UOMINI

Una folla sudata, veloce, impaziente, umida di pioggia e odorante di treno ferroso scivola giù a slavina dalle scale del sottopassaggio della stazione. Qualcuno corre ai lati, premendo contro chi si attarda a tirare su il manico del trolley, o si mette in spalla uno zaino, facendo fretta a chi si dilunga chiacchierando e non mantiene il passo del gruppo. Mi intruppo come se arrivassi anch’io da qualche parte, come se fossi appena scesa da un treno. In realtà abito solo dietro la stazione e ogni giorno, più volte al giorno, per passare i binari, simulo un viaggio sbucando dal sottopassaggio.

Il flusso delle correnti vuole che appena dopo le scale in risalita dal sottopassaggio mi trovi incanalata dietro un anziano, molto anziano, che procede a piccoli lenti passi. Lo seguo con pazienza, e davanti alla porta della stazione dove qualche fine linguista ha attaccato un cartello con la scritta "To close the door" (Tony! Domandaghe a to fia che studia e lengue a scoea come che xe dise "sera a porta" che qua all’edicoea ghe xe sempre dei spifari co chea porta verta che fa corente, e mi me ciapo sempre el mal de goea) e qualche saputello ha cancellato il "To" con una striscia di pennarello nero, rallento il passo per non superarlo mentre armeggia con la maniglia.
Anziano in divisa da anziano: pantaloni grigi alti sopra la vita, camicia giallina con manica corta, occhiali con pesante montatura marrone, lenti spesse un dito. Gli sto dietro per due tre passi, mentre avanza lentissimo guardandosi in giro e stringendo un foglio tra le dita, poi sguscio alla sua destra, passo tra i taxi, e mi fermo all’eterno semaforo rosso del passaggio pedonale.

Dopo una trentina di secondi, ferma al semaforo, sento un mormorio dietro le spalle, mi giro appena, vedo l’anziano con il foglio in mano e, pensando che cerchi un informazione, mi volto e lo guardo.
Lui si raddrizza, alza il mento, attraverso i suoi fondi di bicchiere mi fissa con due occhietti velati e spenti, rotondi e concentrici, e con voce chiara, netta e stentorea, esclama: "Lei è magra, giusta, ben fatta. Ed è anche bella alta!"
Un fine intenditore, ottantenne, militaresco e con presunta cataratta. Ma fa sempre piacere.

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19 Risposte to “UOMINI”

  1. cf05103025 Says:

    eehhhhh, bela storieta,
    modestamente m’han operà anca mi de catarata, i mesi scorsi,
    e mi te vedaria coloratissima, ti,

    chisà che piaser ch’el saria!!!
    Mario

  2. anonimo Says:

    Uè bela mora, oltre a tutte le cose a posto magari hai dita lunghe e lo strabismo di Venere, cosa che mi procura accelerazioni al sistema vegetativo. dimmi di sì. (non ho avuto modo di guardarti bene al semaforo)

    Robilant

  3. dipocheparole Says:

    @Robi, ehm.. effettivamente sì.:)) (mi hai guardato bene altroché).
    @Mario: ti manca l’ottantenne allora. sei pure militaresco?:)

  4. anonimo Says:

    h a i d e t t o d i s ì ???
    h a i d e t t o d i s ì ???

    o semaforea venere, trasmettici la foto che ti fece il botticelli!!!

    R.

  5. cf05103025 Says:

    sempre modestamente,
    gò fato l’artigliere alpino nel II° Regimento Alpini di stansa a Cuneo e per tute quele provinsie,
    sa,
    ti, bela tosa

  6. agomast Says:

    Sto cercando di immaginare cosa avrei fatto io, se mai ci arrivassi, alla stessa eta’ e con una bellezza come la tua.
    Mi viene in mente una pagina dello zibaldone che lessi alle medie, 6trentamila anno fa, in cui si parlava della “vecchiezza” come il peggiore degli stati della condizione umana perche’, se non ricordo male, era quello in cui non potevi godere delle cose e dei loro piaceri pur mantenendo gli stessi “appetiti”.
    Mi sa che avrei taciuto, stranamente.

  7. anonimo Says:

    ti avrà scambiato per il palo del semaforo?! :))
    :prrrrrrrrrrrrrrrrrr

    M.

  8. autorock Says:

    😀

  9. anonimo Says:

    Vedi che anche solo a simularli, i viaggi, ti danno le sue belle soddisfazioni…
    Giovanni

  10. dipocheparole Says:

    eccomi qui manica di spiritosi!:)
    @robily: h o d e t t o d i s ì. 🙂 e c’ho pure l’erre moscia, se può servire..:DD
    @marino: attento a te!;)
    @tutti: il nonno ha solo detto “bella alta” non che sono miss mondo, neh!

  11. dipocheparole Says:

    @Mario: ciò Mario, anche mio padre era stato artigliere. Non alpino ma pur sempre artigliere. e in guerra l’avevano mandato in Sardegna dove però ancora non c’era la costa smeralda, però erano quei posti lì. E ci si è beccato pure la malaria, altro che aga can!

  12. dipocheparole Says:

    @autorock: uè autorock, c’hai il blog con l’invito te? mica vale però!

  13. effettopauli Says:

    Fantastico il post E PURE i commenti.

  14. anonimo Says:

    lento di piede e svelto di lingua in vecchietto… merito della diffusione di stimolanti blu oppure le belle ragazze sono pur sempre il miglior stimolante?
    eheheh, complimenti per il post 🙂
    meditapartenze

  15. anonimo Says:

    A me, al massimo, le donne dicono “che bella cravatta!”
    🙂
    Pierfranco

  16. Wynck Says:

    Cos’è il trolley?…

    W

  17. Wynck Says:

    Sono sobbalzato a vedermi che sono vestito con pantaloni cachi chiari estivi, cinturino alto quasi all’ombelico, camicia chiara cachi sbottonata e con colletto piccolo e capelli cortisismi dietro e bagnati indietro…

    .-)

    W

  18. retorico Says:

    Questi post mi piacciono moltissimo perche’ – oltre a mettere in evidenza le qualita’ stilistiche dell’ autrice (nonche’ – en passant – le sue grazie), hanno una base sociale. questo, per esempio, ci insegna che l’anziano – anche se vestito d’ anziano – e’ pur sempre un uomo, con le sue dolcezze, le sue premure, le sue bugie a fin di bene.

    P.S.
    per un attimo ho temuto che ti avesse chiesto “Quanto vuole, signorina?”

  19. dipocheparole Says:

    @effetto: hai visto che commentatòri che ho?!
    @mp: credo che lo stimolante blu non avrebbe saputo dove andare..:)
    @Pier! welcome 🙂
    @Wynck: più che da anziano sei vestito da latin lover:)))
    @ret: ahahahhahahah!!!
    @tutti: mi sento un po’ scema a fare tutti questi commenti ai commenti. Public relations?:)) Comunque mi viene da ridere quando leggo qui, e this is important.

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