SEMAFORO

Il passaggio pedonale di fronte alla stazione, che attraverso quasi tutti i giorni tornando a casa, è un ottimo punto di osservazione della realtà.
Tale passaggio è regolato da un semaforo di quelli cosidetti intelligenti. Forse si sentiva molto intelligente il tipo che li ha inventati, o quello che li ha chiamati così, perché è ancora tutto da capire cosa ci sia di intelligente in un cretino di semaforo che diventa verde dopo almeno cinque, sei minuti dal momento in cui hai premuto il bottone della chiamata.
Ne consegue che, a questo semaforo cretino nonché eterno, gli studiosi del settore, sapientemente appostati nelle vicinanze, potrebbero svolgere approfonditi studi sul comportamento delle masse e dei singoli umani, diversificati a seconda della nazionalità, dell’età, del sesso.
Tale semaforo è appunto posto a regolare il passaggio pedonale che incrocia una strada a due corsie ad alta percorrenza di mezzi privati e pubblici. Aggiungasi che tale strada è generalmente percorsa da veicoli procedenti ad una velocità di almeno cinquanta, sessanta chilometri orari, il che, considerata la posizione tutto sommato centrale, può essere considerata una velocità assai sostenuta.
Un’ulteriore considerazione atta a comprendere il comportamento delle folle, sarà conoscere il motivo per cui la gente desidera attraversare questa strada, e questo motivo è dato dal fatto che, dall’altra parte della stessa, c’è una stazione ferroviaria, con dei treni in imprecisa e precipitosa partenza, e numerose fermate di autobus, anch’essi in veloce e non paziente transito.
Va riconosciuta agli automobilisti di questa trista cittadina, l’onesta, civica, benché obsoleta, tendenza all’ osservanza del codice stradale, per cui quando il cretino di semaforo diventa finalmente rosso, le macchine comunque si fermano.
A questo punto però, apprese tutte le necessarie informazioni, prendete una manciata di esseri umani e osservateli.
Per comodità del lettore ho diviso gli esseri umani per gruppi di appartenenza geografica e sottogruppi condividenti una qualche caratteristica comune.
 
I magrebini arriveranno al semaforo vociando. Se il gruppo geografico sarà composto di soli uomini, non si accorgeranno né del semaforo né del passaggio pedonale, e attraverseranno la strada in ordine sparso, schivando le macchine, parlando tra di loro o telefonando. Se il gruppo sarà misto, uomini e donne, la donna, che probabilmente spingerà un passeggino, si fermerà al semaforo. L’uomo scalpiterà e premerà il bottone della chiamata intelligente più volte, ma entrambi attenderanno il verde.
Nigeriani, ghanesi, ivoriani, senegalesi: arriveranno al semaforo camminando lentissimamente. Le donne camminando a testa alta, ondeggiando sui fianchi come svogliate principesse africane, gli uomini dondolando come saputi gigolò. Premeranno il bottone e si metteranno ad aspettare con noncuranza, guardandosi in giro o urlando nel cellulare. Tutti passeranno con il verde.
Filippini, indiani, bangladeshiani: arriveranno veloci, preoccupati, tesi. Aspetteranno il verde.
Cinesi: arrivano, si fermano, aspettano il verde. Non si capisce nulla: dove vanno, da dove arrivano, cosa pensano.
Moldavi/e, bosniaci, albanesi, rumeni/e, ucraine, polacche: gli uomini in gruppo attraverseranno alla moda magrebina. Gli uomini da soli, si fermeranno al semaforo, ma passeranno appena possibile, le mani in tasca, la schiena un po’ curva, l’aria cupa e impensierita. Le donne si fermeranno rispettose, e serie, tendenzialmente un po’tristi, attenderanno il verde.
Anziani turisti tedeschi, inglesi, danesi, olandesi: si fermeranno diligentemente in attesa. Poi si ricorderanno di essere in Italia, e avendo deciso di provare ogni esperienza, dal cappuzzino con maccherrone, al giro in gondola con canzone napolitana, alla pizza a la bolognese, con un sorriso imbarazzato cercheranno di attraversare la strada correndo a passettini divertiti e facendo sobbalzare la grossa pancia o le grosse tette. Non essendo adusi all’attraversamento di frodo, sbaglieranno modi e tempi e causeranno frenate precipitose e strombazzate inviperite.
Italiani: trattandosi del gruppo etnico più numeroso, occorre effettuare un’ulteriore suddivisione in sottogruppi:

