EMICRANIA

Dopo tre giorni di mal di testa feroce, decido di andare dal medico.
Il medico in questione è mio fratello, il quale, odia, probabilmente a ragione, curare i suoi famigliari, dato il fatto, assodato negli anni, che essi, i famigliari, non hanno alcun rispetto della medicina, né alcuna fiducia nei farmaci, e usano curare abitualmente qualunque malattia con:
A) una bella dormita, B) una bella tazza di latte caldo, C) una bella sudata, D) acqua e sapone sulle ferite, E) un bel tè che tira su, F) un bicchierino di brandy per digerire, e soprattutto G) fiducia nel trascorrere del tempo che tutto fa passare. Tutti metodi collaudati nella numerosa famiglia di mia madre, quattordici fratelli, e di mio padre, altri sette, e trasmessi alla figliolanza.
Immagino già quindi la faccia del medico dietro il telefono quando gli dico che dopo tre giorni di mal di testa, di nausea e di febbricola, da ieri sera la tempia sinistra pulsa come se volesse scoppiare, e che dall’occhio al mento è come avere una bruciatura. La prima risposta è uno sbuffo di sopportazione, poi un: “E cosa hai preso finora?” “Una tachipirina.”rispondo. “Una tachipirina? Da domenica!?” “Beh, l’ho presa ieri sera, ma tanto non mi fa niente” dico io. Imprecazioni trattenute dall’altra parte del filo, e poi: “Beh, vieni qui a mezzogiorno che ti vedo.” “Devo venire lì? Ma sei sicuro?” “Per cosa mi hai telefonato? Stai male o no? O pensi che possa visitarti per telefono?” “Ma anche se vengo lì non si vede niente", dico io. “A mezzogiorno!” fa lui chiudendo la telefonata.
Dopo la visita, appurato che probabilmente si tratta di una leggera forma di virus influenzale a cui si è sommata un’emicrania, e dopo avermi consegnato l’ennesima ricetta per un qualche farmaco antiemicranico, mi saluta dicendo: “Bene, fammi sapere. E se stai male ricordati: P.S.” “P.S.? dico io, e che è? “ “Cosa vuol dire P.S.?” dice lui. “Pubblica Sicurezza?” dico io. “No, Pronto Soccorso.” “Ah! Cosa vuoi dire, che mi può venire un aneurisma?” “Esattamente. Bene, hai preso la ricetta?” “Che ricetta?” dico io che già mi sono dimenticata di averla messa nella borsa, dove rimarrà. “La ricetta delle triglie al pomodoro!!” fa lui chiudendo la porta.
Un paio d’ore dopo, la mamma al telefono: “Allora come stai? Ti è passato tutto?” “Eh, sono andata dal dottore.” “Quale dottore?” fa lei. E già mi viene da ridere a pensare che mia madre ogni tanto si dimentica di avere un figlio medico. “Il dottore di famiglia.” dico io. “Ah, immagino che ti avrà sgridato per esserti ammalata”, dice lei. “Sì, e poi mi ha detto che se sto male devo chiamare il Pronto Soccorso perché potrei avere un aneurisma.” “Ah ecco”, fa lei ridendo. “Già, a proposito mamma, ricordati che se muoio nell’armadio in soggiorno c’è la polizza dell’assicurazione sulla vita.” “Bene! Finalmente riuscirò ad andare al mare in una di quelle isole. Come si chiamano? Le Seiscel?” “Mamma!” “Beh, almeno prima di morire riuscirò a vederle no?”
 
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15 Risposte to “EMICRANIA”

  1. cf05103025 Says:

    Aaahhh, avere ‘na mammina spiritosa così è ‘na vera delizia, un tesoro!
    Però un fratello medico simile non male: io ho n’esperienza forse affine, però tragicomica.

    Mio cugino/fratello G., a cui sono attaccatissimo, è stato per tanti anni il mio medico di base, però ebbi più volte il sospetto che mi volesse avvelenare, cioè ammazzare, prescrivendomi dosi pazzesche di psicofarmaci, da cui affermava non mi sarei più liberato.
    Una volta mi minacciò, per scherzo, con una pistola automatica.
    Ma io mi spaventai moltissimo.
    Lui fa anche lo psichiatra, per dire…..
    Cioè, questo mio cugino fu geloso di me fin dall’infanzia essendo stato io insediato in casa sua, per forza di cose, durante lo sfollamento bellico.
    Quando avevo tre anni (lui ne aveva sei) mi dette una zappa in testa, ma non morii, più tardi mi fece azzannare da cani, ma non mi sbranarono.
    E’ tutto vero, giuro!
    MarioB.

