della classe quello dell’ora successiva. Alla ricreazione le classi devono essere accompagnate giù e poi riportate su, e sulle scale bisogna stare un po’attenti che non si spingano e non corrano. In sala insegnanti i professori entrano seri, un po’rigidi, appoggiano la borsa o i libri sul tavolo e si siedono. Qualcuno corregge dei compiti, qualcuno sorseggia un caffè preso dalla macchinetta nel corridoio. Il bidello ha messo un cartello sulla macchinetta: attenzione ai bicchieri che si rovesciano, e bisogna stare attenti a come scende il bicchierino di carta. L’insegnante di storia e educazione civica tiene alta la testa mechata di biondo, un mezzo sorriso amaro e le sopracciglia all’insù. Con me ha preso subito l’aria di chi ne ha viste tante. Forse suppone che io non ne abbia viste abbastanza e quando ci incrociamo, tra un’ora e l’altra, sulla porta di qualche classe, attraversandomi con lo sguardo, prende la porta che tengo aperta e ci si infila. L’insegnante di italiano, una signora dall’aria mite, di solito entra silenziosa, rivolge un leggero sorriso ai muri dell’aula insegnanti, e si siede a quello che credo sia il suo posto al lungo tavolo. Quando le chiedo se insegna da tanto in questa scuola, il sorriso si accentua leggermente. Poi, benevola, dice che a un certo punto non si aspetta altro che di andare in pensione, perché a un certo punto si è davvero stanchi. Il professore di tecnica, dal capotavola, annuisce serio. La prof di ginnastica, in tuta azzurra, racconta di come giovedì scorso, sotto la pioggia, alla fine delle lezioni, abbia dovuto chiamare il carro attrezzi per via di una ruota trovata completamente a terra. Un chiodo conficcato nella gomma, di lato, non da sotto, ha spiegato alla dirigente scolastica che le diceva che non era possibile che fossero stati i ragazzi. E aggiunge: ho dovuto dirle che il gommista mi ha spiegato che anche se fossi andata per caso su due ruote in curva in derapata e avessi preso così il chiodo, il peso della macchina l’avrebbe fatto conficcare nella gomma, e non l’avrei trovato piantato a metà. Ma lei non ci ha creduto. L’avrà preso per strada, ha detto. E comunque la scuola non è coperta da assicurazione per atti vandalici di questo tipo. Devi stroncarli, mi dice l’insegnante di matematica, quando le chiedo se sia normale che i ragazzi parlino in continuazione. Dagli qualche nota sul registro. Con la nota sul registro sanno che possono prendere cinque in condotta e con il cinque in condotta si arriva alla bocciatura.
Alla fine della ricreazione i professori si alzano, prendono i libri e il registro tra le braccia, tirano indietro le spalle, alzano la testa e si avviano lungo i corridoi.
 
Annunci

5 Risposte to “UN’ALTRA SCUOLA 3 – Gli insegnanti”

  1. anonimo Says:

    non penso, in tutta coscienza, che ci possa mai essere una retribuzione adeguata per un insegnante delle medie…
    hai tutta la mia comprensione, con l’augurio di non diventare mai come la prof. di italiano, ma di conservare la prospettiva di uno sviluppo della propria vita, condizione base per poter insegnare sul serio qualcosa!
    kussen 🙂
    medita partenze

  2. dipocheparole Says:

    grazie mp.
    vero: conservare la prospettiva di uno sviluppo della propria vita.
    Vale per tutto. Da non dimenticare tra i modus operandi nella ricerca dei motivi per alzarsi al mattino.:)

  3. anonimo Says:

    non è sempre così male, credimi. A volte ci sono ragazzi in gamba, e insegnanti per nulla arresi. certo che hai una preside cogliona, e sapessi quante ce ne sono…
    elena g.

  4. Aluya Says:

    Sembra il reciproco del libro Cuore. Coraggio.
    A.

  5. dipocheparole Says:

    @Aluya: e non ho neanche la penna rossa.:)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: