I MOTIVI PER ALZARSI AL MATTINO DI BERLUSCONI

Torno a casa. Stanca. Accendo la tivu. Vedo il finale di Pretty woman per la cinquantaduesima volta. Cambio canale. Vedo per la terza o quarta volta il finale di un film con Harrison Ford, patriota che mette in crisi il Presidente degli Stati Uniti e lo minaccia di denuciare le sue malefatte alla Commissione del Senato. Come si permette?! Io sono il Presidente degli Stati Uniti!

Cambio ancora canale ed ecco Berlusconi a PortaaPorta. Lo becco mentre dice che, per fare cassa, vuole vendere le vecchie caserme ormai inutilizzate e farne dei centri commerciali. Poi con un grosso pennarello in mano, aiutato da Vespa che gli fa da spalla e gira i fogli, illustra con grandi sigle e grandi numeri, su un enorme simil-taccuino, il suo programma di governo. Poi ne dice anche altre. Le solite sue insomma. Un dejavu di qualche anno fa.

Lo guardo, sorvolo, o meglio, sospendo il giudizio, perché a quest’ora proprio non c’ho voglia. Un po’ come le mogli che guardano il marito che per la miliardesima volta butta i calzini per terra fuori dalla cesta della biancheria sporca, o come i mariti guardano le mogli che per la miliardesima volta (che fanno le mogli per la miliardesima volta? Non mi viene in mente nulla, fate un po’ voi.).
Comunque guardo Berlusconi un po’ come si guarda un’abitudine senza fine, nociva, fastidiosa, irritante.

Lo guardo, lo guardo e alla fine mi chiedo cosa lo spinge. Massì, ma cosa diavolo muove quest’uomo? Insomma, mi chiedo quale prodigiosa forza o quale esagerata colpa maturata in una delle sue vite precedenti e da espiare in questa ultima vita, lo faccia andare avanti.

Dopo che ha ottenuto tutto quello che di materiale una persona normale può augurarsi di ottenere in termini di denaro, beni mobili e immobili, oggetti e prodotti. Dopo che ha ottenuto anche quelli che vengono considerati i normali obiettivi affettivi di un uomo: una famiglia, anzi due, mogli e figli. Quattro se non sbaglio. Dopo che ha ottenuto il potere, se questa era la sua brama, il successo, la sua faccia stampata su tutti i muri d’Italia, la conferma delle sue grandi ed innegabili capacità di comunicatore, di venditore, di plagiatore. Dopo che ha soddisfatto tutte le sue aspirazioni, corrompendo, ingannando e comprando. Cosa gli resta da fare? Qualche leggina ad personam in più? Qualche persona da sistemare qua e là per ottenere protezioni e compiacenze? Qualche miliardo in più? E per farci che? In fondo anche lui mangia solo due o tre volte al giorno e prima o poi tirerà le cuoia.

Per un attimo mi viene pure un dubbio: ma non sarà che ci crede davvero in quello che dice?! Lo scaccio subito e me ne viene un altro, perché sono portata a pensare bene delle persone: ma non sarà che abbia pure delle aspirazioni di natura spirituale che io da bieca bolscevica non riesco a cogliere? Scaccio pure questo e continuo a non capire.

E allora mi chiedo definitivamente: ma dopo tutti questi anni perché Berlusconi deve avere ancora voglia di mettersi il cerone in faccia, phonarsi i capelli da Barbie all’indietro, strizzarsi in un doppio petto e a settanta e passa anni, perché deve avere ancora la voglia di sbattersi in giro per televisioni, conferenze stampa, interviste, riunioni con questo e quello, polemiche infinite e tutto quello che va di contorno ad una campagna elettorale?

Perché? Perché!?

Insomma, se tutti in fondo abbiamo un motivo per alzarci al mattino, qual è il vero motivo di Berlusconi?

