DESTINO BALNEARE

E’ inevitabile. Nel momento in cui, arrivata in spiaggia, avrò camminato coscienziosamente per qualche centinaia di metri per trovare la ventina di decimetri quadri più libera del litorale adriatico, e, attivato il radar distanziometrico dietro gli occhiali da sole avrò controllato la giusta distanza di sicurezza tra la mia bolla vitale e le bolle vitali altrui, tenendo conto di:
1)      vicinanza al mare
2)      giusta lontananza dal chiosco del bar
3)      giusta vicinanza/lontananza alla striscia di sabbia bagnata che con l’aumentare della marea pomeridiana rischia di sommergere troppo velocemente la mia postazione
4)      giusta lontananza da rumori cacofonici prodotti da:
a)      famiglie con più di un bambino di nazionalità italiana
b)      giovinette con radiolona/cd
c)      compagnia di giovani maschi attualmente impegnati a lanciare urla disumane in acqua ma con evidente intenzione di giocare a pallone dopo il bagno
d)      coppietta di fidanzati con racchettoni appoggiati sull’asciugamano che dopo ci facciamo una partitina quando non fa così caldo
e)      compagnia di anziani sportivi con grosse mogli sedute sotto l’ombrellone, con borsettina di plastica portabocce, che dopo ci facciamo una partitina quando non fa così caldo
f)        amichette bambine in età da corso di ginnastica artistica che una dopo l’altra provano incessantemente a fare la ruota  
e assodato, ma non dato per scontato, con lieve cinismo e oculata disillusione, considerata la pluriennale esperienza, che tutti i valori appurati potrebbero modificarsi nel giro di pochi minuti, e avrò steso l’asciugamano, sistemato il cuscinetto di plastica, estratto dallo zainetto la bottiglia di acqua, Donna Moderna, il cappellino, e avrò cominciato a spalmarmi lentamente e sapientemente di crema Nivea guardando lontano lontano lontano verso l’infinito, là dove il cielo sembra congiungersi all’orizzonte, e sedendo e mirando interminati spazi ed infiniti silenzi io nel pensier comincio a fingermi ove per poco il cor non si spaura, una pallina mi colpirà sulla schiena, un bambino tedesco correndo verso l’ombrellone mi camminerà sull’asciugamano, il carretto dei gelati, granite, bibite, patatine, arriverà e si piazzerà esattamente a due metri da me e verrà immediatamente circondato da una folla di assetati affamati accaldati, (Enricoo cosa vuoooi?? no, il signore ti ha detto che ha finito i ghiaccioli all’arancio, dai deciditi), una coppietta dotata di  bolla vitale di evidenti ridottissime dimensioni, stenderà i suoi asciugamani ad una decina di centimetri dal mio gomito destro, (e lei continuerà incessantemente a urlare della sua amica che non doveva comportarsi così e avrei voluto vedere te cosa le avresti detto e io sono una che le cose non le dice dietro le spalle, mentre lui, babbeo e rincoglionito ma proprio una così dovevi trovarti, non lo vedi che ti mangia i risi in testa, non dirà una sola parola per tutto il tempo e sarà prontissimo a scattare a giocare a pallavolo sollevando nugoli di sabbia quando arriverà l’amico strapalestrato e tatuato che gli proporrà, e meno male per lui che almeno ha la scusa di allontanarsi da quella rompicoglioni di morosa che si è scelto, di fare due tiri col pallone).
E io, ostinata, sempre lì.
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9 Risposte to “DESTINO BALNEARE”

  1. anonimo Says:

    Un incubo.
    Meglio Omaha beach sotto il tiro di armi automatiche

    Rob

  2. cf05103025 Says:

    Te m’hai moralmente scannato,
    io ti denuncio per istigazione al suicidio!

    A parte che potresti andare fra i monti in luoghi ameni e freschi tra ghiacci immani rotolando pe le seve croscianti ove esce nel sole l’aquila e distende in larghe ruote digradanti il nero volo solenne,
    era per dire,
    tanto per dire,

    io & mogliema, l’annèe passèe, non a Marienbad, ce ne andammo al mare in prima metà settembre verso Maremma amara, ed amata da me alla follia. Quivi in una specie di sobrio villaggio turistico soggiornammo benissimo non lontani da piaggie liberissime sulla pineta di Rimigliano: una persona ogni 50 metri.
    MarioB.
    Ma perché ti cacci in tali carnai?!

  3. anonimo Says:

    Vuoi mettere bianchi scogli, acqua trasparente, niente bimbi frignanti, niente sabbia né disco bar, né acqua gym, niente rumore se non il saluto dei gabbiani e lo sciabordio delle onde che abbracciano le lucide pietre d’Istria? Eh già ti capisco… 😛 :))
    abbracci Marino (appena rientrato dalle ferie… sob!)

  4. anonimo Says:

    alte vette, aria pura, dove va solo gente allenata (e alienata, ma questa è un’altra storia!) ehehe 🙂
    ciaociao
    Meditapartenze

  5. dipocheparole Says:

    Lo so cari miei. Ma quando una deve laurà e ha solo il sabato o la domenica pomeriggio per andà al mare, che deve fa’? :))

  6. Wynck Says:

    🙂

    W

  7. cf05103025 Says:

    Uno magari va sul lago di Garda,
    o no?

  8. anonimo Says:

    perfetta, come sempre. Una descrizione perfetta dell’animo umano in queste circostanze. cazzo se ne frega se potresti andare altrove, in luoghi lontani ed evitare di provare queste sensazioni? mi piace come le descrivi, perchè hai testa e cuore. punto. grazie, come sempre, si saper distillare in poche battute quello che molti (non tutti, purtroppo) pensano. Non tutti, perchè se no non ci sarebbe materia per scrivere. Sei eccezionalmente brava. Continua, per favore.

  9. dipocheparole Says:

    @Mario: a parte che, per me, mare batte lago un milione a uno. Da qui al mare 45 chilometri, da qui al lago 150 chilometri about. (about= in barca).:)
    @illustre utentessa/utente anonimo: se vuoi passare di qui tutti i giorni e risollevare il mio animo infelice con questo e altri complimenti, ti preparerò un drink fresco, o una zuppa calda di ceci, come preferisci, e un posto comodo e ventilato. ( in corridoio c’è una stupenda corrente d’aria).
    L’invito vale per tutti gli utenti ovviamente..:))))

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