FACCIO OUTING

Io, di mio, sarei una che di notte non dorme. O forse dovrei dire: io sono una che dormirebbe di mattina, il che è molto diverso. Diciamo che, potendo scegliere, il mio orologio interno, che io da sempre immagino come una specie di vecchio orologio da cartoni animati, con due tre molle bizzarre che fanno sbeeennng! solo a guardarle, una lancetta sola che gira vorticosamente, un quadrante colorato con una specie di smile beffardo e un paio di viti in meno, si muove da solo, secondo una sua scala temporale, indifferente a tutto: ritmi circadiani, orari degli uffici, fusi orari, albe e tramonti.
Io, potendo, dormirei tra le tre, quattro di notte e le undici del mattino, ma poiché di solito in questa valle di lacrime è raro poter scegliere, è stato soprattutto tra le sei e trenta e le nove del mattino di tutti i giorni della mia vita che ho forgiato il mio carattere.
Questa cosa dell’alzarsi presto al mattino è, tra l’altro, da sempre oggetto di intrasigenti e violente prese di posizione: chi non si alza presto è via via peggiorando: pigro, scansafatiche, lazzarone, fannullone o vizioso, per cui da tempo immemorabile tento, non riuscendoci, di tenere nascosta questa mia perversione.
Evito per esempio di rispondere al telefono al mattino, e se qualcuno mi chiede: ma ti sei appena alzata? Rispondo: eh … no, cough cough … sono… arf arf… daffeddata.
Evito come la morte le scampagnate in montagna, al mare, in campagna, in città, all’alba della domenica, adducendo impegni famigliari, matrimoni, battesimi o funerali.
Per tutta la vita ho cercato di evitare di avere lavori che mi portassero a dovermi alzare all’alba delle sette o delle otto del mattino, e, poiché, secondo imprecisate leggi universali se desideriamo tantissimissimissimo qualcosa, prima o poi succede, o meglio forse, la facciamo succedere, ho avuto la, chiamiamola fortuna, di avere sempre lavori che non mi costringessero ad alzarmi presto.
Inutile dire che questo ha sempre provocato battutacce invidiose da parte dei miei detrattori, cosacce del tipo: te che nella vita non hai mai fatto un cazzo. Come se, solo il fatto di alzarsi presto al mattino, volesse già significare darsi un sacco da fare. Eppure le giornate sono di ventiquattro ore per tutti. 
Oltre a questo genere di invidiosi, i peggiori fustigatori di noi accidiosi, sono ovviamente quelli che al mattino saltano giù dal letto ancora prima che suoni la sveglia, quelli che, incomprensibilmente, amano alzarsi presto.
Quelli che al mattino appena svegli hanno già tutti i neuroni in fila, già i denti freschi di dentifricio, tutti i muscoli al loro posto e non sbattono contro il muro mentre cercano di infilare la porta del bagno, quelli che camminano già belli dritti, parlando a voce alta e tonante, alzando il volume della radio, quelli che, baldi e prestanti come caporali, tirano le tende con un gran rumore di ferraglia, alzano le tapparelle con un unico gesto, come facessero l’alzabandiera, e le lasciano impiccate in alto, o peggio, aprono la finestra e respirando a pieni polmoni esclamano: ah senti che bell’aria fresca. E poi, con un malcelato disprezzo, si girano a guardare te, polpetta ranicchiosa, abbarbicata al tuo loculo, gli occhietti strizzati, le zampine rattrappite sotto lenzuola, che, se proprio devi, ma solo perché devi, silenziosamente scivoli giù dal letto con il portamento sarmentoso di un rampicante e strisci verso il bagno allungando e accorciando lenta le tue spire attraverso il pigiama caldiccio.
Ecco, quelli lì, dico i mattinieri, sono i peggiori.

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19 Risposte to “FACCIO OUTING”

  1. anonimo Says:

    “…Quelli che al mattino appena svegli hanno già tutti i neuroni in fila, già i denti freschi di dentifricio, tutti i muscoli al loro posto e non sbattono contro il muro mentre cercano di infilare la porta del bagno, quelli che camminano già belli dritti, parlando a voce alta e tonante, alzando il volume della radio, quelli che, baldi e prestanti come caporali, tirano le tende con un gran rumore di ferraglia, alzano le tapparelle con un unico gesto, come facessero l’alzabandiera, e le lasciano impiccate in alto, o peggio, aprono la finestra e respirando a pieni polmoni esclamano: ah senti che bell’aria fresca…”…disprezzo, tristezza, fasulli, ipocriti, crudeli, insensibili, efficentisti de ‘sta cippa…

    “…E poi, con un malcelato disprezzo, si girano a guardare te, polpetta ranicchiosa, abbarbicata al tuo loculo, gli occhietti strizzati, le zampine rattrappite sotto lenzuola, che, se proprio devi, ma solo perché devi, silenziosamente scivoli giù dal letto con il portamento sarmentoso di un rampicante e strisci verso il bagno allungando e accorciando lenta le tue spire attraverso il pigiama caldiccio…”…poesia, tenerezza, verità, onestà intellettuale, realismo, saggezza, sapienza, senso estetico eccellente, dolcezza, sensibilità, finezza… 🙂

    smirki175

  2. DottorOsterman Says:

    Ho un bel rapporto con il sonno.
    Di solito non mi addormento e basta.
    Direi piuttosto che svengo.
    Ma proprio per questo, a differenza di te, è difficile che vada a letto esageratamente tardi.

