PERSONAL MARKETING

Cosa volete che vi scriva?

 

 

Annunci

26 Risposte to “PERSONAL MARKETING”

  1. cf05103025 Says:

    Dei pesci che si vedono lì
    e di come si mangiano
    e come li dicono lì…
    MarioB.

  2. anonimo Says:

    scrivi di un qualsiasi piccolo episodio quotidiano che ti è successo…con la tua levità e grazia narrativa nippo-veneta, ogni racconto diventa un gioiellino 🙂

  3. anonimo Says:

    Io sono curiosa di sapere quali sono stati i libri che ti hanno colpito di più, quelli che mi consiglieresti. Insomma, da dove tiri fuori tutta questa bravura e perfezione letteraria, questa fantasia originale.
    Baci.

  4. cf05103025 Says:

    anche come li dicono là,
    in Nuova Zelanda

  5. anonimo Says:

    non ti posso certo criticare, dato che il mio bioritmo, come sai, è particolare, ma mi domando come ti possano venire in mente certe richieste alle 3.06 di notte/mattina…
    ehehehe :-))
    (scrivi ciò che vuoi, va bene tutto)
    😉

  6. dipocheparole Says:

    ok. prendo nota: pesci, quotidianica e libri e quello che voglio.
    mp però, se lo chiedo ci sarà un motivo!! (che non so che altro scrivere!!):)

  7. DottorOsterman Says:

    E’ meglio scrivere per dire qualcosa, o perché si ha qualcosa da dire?

    Potrebbe essere un ottimo spunto di riflessione.
    😉

  8. harveyz Says:

    esiste una letteratura nippo-veneta?
    oibò.

  9. anonimo Says:

    nella mia modesta e limitata esperienza di blogger da 2 soldi, mi sono accorto di una cosa: quando ci si sente un po’ in crisi d’ispirazione, più ci si arrovella e si spreme la mente per far gocciolare fuori la stilla di un’idea, e meno escono argomenti…è meglio aspettare, lasciare fluire il pensiero libero e naturale, e in poco tempo, lungo questo flusso gratuito e senza pretese, si noterà quell’ideuzza carina che farà a caso nostro…almeno, questa è la mia modesta esperienza 🙂

  10. minoredik Says:

    TEMA:
    essere particolarmente attivi nello spazio virtuale implica necessariamente non esserlo nella vita reale?.

    è una cosa che mi son sempre chiesta.

  11. anonimo Says:

    un’altra puntata della storia della vecchietta dei gerani e dei gatti…

    mp

  12. lemmaelabel Says:

    E tu? Tu che cosa TI vorresti scrivere?

    Ecco. Quello!

  13. anonimo Says:

    Non è obbligatorio scrivere… e comunque meglio scrivere quando si ha qualcosa da raccontare sennò diventa piccola quotidianità, tran tran, noia o ossessione. Potrei dire che va bene qualunque cosa ma non sarebbe quello che penso. Conoscendoti, apprezzo anche i silenzi.
    (Marino profondo)

  14. dipocheparole Says:

    E comunque ora arriva un nuovo post con due delle richieste.

  15. dipocheparole Says:

    Allora, altre risposte varie:

    Narrativa nippo-veneta per Smirki e la coniglia:
    casomai nippo-lombarda. Ribadisco e confermo le mie origini longobarde. Per tutto il resto senso di appartenenza pari a zero.

    Poi, sul tema magistralmente (!!)riassunto dal nostro Doc con: “E’ meglio scrivere per dire qualcosa, o perché si ha qualcosa da dire?” che noto essere concetto ribadito, dico questo. A volte vorrei scrivere qualcosa qui non solo per tenere in piedi il blog, ma perché, come sostiene e scrive una mia nuova amica, qui presente, ;-): “a forza di scrivere si scopre attraverso le parole e il ritmo e il tono…che utilizziamo che cosa si vuole dire, non solo raccontare o rappresentare un fatto.” E devo dire che sono d’accordo.