Bande giovanili: solo ragazzi: chi non passa è un pirla. Solo ragazze: si fermano, chiacchierano, se l’attesa si fa troppo lunga, passano con il rosso. Gruppi misti: dipende dall’avvenenza delle ragazze e dall’accumulo di testosterone nei ragazzi.
Coppie di anziani: aspettano in eterno finché arriva qualcuno che preme il bottone della chiamata.
Coppiette: avvinghiati, aspettano.
Signore con sporta che vanno a prendere l’autobus n.1 che porta in ospedale: affannate, cercheranno di attraversare alzando un braccio. Qualcuna entra in ospedale dal pronto soccorso.
Bancari in pausa pranzo: premono il tasto della chiamata ma poi, baldanzosi, vociando con le colleghe, attraversano appena possono.
Studenti scesi dagli scuolabus: aspettano il verde ammucchiandosi a centinaia sul marciapiede, poi passano, infiniti e innumerevoli, anche quando ormai è rosso, verde, rosso da dieci minuti.
E infine:
gruppi misti di italiani: tendenzialmente rispettosi del semaforo, rimangono in attesa ma se, appena, appena arriva uno e passa con il rosso, passano tutti.
gruppi misti di italiani e stranieri: tendenzialmente rispettosi del semaforo, ma se arriva un magrebino e passa con il rosso, gli italiani lo guarderanno come se avesse appena strisciato la loro macchina con un cacciavite.
Poi, gli italiani, lacerati tra il:  iu sì e mi no? (n.d.t.: lui sì e io no?) e il:  desso ghe fasso vedar mi come se se comporta a sta zente che se crede de far i paroni a casa nostra, (n.d.t.: ora gli faccio vedere io come ci si comporta a questa gente che crede di essere padrona a casa nostra!), avranno quell’attimo di titubanza e non passeranno. Per fortuna scatterà il verde.

 

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10 Risposte to “SEMAFORO”

  1. anonimo Says:

    Divertente :-)…le piccole cose quotidiane sono sempre la fonte d’ispirazione più generosa…basta saper osservare e filtrare adeguatamente e ci si diverte un mondo…pensa che c’è gente che ha bisogno di giungere all’eccesso di stordirsi e di drogarsi per amplificare la realtà, ed invece è così semplice lasciare che questa ci stupisca con la sua immediatezza, con la sua banalità straordinaria… 🙂
    smirki175

  2. DottorOsterman Says:

    Hai dimenticato una categoria che è forse la più “trasversale” di tutte.
    Quelli del giallo.

    Ovvero, quando sei in macchina e il semaforo è rosso ma sta per scattare il verde, ci sarà sempre qualcuno (di qualsiasi razza, sesso, etnia e ceto sociale) che sembrerà quasi aspettare l’ultimissimo momento per attraversarti la strada, in modo tale che quando il verde scatterà lui (o lei) ti starà ancora passeggiando davanti.
    E di solito lo farà lentamente, ma senza neanche guardarti, come un implicito gesto di sfida.

    Non so quali siano i motivi che spingano ad un tale comportamento (forse sarà il gusto della sfida natura-macchina, un pò lo stesso meccanismo che spinge i piccioni a fare le “prove di coraggio” attraversando a volo radente sulla tangenziale), ma per quanto mi riguarda, quando attraverso un semaforo a piedi con il giallo, cerco perlomeno di darmi una mossa.
    😉

  3. anonimo Says:

    Bello. 🙂

  4. anonimo Says:

    leggendo il tuo “reportage” ho pensato a me, che mi comporto coi semafori a seconda dell’umore…
    Non avevi pensato a gruppi trasversali a a geometria psicologica variabile eh?
    ;-)))

    mp

  5. harveyz Says:

    e i conigli?
    mioddio, hai dimenticato i conigli, dipoche.

  6. cf05103025 Says:

    Bello assai!

  7. dipocheparole Says:

    grz a tutti.:)

    Aggiungo, su sollecitazione degli utenti, due ulteriori sottogruppi mancanti:

    borderline, psicolabili e lunatici: è impossibile dare una tendenza uniforme, per forza di cose, di tali sottogruppi. Troppe le variabili considerabili: dall’assunzione di farmaci all’influenza delle macchie solari e/o delle fasi lunari.

    conigli e altri roditori: arriveranno zalpellando e seduti tranquilli sulle zampette posteriori attenderanno che qualcuno prema il bottone per la chiamata. Nel caso di coppie di conigli maschi e femmine, è auspicabile che i tempi di attesa del semaforo siano abbreviati.

  8. EligRapHix Says:

    Odio i semafori….

  9. anonimo Says:

    E adesso perchè io mi riconosco tanto nei cinesi…?
    Giov Tuan Chin

  10. dipocheparole Says:

    @helig: essù, ormai usano le rotonde!
    @giov: sei un tipo così imperscrutabbile.

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