TROTE

L’altro giorno ho comprato due trote. Intere. E’ un po’ di tempo che mi sono messa a mangiare pesce che non sia scatolette di tonno Maruzzella, e ho cominciato a cimentarmi con i filetti di sogliola, i filetti di pesce persico, i filetti di merluzzo.
Faccio così: arrivo davanti al banco del pesce in qualche supermercato, che al mercato del pesce, quello vero, non ho ancora avuto il coraggio di andare, troppi omaccioni pescatori rudi che sanno il fatto loro e donnaccione pescivendole con i capelli scarmigliati, i guanti arancioni, la voce potente e lo sguardo ma che? vuoi solo un filetto da un etto e mezzo? così, ho pensato che era meglio cominciare dal banco del pesce del supermercato, più finto, più plastificato, con commessi qualunque, di quelli che poi trovi al banco della verdura a spalare zucchine, e che di pesce ne sanno poco più di me.
Tutta colpa di mia madre, che non cuoceva mai il pesce, e giù di gran risotti e minestre, e minestroni e cotolette e spezzatini, e al massimo ogni tanto un merluzzone che stava tutta la notte nell’acqua, o era baccalà? e comunque come impari a cucinare il pesce e a capire come si chiama se nessuno te lo insegna? così, ho deciso alla mia tarda età, di imparare i nomi dei pesci.
Vado davanti al banco del pesce e, con fare di nulla, osservo i clienti. Ho scoperto che ci sono persone che comprano delle bestie intere da tre chili, e chiedono: me lo squama? E il pescivendolo afferra un coltello lungo mezzo metro e parte a far saltare lamelle luccicanti. Ho scoperto che si comprano perfino i filetti di acciuga, ma non ho ancora osato chiederli. Temo che mi dicano: i filetti di acciugaaaaaaa? ma sta scherzando? Si rivolga all’orefice, a Benvenuto Cellini, qui mica facciamo la filigrana di pesce, ma dove crede di essere?
Quindi sono ancora alla navigazione di piccolo cabottaggio e mi limito a comprare quello che c’è.
L’altro giorno però, mi sono fatta coraggio. Ho visto questi bei bestioni luccicanti sul banco e, con un atto di forza, ho comprato due trote, intere. Per tutto il giorno poi, ho rinviato l’esecuzione. Mi ero fornita di un libro di cucina che spiegava come trasformare due pesci in roba da mangiare, ma dovevo trovare il tempo e la disposizione per mettermici. Alla fine, la mattina dopo, ho deciso, ho tirato fuori dal frigo il cartoccio e ho rovesciato il contenuto nel lavello.
Così, per la prima volta, ho avuto due bestie nel lavello. Due animali. Due bei pesci iridescenti, d’argento, brillanti di squame perfette, di pinne aerodinamiche, di code affusolate, di occhi fissi e un po’ perplessi. Morti, certo, e forse, fossero stati vivi, sarebbe stato meno brutto. In fondo aggiungendo acqua nel lavello non sarebbe stato così assurdo guardarli, ma probabilmente avrei ceduto, e alla fine, invece che in padella, mi sarei ritrovata due trote vive in una boccia da pesce rosso in soggiorno.
Invece mi sono infilata i guanti da chirurgo, ho cercato il coltello più affilato che avevo e, facendomi coraggio, ho iniziato l’intervento. E’ stata durissima.
Non come quella volta con il coniglio intero, che mi veniva da piangere, guardando le coscine rosa, la testina scuoiata, le zampine davanti mozzate, ma credo che tornerò ai filetti. O passerò ai crostacei, via.

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28 Risposte to “TROTE”

  1. smirki175 Says:

    Che bello come scrivi…sarà l’influenza della lettura del tuo haiku, ma possiedi una levità tutta nipponica, una sorta di bananayoshimotismo delicato e del tutto originale 🙂 forte…brava!

  2. DottorOsterman Says:

    Mi hai fatto venire voglia di scrivere un post…
    Non so come mai, ma possiedi la strana (e affascinante) capacità di evocare in me dei ricordi.

    E in fondo è anche bello ricordare.
    Grazie.
    😉

  3. dipocheparole Says:

    @grz smirki. Ho provato a commentare nel tuo blog ma non ci sono riuscita. CHe casino sto blogspot!
    @doc: ricordi di trote?:)

  4. anonimo Says:

    accid…mi spiace, mi sarebbe piaciuto leggere un tuo commento…è vero, blogspot è un po’ rognoso a volte…spero che se ti verrà ancora da commentarmi, funzioni meglio…allora niente, grazie lo stesso per l’intenzione di commentare 🙂
    smirki175

  5. DottorOsterman Says:

    Ricordi di pesca… tra cui anche trote.
    😉

  6. cf05103025 Says:

    Te, Dipok, hai pulito tu le trote?
    Le hai aperte, ci hai tagliato le pinne? Si può anche mozzar la testa, de gustibus.
    Io lo so far bene, non mi schifa.
    Le si può anche fa aprire per bene, senza togliere la lisca, che ci dice di gusto, poi le s’infarina un po’ e via nel padellone con olio, anche di semi d’arachide, se si vuole, e aglio e rosmarino, anche salvia, poi le si gira con cautela, un po’ di sopra e di sotto, magai n’ombreta di bianco alla fine, e via in tavola, bele rosolate.
    Se no, se son grandi, e bell’aperte, un buon mangiare è farle sulla pietra.

    L’alici o acciughe si aprono con un dito, o due, è ‘na tecnica ch’o imparato da piccolo, in Liguria.
    Buone!

    Mariobuonappetito

  7. anonimo Says:

    Che mondi che mi apri… quindi ci sono altri pesci oltre alle scatolette di tonno e i bastoncini findus. Ma pensa te.
    giovanni

  8. anonimo Says:

    VELTRONI LEADER DI UN POPOLO NON COESO

    ne parlo nel mio blog

    angelo d’amore

  9. dipocheparole Says:

    @Mario: gli ho tagliato la testa, la coda e le pinne, e le ho aperte. Alla fine ero esausta. Non è schifìo, è molto peggio. Se pensi che faccio fatica anche a tagliare i rami al photos che mi pare di tagliargli le braccia.
    @Giovanni: un giorno ci incontreremo e ti cucinerò un filetto di sogliola limanda.:)

    Angelo d’Amore che parla di VELTRONI LEADER DI UN POPOLO NON COESO , mi pare qualcosa mandato dal destino e non posso cancellarlo. Ma si chiamerà davvero angelo d’amore?

  10. dipocheparole Says:

    Si chiama davvero Angelo d’Amore! sono andata a guardare il suo profilo e lo incollo qui solo per la frase finale:

    Quarantenne. Sposato con due bambini. Laureato in “Scienze Politiche” con formazione scolastica Pontaniana. Parlo Inglese correntemente e conosco sufficientemente lo Spagnolo. Amante dei viaggi, già nell’83, allora sedicenne, a Londra riuscivo ad infilarmi nei locali vietati ai minori… Amo le moto (ho una Ducati) e le auto veloci. Grande tifoso del Napoli e “devoto” di Maradona, grande genio incompreso.

  11. anonimo Says:

    le mie trote in padella sono insuperabili!
    Io non tolgo testa code e pinne, fanno sugo e sapore nella cottura.
    Mario, prova a sostituire l’ombreta finale con un filo di salsa di soia e un “niente” di aceto balsamico, se il genere piace il risultato è garantito
    :-))
    mp

  12. cf05103025 Says:

    grazie Mp, del suggerimento, benissimo!

    OT culinario

    si potrebbe cucinare Veltroni alla brace, per dire, anche alla pietra, per dire, prima però, come entrèe, dei bei berlusconcini fini fini e calderoli al sugo dei tre monti, ecco,
    me l’ha ‘nsegnato ‘n saggio cannibale del Lesotho.
    Però dice che dopo bisogna tirarsi giù un digestivo potentissimo, cioè l’amaro Stalin.

    Mario dgrgrhhhhh

  13. dipocheparole Says:

    Mi piace un sacco questa cosa che vi scambiate le ricette.:) ma io avevo capito che l’ombreta di bianco era da bere non da dare alle trote! Comunque prendo nota. E anche della ricetta del cannibale del Lesotho.
    Io qui davanti sulla libreria ho una bottiglia di Rosso Stalin, lambrusco. Comprata al primo maggio di anni fa a Reggio Emilia. E non ho ancora osato aprirla. L’aprirò quando sorgerà il sol dell’avvenire.

  14. anonimo Says:

    Tutto questo per dire che sei andata al mercato a afare la spesa?!
    😀
    Grazie per il commento. Ho letto i tuoi post su Chicago, e ti invidio. Avercelo io uno sguardo cosi’ entusiasta sullle cose del mondo!

  15. anonimo Says:

    Il commento di giu’ e’ mio.

  16. anonimo Says:

    ciao Marco, mi piace la tua scrittura che va liscia giù come il primo negroni che ti fai al venerdi. Mi piace anche il fatto che sei un devoto (anche se non lo conosci bene) di DFW.
    E poi chi scandalizza le beghine di N.I. è mio amico.
    L’unica cosa che non mi va giù è che hai messo quel c… di pezzo di di Kid rock (o qualcosa del genere) che sta facendo fortuna grazie agli immensi (morti) Lynyrd Skynyrd.

    Robilant

  17. dipocheparole Says:

    @Marco: ehehehehe, :-DDD
    non aspettavi altro che andassi a fare la spesa eh? piacere di averti qui. 🙂
    Comunque la tua frase sul mio presunto sguardo entusiasta mi rende assai perplessa. Di tutto mi aspetto tranne che qualcuno pensi di me che sono un’entusiasta. I miei fidi lettori già lo conoscono, ma tanto per presentarmi meglio ti metto qui questo post di qualche mese fa:
    http://motivixalzarsialmattino.splinder.com/post/17231212/L%E2%80%99ENTUSIASTA

  18. dipocheparole Says:

    @Robily: dato che ho commentato anch’io, e non proprio benevolmente, il pezzo di Marco, non vorrei che tu mi avessi messo tra le beghine di Nazione Indiana…

  19. anonimo Says:

    ma che ti salta in mente, elena-san.
    Rob

  20. cf05103025 Says:

    “Dipòk beguine”,
    ritmo lento,
    trascinante & appassionato,
    della maestra Helène

  21. EligRapHix Says:

    Sei stata coraggiosissima. Io non ho proprio il coraggio di curare il pesce (a volte nemmeno quando è già stato cucinato da qualcun altro!) …. vado avanti a filetti e tranci. Però in compenso ho elaborato un po’ di trucchi per trasformarli in piatti gustosi e velocissimi da preparare.

  22. anonimo Says:

    anche i crostacei però e non solo…io ho smesso di mangiare gamberetti e cozze da quando li ho avuti nel’acquario.

  23. dipocheparole Says:

    @Mario: pure beguine! Sono andata su you tube per capire che è.:)
    @robily: pfiuu, meno male.
    @elig: grz cara. (ma io Hallowen lo odio).
    @alessandra welcome:). Ero già capitata da te tempo fa, non ricordo come.

  24. cf05103025 Says:

    Vai qui, mia cara Dipòk, a sentire Artie Shaw & his orchestra che esegue magificamente:
    Beguin de Beguine….
    http://video.google.com/videoplay?docid=-7303192771833659527

  25. EligRapHix Says:

    Non hai letto il mio post (quello nel mio blog) …. non è che io esattamente lo ami Halloween, ma per chi fa grafica per dilettanti è praticamente un appuntamento fisso … e poi si trova del materiale stupendo su questo argomento.

    Comunque, non amo nemmeno le altre feste, in particolare il Natale. Quello sì che mi sta antipatico. Però poi la grafica a tema e gli auguri li faccio in ogni caso ….

  26. hetschaap Says:

    Ci sono passata anche io dalla ‘fase pesce vero’! Mi hai suscitato dei ricordi gemelli ai tuoi con questo post! Sei troppo brava a scrivere. Non mi stancherò mai di dirtelo. Ciao

  27. anonimo Says:

    Mia madre uguale… e anche io non ho mai imparato a cucinare il pesce. Ma sono anormale: adoro pulirlo, squartarlo, sventrarlo, tagliarlo… forse sono una serial killer mancata. La mia vigilia di Natale più bella: svariati chili di pesce “vero” sul tavolo, io che pulivo e il mio ex che lo cucinava. La zuppa più buona che abbia mai mangiato.
    Se vuoi ci troviamo: io sventro le trote e tu le cuoci.
    Ciao!
    e.

  28. dipocheparole Says:

    @mario: grazie, che atmosfera da film:)
    @helig: ho letto. condivido.
    @heetschaap: grz:)
    @e. : che bel quadretto che faremmo!! ahahahhahaha:-DDDD

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