    Però anch’io posso testimoniare diverse esperienze spiacevoli con “i mattinieri” in famiglia che mi davano spesso e volentieri del pelandrone.

    Ma ti dirò… chissene.
    😉

  3. anonimo Says:

    difendo la categoria dei mattinieri, di quelli cortesi, però, che non fanno notare alle polpette rannicchiose il loro sarmentìo, si vestono al buio e in silenzio e come cospiratori con il loro portatile porgono attraverso il blog alla websphere le loro idee sul mondo e l’ultramondo :-))

    ciaooooo MP :))

  4. anonimo Says:

    PC: lo so che sei sveglio…
    R: …
    PC: dài, apri gli occhioni…
    R: …le ragazze del carnevale… sono il re del Samba…
    PC: …mmh…eppure…
    R: …ma chii…
    PC: … ti dispiace se mi metto così?
    R: …ma che ore sono?
    PC: le cinque e mezza…
    R: …non voglio spaccarti la faccia…

    da “Un uicchènd co’ PPenelope Cruz”

    Robilant

  5. anonimo Says:

    Piacere, Marino Mattiniero. 🙂

  6. cf05103025 Says:

    io non dormirei mai,
    ma crollo, già…

  7. dipocheparole Says:

    @tutti: eheheheheh, lo sapevo che l’argomento era sentito, in un senso o nell’altro. Chissà perché i ritmi mattutini prendono così tanto.

  8. cf05103025 Says:

    però al matin son vispo 🙂

  9. Wynck Says:

    Lo confesso: io mi alzo ogni mattina alle 6, alle 5 d’estate.
    Lo ammetto, la prima cosa che faccio è sciaquarmi la faccia, poi le palle anche dormendo sempre, o quasi, da solo, quindi vado a fare il caffè e mi siedo.
    Ammetto che attendo il caffè della moka, lo bevo e mi fumo due tre sigarette seduto sul divano o guardando fuori: ogni mattina, piova o sia soleggiato.

    Quindi mi lavo i denti, mi faccio la barba, mi sciacquo ovunque con acqua corrente e mi pettino, mi vesto e mi metto le scarpe: poi, solo poi, mi siedo al pc e scrivo o leggo.

    Quindi comincia la giornata: bar, lavoro e tutto quello che ci volete mettere.

    Gentilissima Principessina Margherita Filostena Geraldina delle Giovenche …detta Elena: ma io sono decadente…

    :-)))

    W

  10. dipocheparole Says:

    @Wynck: di solito è più decadente chi dorme al mattino..;-)

    Insomma pare che prevalgano i mattinieri tra i commentatori. Ok passo alle trote..

  11. anonimo Says:

    gradevolissimo. Mi sono divertita da matti
    🙂

  12. birambai Says:

    ah, come ti capisco.

  13. dipocheparole Says:

    @uè teresina.:)
    @Birambai/bobboti. Ah che sollievo.:-))

  14. anonimo Says:

    E com’erano le trote?
    Al burro, aux amandes, bele frite ‘nfarinade in padela, col limòn, senza limon, co un fiatìn de rosmarìn, co l’agio o la cebolla?
    Co n’ombra de bianchin a la fin?
    Mario

  15. dipocheparole Says:

    @Mario: le trote arrivano fra un po’. Dopo il sondaggio..

  16. anonimo Says:

    Riflessione sul “te che nella vita non hai mai fatto un cazzo”.

    Prendiamo uno che lavori (facciamo un esempio) in una fabbrica di telefonini e che si sente importante perchè ha “tanto da fare” ed ha tanto da fare perchè la produzione impelle e questo perchè la gente cambia un telefonino al giorno. Mi chiedo, è più deprecabile il gran lavoratore (che poggia la sua importanza su falsi bisogni che creano frustrazioni nelle persone e inquinamento nell’ambiente) oppure il “te che non hai mai fatto un cazzo”?

  17. dipocheparole Says:

    @Utente anonimo: vuoi dire che è meglio chi nella vita non ha fatto un cazzo rispetto al gran lavoratore che crea falsi bisogni e inquinamento? eeeeeeeh qui c’è dietro tutto un mondo!
    (ambirei precisare comunque che non è che nella mia vita non abbia proprio fatto un bazzo…):)

  18. anonimo Says:

    mi sono dimenticato di firmarmi
    sono pierfranco

    mica ho detto quello

    ho detto a quelli che ti dicono quella cosa tu puoi obiettare la mia riflessione

  19. dipocheparole Says:

    @Pier: uè Pier, l’ho capita neh!! :)))

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