IL MIO PRIMO BLOG

Il giorno della mia cresima, un tot dei miei mille parenti mi fece dei regali.
La zia Emma mi regalò un anellino d’oro con dei turchesi, la zia Velia una spilla antica: un fiocchetto d’oro con un piccola foglia pendente ricoperta di smalto verde e dipinta di piccoli fiori rossi, la zia Germana un braccialetto d’oro con due pendaglini: un angioletto e un piccolo dado, lo zio Pietro un altro braccialetto d’oro lavorato a fili intrecciati, la zia Mariateresa un portafotografie di velluto blu, e poi la zia Paola l’immagine di una madonnina del Beato Angelico in una piccola cornice d’argento, la zia Franca un angioletto di ceramica su una base di velluto azzurro, un altro anellino dalla zia Angioletta, un altro braccialetto d’oro, perline e smalto blu da una delle cugine di Roma, una bellissima penna stilografica dalla nonna Stella e infine un diario di velluto color oro con lucchetto e chiavetta dalla zia Antonia. Forse i miei genitori mi regalarono la Kodak Instamatic, non ricordo bene se fu quella l’occasione.
Di sicuro mi ricordo che stavo lì, in soggiorno, in piedi vicino al tavolino, imbarazzatissima, dopo avere aperto tutti i pacchettini, e osservavo i miei regali senza sapere bene cosa farne, mentre i parenti, gli zii e le zie arrivati da lontano per l’occasione, in piedi intorno a me, mi guardavano aspettando forse che, come la Madonna di Fatima, indossassi tutti i miei ori e i miei angeli vellutati e mi pavoneggiassi felice correndo a mostrarli in giro. cresima
Invece non feci nulla di tutto questo e rimasi lì, immobile ed ascetica nella mia tunica bianca da cresimanda, a guardare braccialetti e anellini, senza sapere cosa dire e cosa fare, finché la zia Emma, con il suo vocione sorprendente, da sotto il suo cappellino a cupola ricoperto di margheritone bianche, non disse qualcosa come: “tè, ma quela sciatìna chì come che l’è poco vanitosa neh?”, – e poi, abbassandosi appena, dato che era alta più o meno come me: “Ma non ti metti l’anellino della zia Emma? E il braccialetto della zia Germana?” Io bofonchiai qualcosa come: “me li metto dopo”, afferrai il diario di velluto oro, e scappai via.
Le prime pagine del mio diario erano dolorosamente piene di OLOAP OMA OI, OLOAP OMA OI, OLOAP OMA OI. Avevo imparato che Leonardo Da Vinci scriveva da destra a sinistra per confondere chi spiava i suoi appunti, e anch’io, nonostante il lucchetto, scrivevo a rovescio, con grande fatica, le mie soffertissime dichiarazioni d’amore (mai corrisposto) a Paolo Bottin, mio compagno di scuola, segretamente, a sua volta, innamorato della mia amica del cuore Annamaria. Per tutta la durata della quarta elementare riempii pagine e pagine di cuori trafitti e di cronache dolorose del mio amore disperato per Paolo, finché in quinta elementare non mi innamorai perdutamente, in sequenza, di Franco, Daniele, Alberto e Giovanni. Tutti amici di mio fratello, tutti ragazzi sui sedici, diciassette anni, che mai degnarono di uno sguardo la sorellina timida del loro amico. Il diario, fortunatamente arrivò al termine delle sue pagine alla fine della quinta elementare e venne riposto, con il suo carico di amori disperati, nel cassetto in basso dell’armadio.
Fu il primo di una lunga serie di diari, e pure di amori disperati, e mi piace l’idea di considerarlo come il mio primo blog.

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9 Risposte to “IL MIO PRIMO BLOG”

  1. anonimo Says:

    hai ragione Dipòk, lo spirito col quale si scrive un blog è molto simile a quello in cui ci si cala tenendo un diario…io poi uso questo pensiero come terapia contro lo sconforto che mi prende quando vedo che il mio blog non è molto letto…mi dico: “che mme frega, io scrivo per me, mica per gli altri” 🙂
    smirki175

  2. DottorOsterman Says:

    Bello questo tuo ricordo… e per inciso (come al solito) ne stimola anche alcuni dei miei… la kodak instamatic poi è esemplare. Quasi simbolica, direi.
    😉

    Comunque sono d’accordo.
    Il blog è la nuova versione del vecchio diario di una volta.
    E come il vecchio diario c’era chi lo teneva nascosto, magari chiuso con un lucchetto, e chi (come il sottoscritto) invece lo faceva leggere a chiunque.
    Proprio perché in questo modo, ascoltando le reazioni altrui a quello che c’era dentro, capiva chi poteva essere suo amico.
    ;D

  3. anonimo Says:

    bella la foto del secolo scorso con la zia emma e la piccolina fiduciosa ma perplessa 🙂
    certe cose si hanno dentro fin da piccoli e assumono la forma degli strumenti che si hanno: diecimila (?) anni fa si andava in giro cantando le proprie storie, oggi si scrivono sui blog: dov’è la differenza??
    ciaociao :-)))
    mp

  4. anonimo Says:

    sì graziosa e minuta*
    taciturna, cheta
    e già d’amor preda…

    *mezzo metro sopra le sue coetanee (zia Emma è in piedi sull’inginocchiatoio e il vescovo si trova sull’altare)

    Robilant

  5. lemmaelabel Says:

    Senti, ma…, le pagine di ‘sto primo diario dorato si sono oramai un po’ ondulate e ammassate nella copertina rigida chiusa a lucchetto?
    Ché spero tu l’abbia scritto con l’umido inchiostro della penna stilografica della Stella nonna, vero?

  6. dipocheparole Says:

    @smirki: devi fare più P.R.!:)
    @doc: la grande Kodak Instamatic! attendo tuo pezzo.:)
    @mp: infatti. nessuna differenza!
    @robilant: mezzo metro sopra le coetanee non perché sono la donna più alta del mondo, ma perché io avevo 9 anni e le altre picciridde, secondo i costumi locali, invece ne avevano 7! Mia madre, sempre aggiornata, e tanto per farmi sentire a mio agio, non si era resa conto che qui in veneto si usava fare la comunione due anni prima che in lombardia..
    Il vescovo comunque non era sull’altare! è che la zia Emma è alta poco più del vaso di margherite!:))
    @lemmola: esatto! è finito proprio così. Non è che ne hai uno uguaglio?
    La penna d’oro della nonna Stella sparì misteriosamente poco dopo e mai più se ne seppe nulla ahimé.

  7. smirki175 Says:

    @Dipòk: non posso fare P.R….ho un’immagine da asociale da difendere, per chi mi hai preso? 🙂

  8. anonimo Says:

    scusami, sono insopportabile 😦

    ma almeno t’è piaciuta la terzina?

    Rob

  9. dipocheparole Says:

    @robily: ma scusarti di che?!
    è bellissima! :-)))

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