    Sull’altro “TEMA:
    essere particolarmente attivi nello spazio virtuale implica necessariamente non esserlo nella vita reale?” proposto da Minoredik che saluto e benveneggio (dico welcome:), bisogna che ci faccia un post.
    Era un tema rimasto nell’aria già un’altra volta con Robilant.
    A proposito: ROBILANT DOVE SEI?!

    Poi Mp chiede un altra puntata di vecchietta dei gerani e sarà fatto. Se poi mi dimentico ricordatemi i post che devo scrivere.

    Lemmola chiede IO cosa mi vorrei scrivere e c’ha raggione ancora e pure lei. Ma IO c’ho bisogno pure del pubblico. Delle volte..

    Infine Marino avrà voluto fare un complimento dicendomi che, conoscendomi, preferisce che stia zitta?:)) (scherzo e ringrazio.)

  16. cf25302015 Says:

    osservazioni e fatti dal comitato liberazione figlie femmine?
    :))
    bri

  17. dipocheparole Says:

    @bri: eheheheh c’hai ragione. Prendo nota.:)

  18. lemmaelabel Says:

    bella ‘sta cose di “osservazioni e fatti dal comitato liberazione figlie femmine”
    sì sì sì

  19. anonimo Says:

    Mi cercavi? Son qui se può servire. Ho avuto delle amnesie. Mi capita un paio di volte l’anno. Ora sto cercando di recuperare i files. Giro per casa a leggere tutto ciò che è leggibile. Ho trovato anche un biglietto che dice «ciao, sono il tuo nuovo impermeabile»: le parole di un regalo di compleanno, sopravvissute al regalo. Il vero guaio sono le multe. Mi precipitano in un’angoscia due volte peggiore (in genere già al di fuori dell’amnesia la reazione più comune è “ma dove cazzo l’ho presa?”). Comunque i ricordi mi ritornano. O almeno finora l’hanno sempre fatto. Nel frattempo puoi essere chi vuoi se hai delle VERE amnesie. L’impostore di te stesso. Vuoi sapere cosa scrivere? Procurati un’amnesia. Gli scrittori sono dei magnifici impostori e non c’è nulla di meglio di un’amnesia per scrivere.

    robilant

  20. dipocheparole Says:

    @lemma: per capire sta cosa del comitato liberazione figlie femmine devi andare a leggere qui:
    http://cuordicuore.splinder.com/post/18994062

  21. dipocheparole Says:

    @Robilant: delle amnesie? ma che dici che mi preoccupi! O è una metafora? e io che le metafore non le capisco, quasi come le storie zen, che tutti fanno il sorrisino alla fine e io no.
    E se non è una metafora allora è un po’ quello che fanno Dipòk e William Wilson, no?

  22. dipocheparole Says:

    e comunque sì, Robily, ti cercavo. Ti voglio qui, attento e baldo commentatore!

  23. anonimo Says:

    Metafora un par de ciufoli. A me accade per davvero. E’ un’amnesia selettiva temporanea di tipo psicotico, non neurologico. Semplificando molto: quella di Dipòk del racconto è di tipo metafisico (cambio di personalità) o di tipo neurologico (Paul Auster ti ha dato una botta in testa); sono amnesie orizzontali, fanno cioè tabula rasa della tua memoria. Le mie (le mie?) sono verticali, dimentico un’intera catena di avvenimenti, pur ricordando tutto il resto. Una volta, per esempio, ho dimenticato che mi ero sposato.

    Robilant

  24. dipocheparole Says:

    Robilant, dai non ci credo. O meglio, vorrei non crederci perché mi dispiace, ma ci credo perché da come lo racconti mi suona vero. Sicuramente vivere una cosa così è tragico, ma sentirne parlare è affascinante e vorrei saperne di più.
    Allora, la metto così: faccio finta di pensare che non sia vero perché così posso fantasticarci sopra e farti diventare un personaggio. Posso? 🙂

  25. anonimo Says:

    Ma no, non è tragico. A volte solo un po’ pericoloso. E poi quella sul matrimonio era una battuta. Per il personaggio ti regalo volentieri il copyright 🙂

    Robilant

  26. dipocheparole Says:

    @Robily: avevo il sospetto infatti che quella del matrimonio fosse una battuta.. Ok nasce Robilant.:)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: