ODE COMPOSTA SULLA PANCHINA DEL PARCO PUBBLICO

(sono un’ottimista)

E il ventiquattro agosto ci troverete qui, noi.
Noi che non partimmo.
Noi, pallidi e smunti, che restammo qui.
Ad annaffiare le vostre piante.
A nutrire i vostri pesci rossi.
Abbandonati.
Saremo qui, tra le badanti che portano in giro i vecchi in carrozzina parlando al cellulare lingue sconosciute, tra i muri roventi, i giardinetti polverosi, la gente seduta in canottiera sui terrazzini ai primi piani delle case, le televisioni che tremolano azzurre la sera dalle finestre aperte, le famiglie in giro in bicicletta, i bambini con il caschetto in testa, tutti a prendere il fresco nel parco, gli anziani con la camicia azzurrina un poco aperta a sventolarsi seduti sulla panchina, i negozi con gli ultimi saldi o con i vestiti d’autunno già in mostra,  i distributori di sigarette chiusi per guasto e i parcheggi semivuoti, le coppiette indolenti in giro la sera con il gelato in mano a guardare seri le vetrine illuminate a metà, i neri con la fabbrica in ferie che si ritrovano seduti sul muretto vicino al fiume, gli stranieri che dormono qui perché a Venezia è più caro, e vagano smarriti mezzo pomeriggio per la città.
E voi arriverete.
Abbronzati e nervosi,
dall’esodo di fine agosto
Con i bambini piagnucolosi,
i bagagli da disfare, la biancheria da lavare, la spesa da fare.
E dovrete telefonare alla vicina che vi riporti le chiavi, telefonare alla mamma che siete tornati, scoprire che le piante sono mezze morte e la tapparella si è incastrata nel cassettone.
Troverete gli occhiali da sole dimenticati alla partenza, la patata marcia lasciata nello sgabuzzino, le formiche nella pattumiera. Guarderete le foto nel computer, cercherete una maglietta pulita per domani mattina, andrete a prendere le pizze che chi ha voglia di far da mangiare stasera, aprirete la posta e riprenderete in mano il telecomando.
E tutti ci troveremo il venticinque agosto, a riprendere la stessa vita di prima di ferragosto.
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2 Risposte to “ODE COMPOSTA SULLA PANCHINA DEL PARCO PUBBLICO”

  1. anonimo Says:

    Sta’ contenta, hai composto un’ode seduta su una panchina e nessuno t’ha arrestato…
    Giovanni

  2. cf05103025 Says:

    Cara Dipok,
    in quest’agosto sono stato quasi sempre qua, a Torino,
    perchè ci ho un trasloco in corso,
    e star qui in questo mese non mi dispiace.
    La città è mezza vuota si gira bene in auto, pochi baccani,
    e poi c’è una particolarità curiosa, forse dolorosa, ma mi interessa:
    d’agosto escono fuori i matti, che spesso il resto dell’anno se ne stanno chiusi o reclusi in casa. Hanno meno paura di sortir fuori. Ieri ho visto dopo mesi uno che io ho soprannaminato Angoscia Joe, poi la madama che dirige il traffico, Tai chi che arringa un immaginario pubblico, il curv Barbùn che filnalmente parla, cose così.

    Mario

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