I BELIEVED IT, I DID IT

Sembrano stupidaggini, e uno magari neanche le ascolta, tanto sembrano banali, prevedibili e ripetute, ma facendo invece un po’ di attenzione, le interviste raccolte a bordo pista, a bordo piscina, a bordo campo, a bordo materassino, a bordo trampolino, a bordo mare, ai campioni olimpici, a quelli che hanno appena vinto una medaglia, giocandosi quattro anni di vita, di sacrifici, di ore, giorni, settimane, mesi di allenamento, in venti secondi di corsa, in quattro giravolte di lancio del martello, in un minuto di nuotata, in un tuffo in acqua, in un salto su una pedana, ripetono tutte la stessa cosa.
La cosa che ripetono è molto semplice, e viene detta in infinite varianti: sono venuto qui per vincere e ho vinto, mi sono allenato e ho vinto, lo volevo da quando ero bambino e l’ho fatto.
Certo, magari l’hanno pensato per una vita o anche solo per quattro anni anche quelli che alla fine non hanno vinto, ma anche se non hanno vinto, cosa che alla fine, per me, non ha tutta questa importanza, hanno comunque ottenuto di fare la cosa che a loro pareva più importante: partecipare alle olimpiadi.
Anche il povero Churandy Martina, atleta delle Antille Olandesi che oggi pareva aver ottenuto la medaglia d’argento dietro quell’extraterrestre di Usain Bolt e che invece poi l’ha persa nel giro di qualche ora per squalifica per aver messo un alluce nella corsia del vicino, quando ancora pensava di essere arrivato secondo, intervistato a bordo pista in un bel cantilenante inglese caraibico, ha detto: I believed it, I did it. Ci ho creduto, l’ho fatto.
 
Non è poi così difficile. Anche noi poveri terrestri, in fondo, se nei momenti di sconforto ripensassimo alle tre, quattro cose che abbiamo ottenuto nella nostra vita, ci accorgeremmo che quella volta, quelle tre, quattro volte, è andata così anche per noi: non sapevamo come ci saremmo riusciti, sapevamo solo che l’avremmo fatto.
E basta.
 
Annunci

8 Risposte to “I BELIEVED IT, I DID IT”

  1. cf05103025 Says:

    ottima Dipok,
    mi hai spostato su di bordo materassino ed ho udito e visto tutto nascostamente,
    io credo di aver più volte messo il piede fuori corsia,
    anzi di essere arrivato anche fuori tempo massimo,
    cioè lo sono ancora adesso,
    ovvero corro il mezzofondo
    con gli zoccoli di mio nonno,
    ecco
    Mario

  2. PrimoCasalini Says:

    Non guardo le Olimpiadi, è un di cui del fatto che non guardo la TV salvo per qualche film che mi interessa per il blog.
    Però mi fanno pena quei poveri ragazzi (e ragazze), che a trent’anni -anche prima- non sanno più che fare, perché quello su cui puntavano è definitivamente finito.
    Va detta una cosa: la competizione fa parte della vita, prima naturalmente che culturalmente. Dipende in che cosa e come, ma non si può scendere dall’unico treno che c’è: la vita con regole a priori che biologicamente ed etologicamente abbiamo dentro.
    Lorenz e Laborit li trovo del tutto convincenti.
    Non so di discoteche, ma di balere sì: non c’era forse competizione in balera o allo struscio sul corso?

    grazie e saludos
    Solimano

  3. dipocheparole Says:

    @ottimo Mario, finisce che ti danno una medaglia pure a te.
    @Solimano: non so che dirti. Lorenz avrebbe dovuto studiare anche me tra le altre papere. Mi avrebbe trovata la meno competitiva dello stagno. Però, indipendentemente dalle altre bipedi I believed, I did it.
    Dicono che gli aborigeni non siano per niente competitivi, è vero? (mi sento molto aborigena).

  4. anonimo Says:

    Se è andata così anche per noi, su confessa, che cosa hai combinato? :p
    (marino che voleva tanto una coppa ma ha vinto solo medaglie)

  5. dipocheparole Says:

    no no Marino, niente coppe. Parlavo in generale, delle cose che ognuno più o meno riesce ad ottenere nella sua vita. Però, ripensandoci in effetti anch’io una volta, (anzi due volte!!) ho vinto una medaglia nei campionati scolastici.:)) Ero andata al campo sportivo per non andare a scuola e la prof di ginnastica dopo avermi fatto provare con il salto in alto, il salto in lungo e la corsa mi ha detto vai lì che provi con… indovinate cosa:)))

  6. cf05103025 Says:

    il lancio della falce & martello :-)))

  7. anonimo Says:

    uff… il mio era un maldestro tentativo di dire con una metafora che non ci si accontenta mai. Una coppa sembra abbia più valore di una medaglia. Il problema è che quando riusciamo ad arrivare anche alla coppa, poi cominciamo a pretendere la Luna. it’s competition baby 🙂
    (Marino incompreso)

  8. dipocheparole Says:

    @Marino incompreso: ah!:)
    @Mario: ci sei andato vicino, era il lancio del disco e ci ho vinto pure la medaglia d’oro con ben 19 metri di lancio. Considerando che sono un terzo delle donnone che fanno i 60 metri alle olimpiadi, ci stiamo dentro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: