COME SI FA AD ESSERE TRASGRESSIVI NEL 2008

ciao..volevo solo dirvi k avete proprio ragione ..io posso definitmi emo …xk conosco il significato della parola ,so le sue origini e so anche k in inglese si pronuncia imoh…poi credo di ascoltare musica realmente emo e nn i tokio hotel ,avril lavigne o i finley ..( k definisco poser) .. e sono diaspiaciuta k il mio star male VERAMENTE oppure il mio essere felice di piangere ( xk nell’emo c’è anche questo ..emo nn è solo essere tristi cm la gente pensa) sia ora diventata una moda ..qst mi rende davvero molto triste ..ma la cosa k mi rende ancora più triste è k prima tutti i ragazzi e le ragazze ridevano di me e mi escludevano invce ora si vestono tutti come me e nn sanno niente del vero EMO.
 
Non sono improvvisamente regredita all’età di quindici anni. Tutte quelle kappa e quei puntini di sospensione poi, mi danno già il nervoso. Questa è una lettera vera di una vera emo, (lo dice lei) trovata nel web girando per siti e forum di ragazzini.
C’è dentro tutto il malessere di un’età complicata, che per molti non finisce mai, in cui non si è più bambini e non si è ancora adulti, e questo, dai Dolori del Giovane Werther in poi non è cambiato. Tutti passiamo attraverso un periodo di sturm und drang e in più da quando i “giovani”, per motivi cultural-consumistici, sono diventati una categoria sociale, è riconosciuto, e pure accettato, il loro naturale bisogno di trasgressione.
Se ad una certa età non si trasgredisce, lo sanno tutti, non ci si libera dall’infanzia e dalla famiglia, e si Giappone 053finisce per trasgredire a trenta, quaranta, cinquanta e passa anni. Mandando all’aria matrimoni, comportandosi come i figli e passando le serate all’happy hour o in cerca di rave party. C’è poi chi crede di trasgredire tutta la vita e non capisce che la trasgressione non può essere eterna, perché finisce per diventare norma e regola. E allora è tutto da rifare.
Ma leggendo la lettera della povera emo qui sopra, e guardando con quanta ansia, con quanta tenacia e determinazione i ragazzi che abbiamo intorno, tutti i giorni tentino di apparire trasgressivi senza riuscirci, mi sono chiesta come diavolo si fa ad essere trasgressivi nel 2008.
Come si fa ad essere trasgressivi quando tutti i vestiti che porti sono già moda, e in quattro e quattr’otto te li ritrovi nelle sfilate del pret-à-porter? Se tutto quello che ti metti oggi per fare l’emo è già stato visto in King’s Road venti anni fa?
Tutto: a partire dal ciuffo colorato, per passare per la cresta, lo spillone che ti trafigge l’orecchio o il labbro, il jeans attillato e sbregato, la maglietta strizzata e l’aria da morto che cammina. E se decidi di essere un metallaro, anche quello è già stato fatto, e pure il rockabilly con il ciuffone e il giubbotto di pelle, e gli skinhead, gli heavy metal con borchie e tutto, i rastafari, (che ci fa un seguace di Haile Selassie, Giappone 057imperatore di Etiopia, in mezzo ai condomini della periferia di Mestre?), e i grunge, e quelli con la kefiah, e i punkabbestia. Già visti. Tutto già visto. Che magari c’è ancora qualche signora che si scandalizza se girate con le borchie e i jeans bucati per le strade di San Vito al Tagliamento, ma vi assicuro che a Milano o anche a Bologna non vi bada nessuno.
E allora cosa resta ad un quindicenne per trasgredire? Farsi gli spinelli? Ma figuriamoci, lo faceva sua nonna al Parco Lambro, e sua mamma all’Heineken Jamming festival quando va a vedere Vasco Rossi, che peraltro è suo coetaneo. Ubriacarsi? Quello lo faceva già suo nonno e pure il suo bisnonno alpino.
Ma allora, che fare di diverso quando tutto è già stato fatto, quando tutto è già consumo e moda, quando tutto è già stato visto e non ti resta che fare l’imitazione di quello che è già successo, e addirittura, tristissimo destino, non ti resta che fare quello che fanno i poser: cioè l’imitazione dell’imitazione?
Giappone 049
A Tokyo, in Giappone, nel quartiere di Harajuko, decine di ragazzi e soprattutto ragazze si ritrovano ogni fine settimana per il Cos play zogu. Nella zona del Jingu-bashi, il ponte che collega la stazione di Harajuko con l’Yoyogi Park, decine di ragazze vestite di tutto punto, da gothic girl, da personaggi dei fumetti, dei manga, delle anime (cartoni animati) giapponesi, si pavoneggiano per tutta la giornata davanti a orde di fotografi e turisti. Nello Yoyogi Park invece, la domenica pomeriggio, centinaia di ragazzi trasgrediscono in spazi appositamente assegnati lungo i viali del parco, vestendosi da rockabilly, suonando in piccoli complessi rock, punk, pop, e esibendosi in vari spettacoli di strada. La sera raccolgono strumenti, amplificatori e palchi e, con la cresta di capelli in disfacimento e il trucco che cola, si avviano in metropolitana verso i quartieri dormitorio della sterminata periferia di Tokyo.
Una tristezza mai vista.
 
 
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11 Risposte to “COME SI FA AD ESSERE TRASGRESSIVI NEL 2008”

  1. dipocheparole Says:

    Volevo solo aggiungere che mi sono dimenticata il sesso.
    Che una volta era molto trasgredente.
    Una volta.