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21 Risposte to “I MOTIVI PER ALZARSI AL MATTINO DI BERLUSCONI”

  1. trotzkij Says:

    Vincere ancora, battendo Topo Gigio, e poi ascendere alla destra del Padre (Bush II). Cos’altro se no?

    Saluti

  2. dipocheparole Says:

    Sì Trotzkij, questo si era capito. Ma perché?

  3. anonimo Says:

    Un giorno per camminare sull’acqua, un altro per moltiplicare pani e pesci, poi per resuscitare qualche morto, guarire storpi e sanare piaghe. Cose così, d’ordinaria amministrazione. 🙂

    Marino

  4. agomast Says:

    Se tutti abbiamo un motivo per alzarci al mattino e’ perche’ non vogliamo considerare tutti quei (motivi) che avremmo per rimanerci, a letto.
    Forse il bel nano fa la stessa cosa.
    In ogni caso lui ci crede per davvero e considerato quelli che si fanno saltare per aria per andare da Alla’ o tutti quelli che pregano Padre Pio o quelli che credono alla buona fede di Paolo Cento, non mi pare un’assurdita’ piu’ grande del solito.
    Pensa che io ho creduto alla fedelta’ delle mogli e non sono stato creduto sull’assoluta onesta’ delle mie proproste (solo di sesso si trattava ma non ci ha creduto nessuna. Tutte credevano fosse amore.Mah…)
    In fin dei conti c’e chi crede nelle stelle, nelle carte, nei segni del destino, negli sguardi mai dati, nelle parole mai dette così come in quelle dette e mai vere.
    L’importante e’ crederci, come dice la Prestigiacomo.

  5. cf05103025 Says:

    L’avidità..
    Mai sentito sto nome?
    Uno comincia con poche cose poi scopre l’inghippo, le delebolezze, degli altri, come fare prima i servi e poi i padroni, che quasi tutti si possono comprare, che quasi tutti i politici hanno scheletri e schifezze varie nell’armadio, aggiungasi notevole intuizione affaristica e via.
    L’avidità non ha confini, e poi, secondo me, ha un’enorme paura, e quando hai gustato il grande potere, l’ebbrezza che da, ti disgusta moltissimo perderlo.
    Per di più teme che finita la sua era, gli facciano un culo nero giudiziario,
    ma non so se sono ancora in tempo,
    ha stretto troppi patti con finti oppositori.
    MarioB.

  6. anonimo Says:

    ci crede, certo che ci crede. lui è un devoto. di un certo labirinto di luci…
    Mai letto Faust?
    più che di avidità, parlerei di devozione. lì o sei un devoto o sei un prigioniero.
    Robilant

    ciao mariobianco

  7. anonimo Says:

    Uno degli ultimi numeri di News Week ha l’Italia in copertina (i rifiuti di Napoli, in verità). Nel lungo e triste articolo che ci riguarda, Berlusconi viene definito tycoon-showman. Ecco la risposta. Silvio è una vedette, assetata di luci, ciprie ed appalusi. Se, negli anni cinquanta, avesse avuto successo come cantante (e sì che ci ha provato…) oggi avremmo una calamità in meno a incombere su questo sciuagurato paese.
    Giovanni

  8. dipocheparole Says:

    Quindi, secondo voi uomini (tutti e sempre solo uomini qui. Mah.. questa è una cosa da indagare) i motivi per alzarsi al mattino di B. sono:
    1) aspira a diventare Dio.
    2) ci crede davvero (ma non ho capito in cosa, nelle balle che racconta?).
    3) l’avidità. Di potere, per non essere logorato dal non averlo, e farsi venire le rughe anzitempo (!).
    4) la devozione faustiana al successo, al potere infinito.
    5) un ego istrionico e bisognoso di conferme.
    Tutte opinioni condivisibili.
    Allora adesso mi chiedo: ma tutti quei milioni di italiani che lo votano, davvero non le vedono queste cose così evidenti? secondo me, le vedono e sono anche le loro aspirazioni. Ben messi siamo.

