LUNA PIENA

Chissà com’è che a me, nata cittadina e vissuta in città, piccola, ma pur sempre città, la luna ha sempre consolato.
Non che nessuno mai, che io ricordi, mi abbia preso in braccio, o tenendomi una mano sulla spalla, si sia abbassato fino al mio orecchio e mi abbia sussurrato: ecco, guarda guarda che bella, là, la luna. La vedi?
O magari è successo, ma io non lo ricordo. Non è, insomma, di quei ricordi che uno si porta dietro, da ripetere piano, senza parole, tra sé e sé, senza neanche accorgersene, con un sorriso segreto e gli occhi che si illuminano anche se sono chiusi.
E’ solo un ricordo mio. Fatto tutto da me. Un po’ come tante altre cose mie. Per esempio: si va lì, si guarda il mare e si sta bene. Si entra in acqua quando non ne puoi più di sudare e di avere caldo e tutto quello che vuoi è arrivare in spiaggia, spogliarti, toglierti gli occhiali, non vedere più niente e pure bagnarti i capelli, ma entrare nel mondo acqua fresca. E poi, fare il morto, alzare un po’ la testa, guardare verso l’orizzonte e pensare che tutto non può fare altro che andare bene. Tutto andrà sicuramente bene, non può che essere così
Stessa cosa con la luna. Si comincia dalla fettina di luna crescente. Già il fatto che sia crescente, è di per sé positivo. Ma è la luna piena che io aspetto.
Non che l’aspetti, ma so che arriva, e mi becca sempre un po’ di sorpresa. Come le rondini, ai primi di aprile, che sono sempre lì che mi guardo intorno e le cerco. E poi improvvisamente le senti, e le vedi come se fossero lì da sempre, a volare intorno a urlare che è estate, che è mattina, che fa caldo e che si prepara una giornata interminabile, o che il sole finalmente si sta abbassando e arriva una sera dolce, quieta, e dalle case escono voci lievi, rumori tranquilli, di piatti sparecchiati, di stanchezza serena, come uno che si fuma una sigaretta appoggiato al davanzale.
La luna insomma arriva che è già piena, e sta là, bianco argento, lucente, un buco bianco nella notte. Sa un sacco di cose, tutte quelle che abbiamo bisogno di vederci dentro. Molte non ce le dirà mai, le cerchiamo senza capirle. Io la guardo, aspetto. Immagino tutto un mondo che guarda la mia stessa luna e ci legge cose diverse, o che ci passa sotto senza vederla né sentirla, e che anche se sparisse non se ne accorgerebbe.
Da primitiva le faccio le domande: ora dimmi cosa devo fare, se entro dieci minuti la nuvola si sposta vuol dire che farò così, senò farò colà.
La nuvola si sposta e io sono felice.
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5 Risposte to “LUNA PIENA”

  1. anonimo Says:

    Cara Dipo, bella questa luna come oggetto divinatorio. una contemplazione lontana dal sentimentalismo. anch’io contemplo la luna così. le risposte che mi dà mi fanno invariabilmente arricciare il pelo. le canto un paio di canzoni, di quelle che fanno rabbrividire i bifolchi, poi corro veloce verso la brughiera, un po’ curvo, certo. però anche curvo sono sempre due metri e dieci. perché non vieni a trovarmi? se ti dà fastidio il pelo posso sempre fare il peeling integrale. o perlomeno dall’ombelico in su… (o in giù, come preferisci)

    Rob

  2. anonimo Says:

    E pensare che c’è chi quando indichi la Luna, ti guarda il dito… 😉
    (Marinò lunaire)

  3. dipocheparole Says:

    @rob: a me i mannari mi piacciono pelosi. Quindi niente depilazione, né in su né in giù, o non se ne fa nulla.
    @marinò: gli stolti marinò, solo gli stolti..:)

  4. dipocheparole Says:

    @Rob: il tuo mannaro di due metri e dieci che corre curvo e veloce per la brughiera, devo dire che mi ha impressionato. E oggi pomeriggio, nel sonnellino, mi sa che ti ho pure sognato. Sono impressionabile io, e bisogna starci attenti, neh.
    Mi è anche venuto in mente “L’uomo a rovescio” di Fred Vargas, che parla di un lupo mannaro e che la sera non riuscivo a leggere che senò non dormivo.. uff. Brava Fred Vargas, mai letta?

  5. anonimo Says:

    cara Dipoc, non conosco Fred Vargas. Però la sveltina culturale di wikipedia ne fa un quadro abbastanza entusiasmante. grazie per la segnalazione.

    p.s. nessuna paura, un gentleman mannaro non sbrana, al massimo qualche morso in più… 😉

    Rob

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