  2. anonimo Says:

    Trasgredire: il mondo non ne ha più realmente bisogno. Trasgressione non è uno stato permanente. Si trasgredisce per vedere come va a finire.
    Per trasgredire nel 2008 bisogna andare a servire la messa.

    RobiLant

  3. retorico Says:

    La trasgressione, oggi come ieri, starebbe nel pensare con la propria testa, nel cantare fuori dal coro, nel rifuggire il conformismo (sopratutto se di supposta nicchia); ma non sarebbe notata come trasgressione per cui chi si mette il problema di essere trasgressivo non ne sarebbe soddisfatto.

    Al vero trasgressivo non importa di esserlo, come al vero generoso non importa – che so – dare un assegno in diretta televisiva a Don Pierino.

    Questi emo (e tantomeno i poser) non li conoscevo e ho colto l’occasione per leggere qualcosa a proposito qui su internet: abbastanza inquietante.
    Poi mi sono ricordato che qualche tempo fa ho visto (su Skype o su Messenger) un’emoticon con viso coperto da un ciuffo e la scritta EMO: non la capivo ma mi piaceva.
    Peró giuro che i Tokio Hotel non mi piacciono.

  4. anonimo Says:

    scenetta di tokyo: quartiere “giovane” di roppongi, negozio di borchie e roba punk, si avvicina un punk con cresta (uno dei rari che si vedono in giro lì) che entra nel negozio e si scambia, con il commesso anche lui punkabbigliato… l’inchino rituale di cortesia!!! pensavo di schiattare dal ridere (internamente, ovviamente).
    Il giappone è la terra dei poser (a 18 anni fanno i cretini, poi entrano in azienda a 24, a 26 al massimo si sposano e la loro uniforme diventa quella lavorativa)

    ciao elena 🙂
    medita partenze

  5. DottorOsterman Says:

    Gran parte della gioventù è un periodo inquieto.
    Essere (o volersi sentire) contro “il sistema” è un classico dell’adolescenza.
    Ma in realtà è un paradosso.
    Per uscire dal gruppo si entra a far parte di un gruppo.
    La famiglia va stretta, le abitudini sono noiose e quindi si cerca qualcos’altro.
    Ci siamo passati tutti.
    Alcuni indenni, altri meno.

    Ma secondo me il bisogno di codici e sistemi di comportamento a cui uniformarsi, è una cosa assai comune.
    Tanto all’età in cui viene naturale, quanto dopo.

    Infatti mi è capitato sovente di vedere persone della mia età (ovvero quarant’enni suonati) estremamente presi dall’appartenere a questo o a quel gruppo e/o associazione.
    Non credo sia molto differente.
    Non sarà così palese, ma esiste eccome.

    Evidentemente lasciarsi alle spalle le proprie adorate e sicure stampelle costa troppa fatica.
    Oppure pensare con la propria testa è un’impresa troppo ardua.

    Come domandò una volta un maestro zen: “Il mondo è un mondo talmente vasto, perché tu rispondi a una campana e indossi le vesti da cerimonia?”
    😉

  6. anonimo Says:

    Mi sa che ormai i veri trasgressivi sono coloro i quali non trasgrediscono e questo è socialmente pericolosissimo… presente “Un giorno di ordinaria follia” ? Un esercito sempre più folto di travet frustrati pronti ad esplodere… aiuto!
    (Marino)

  7. dipocheparole Says:

    @RobiLant: mica vero. guarda i papaboys..
    @Retorico: devi aggiornarti. così rischi l’invecchiamento precoce.:)
    @mp: ciao mp:) .il giappone è la terra del conformismo. e il trasgressore trasgredisce ancora di più secondo le regole.
    @doc: vero vero. sante parole. Dagli amici al bar, alla bocciofila, alla palestra, al circolo bibliofili, al partito. c’è sempre qualcuno che ti vuol far fare qualche tessera! ecchecaspita!
    @Marino: quelli sono i peggiori. Perché non sanno di essere i veri trasgressivi!

  8. anonimo Says:

    Cara Dipoc, guarda che i papaboys sono i veri fricchettoni dell’intero pacchetto. Guarda le loro abitudini: fanno cose e musica che nessun ragazzo normale si sognerebbe. E i loro discorsi poi… Dei veri mostri. Ma non è questo il punto. La trasgressione serviva unicamente a collaudare il funzionamento dei confini e dei limiti attorno a te. Oggi la cosa è evidentemente diversa e credo realmente che il mondo non abbia bisogno di “trasgressione” e di papaboys. La pubblicità, quella sì che ha bisogno di questo concetto muffito.

    Rob

  9. cf05103025 Says:

    no so cos’ è “emo”:
    sarà na roba ch’ha da far co l’emosciòn, je crois,
    si no,
    fa l’istess,
    tant je suis muy vecc che sarebb mieux ca me mettess rint’nu spettaculo ambulante,
    che magari lo noleggiano a Tokyo e fass la part du Cont Nastagiu Dimitrescu, livido, palido de cipria e de voluttà, co lu frackke luccido, famoso strangolador de femine bandonate,
    neveu du Cont Dracula,
    magari se pol guadagnar due lire pe ‘na casa de ripos no schifusa ou per ‘n’abadante ucraina benportante,
    le voila.
    MarioB-))

  10. dipocheparole Says:

    @Mario: guarda nella prima foto cosa gli tocca fare a questo vecchio trasgressivo giapponese per tirar a campà!

  11. dipocheparole Says:

    @robylant: vero. in effetti pensavo a questo ma ho scritto il contrario. alla fine i papaboys finiscono per essere i più trasgressivi tra le varie tribù giovanili. Un po’ come Di Pietro che finisce per essere l’unico che sembra di sinistra in parlamento.

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