  9. anonimo Says:

    La speranza è l’ultima a morire. Ce lo insegna la religione da 2000 anni e hai visto mai che tra un terno al lotto e un quiz televisivo non ci scappi che tutti possiamo diventare un giorno come Silvio? :))
    Baxi Marino

    PS: solo uomini qui? e si vede che sei una calamita di calamità! :p

  10. anonimo Says:

    Potere.
    Poi magari anche tutto il resto, ma il potere non è una religione né è dato una volta per sempre e lui lo coltiva come va coltivato. Si, magari anche con devozione, se scremiamo questo termine dai cascami della fede.
    g

  11. cf05103025 Says:

    Forse ce lo meritiamo,
    o se lo meritano loro che gli credono,
    o meglio, quelli che gli credono son poveracci ignoranti,
    gli altri son complici,
    brutto specchio di un Italia malata e rozza.

  12. anonimo Says:

    Per precisare il senso negromantico delle origini di berlusconi leggere Ray Bradbury, Il popolo dell’autunno (come si chiamava prima il popolo della libertà).
    Robilant

  13. cf05103025 Says:

    Ma te, o Robilant, che mi saluti, che sei beneducato (io no) ti ho conosciuto in Piazza Robilant o in Corso Racconigi?
    ciau nè
    (chiedo venia alla proprietaria dell’esercizio pubblico)
    Mentre ci sono mi darebbe mica un Ferneth che non ho digerito bene, poi vado, per dire, grazie

    MarioB.

  14. dipocheparole Says:

    @Robilant: ho letto ora qua e là di questo libro e mi fa voglia di leggerlo. Poi ti dirò.
    @Mario: ma allora è vero che Robilant sta in piazza Robilant!

  15. anonimo Says:

    @Mario B.: no, mi hai conosciuto su LPELS. hai simpaticamente commentato 2 miei pezzi avtomat: Refuse Paracelsus & I dissennati panettieri di Aqaba
    @Elena: grazie per lo spazio pubblicitario
    p.zza Robilant

  16. dipocheparole Says:

    @Robilant! : come una Pollicina ho seguito le tracce: google, lpels, panettieri di Aqaba, Avtomat, Auberon! ommioddio, presto, i sali!

  17. cf05103025 Says:

    Finalmente compresim
    procedendo anch’io per vie traverse,
    caddero i velami del tempio,
    e comparve alfin la celestial vision di
    rs!!!

    MarioB.

  18. anonimo Says:

    are you allright, honey?
    è che non giro mai con i sali addosso…
    R.

  19. anonimo Says:

    Il POtere, mia cara, il Potere.
    Questa è la sua ragione per alzarsi al mattino e fare tutto quel che descrivi.
    Perchè il Potere, una volta che lo hai devo lottare giorno dopo giorno – mi si dice- per mantenerlo.
    E’ la ragione che spiega anche come mai la ministra della giustizia francese 5 GIORNI DOPO aver partorito è tornata a lavorare (compatisco quel povero figlio che ha anche un padre sconosciuto).
    Ma questo meccanismo lo decrive bene anche Andreotti stesso nel riuscitissimo film “Il Divo”.

    Cose che a noi “normali” mortali fa accapponare la pelle, ma che per loro sono normalissime.

    http://www.radicchiodiparigi.wordpress.com

  20. anonimo Says:

    La paura del vuoto. La paura di accorgersi (come Ivan Ilic del romanzo di Tolstoj) che, al di la di tutto, non c’e’ niente, c’e’ solo il vuoto. Nessun affetto, nessun amico e nemmeno la capacita’ di svegliarsi al mattino ammirando un’alba, di gioire della primavera in arrivo, di gustare una ciliegia dall’albero.

    Pierfranco
    (ehi, ciao. Come ti butta?)

  21. dipocheparole Says:

    @Pier: ehi!:))) come sei tornato indietro qui! vero vero.
    ti scrivo.

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