  2. anonimo Says:

    Uau Mario, io già vedo un film sulla tua vita. Il cugino da adulto: Antony Hopkins.
    Auguri, Elena, guarisci presto!
    Giovanni

  3. dipocheparole Says:

    @mario te sei una roccia!:)
    @giovanni: per la parte di mario io ci avrei visto bene Mario Soldati. Che ne dite?:)

  4. DottorOsterman Says:

    Mai fare troppo affidamento alle consulenze di medici che siano amici o parenti.

    Tempo fa, confidando ad un mio amico gastroenterologo che avevo delle fitte all’imboccatura dello stomaco, mi ha detto (scherzando?) che poteva anche essere un infarto.

    Ma ovviamente non gli ho dato retta.
    Anche perché sono bastate due pastiglie di maalox e il dolore è passato.
    😉

  5. cf05103025 Says:

    Mi fa troppo onore pensare ad un’interpretazione di Mario Soldati, ero, o sono, davvero un suo ammiratore, come scrittore, ma sopratutto come maestro, divulgatore, didatta di buoni cibi e vini,
    e fu pure un buon regista;
    che bella però sta fantasia :-))!!
    Ah. il primo catalogo della Galleria d’Arte Moderna di Torino, del 1927, fu compilato da Mario Soldati…
    Poliedrico l’uomo, eh…?!
    MarioB.

    Ancora, tanto per dire, il mio cugino medico G. ha già scritto pure tre romanzi, non male, e se li pubblicò a sue spese per evitare scazzi, è un tipo così.
    Lui li regala a suoi amici (e talora, pazienti).
    MarioB.

  6. anonimo Says:

    Vedevo spesso Mario Soldati, quando abitavo a Lerici. La sua villa di Tellaro era prossima alla scogliera dove andavo a fare il bagno. Faceva qualche passo oltre il cancelletto di legno, con un cappello di paglia e una camicia bianca, e si fermava mani sui fianchi. Dava un’occhiata all’orizzonte. Solo un’occhiata, forse per rassicurarsi. Poi tornava dentro.

    Robilant

  7. dipocheparole Says:

    @doc: meglio così va.. Comunque non era un aneurisma, sono ancora viva e il mal di testa è passato. In compenso mi si è spaccato un dente. Poco fa ho chiamato il fratello e gli ho detto: il mal di testa è passato, ma indovina che altro mi è successo? e lui con tono sfinito e paziente: ti è caduto un orecchio?
    @Mario: allora si fa, è deciso. Mario Soldati e Anthony Hopkins. Come glielo chiediamo a Mario (Soldati)?

  8. cf05103025 Says:

    Ci telefono, via parapsiccologgica, o con aggeggio Raudive che fa parlar i morti.
    Per adesso ho sentito solo un sordo gracchiare, anche un profumo di sigaro toscano, però,
    quindi il contatto sta avvenendo…..

  9. anonimo Says:

    :-)))
    s|a

  10. anonimo Says:

    non le fanno più le mamme di una volta…
    😉
    mp

  11. emerenz Says:

    Un abbraccio per la tua guariggione.
    Come ricetta per ogni male io consiglio il brodo di pollo ben caldo!
    Fa miracl’…..emer, che anno dato per dispersa, ma fine della speranza, sono tornata. buona notte senza mal di testa. emer

  12. dipocheparole Says:

    @Mario: che è sto Raudive?
    @s|a, mp, emer: :)))

  13. cf05103025 Says:

    Konstantin Raudive, un lettone, pioniere de la psicofonia, che inventò ‘na baracca per sentire le voci de’ morti trapassati….
    Con questa fece moltissime vittime tra i creduloni e gli stolti.:-)

    Mario

  14. anonimo Says:

    Ibuprofene 600, max tre al giorno. Non ho la laurea ma la cefalea da 22 anni. Neanche i matrimoni,al giorno d’oggi, durano cosi tanto.
    e.

  15. dipocheparole Says:

    @e.: ciao bbella:)). Ibuprofene? L’ho provato sotto forma di Brufen ma è stato come bere acqua fresca, ahimé.

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