MONTALBANO E TELEVISIONI

A me piace tanto guardare il Commissario Montalbano alla tivu.
Quando l’anno scorso ero in Australia, per caso ho scoperto che lo davano in televisione la domenica sera come da noi e così, ogni domenica cercavo di non perdermi la puntata. Era divertente tra l’altro ascoltarlo in italiano e vedere come nei sottotitoli in inglese venivano tradotte malamente certe espressioni tra l’italiano e il dialetto siciliano.
E non pensate che una è pazza se va in Australia e alla sera si mette a guardare non solo la televisione, ma pure il commissario Montalbano. Pensate male, perché se uno va via per una settimana, sono Giappone 380d’accordo che alla sera dovrebbe aver di meglio da fare, ma se uno sta via quattro mesi in giro per il mondo, alla fine della giornata, dopo aver girato per strade, autobus, musei e traghetti, a volte, ha anche voglia di mettersi lì sdraiato sul divano e guardarsi la tivu.

In Giappone non c’era modo di vedere un programma che non fosse in giapponese, e in particolare, nei primi giorni in cui ero a Tokyo, chiusa nella mia cameretta di due metri per tre con la bronchite, nel dormiveglia tachipirinico, mi cuccavo decine di programmi di cucina, vecchi film di samurai, telenovela tragiche e infinite in cui le donne erano tristissime e facevano sempre una brutta fine, centinaia di telegiornali e ovviamente ore e ore di pubblicità.

Giappone 183Tutto solo e sempre in giapponese. In Giappone vivono i giapponesi, questo diventa subito chiaro al viaggiatore, a cominciare dalle scritte in ideogrammi sui cartelli, sulla segnaletica e sui menu, per finire alle milioni di facce asiatiche in giro per le strade e alle loro competenze linguistiche. In questo italiani e giapponesi sono molto simili: entrambi i popoli non parlano inglese.

In Australia invece c’erano programmi per tutte le minoranze linguistiche: così si spaziava dal Montalbano e dal Don Matteo in italiano, agli sceneggiati, documentari e film in greco o in qualche lingua slava o comunque in inglese ma ambientati in Inghilterra o in Irlanda.
Da morire dal ridere seguire uno sceneggiato in greco con sottotitoli in inglese. In Nuova Zelanda invece mi godevo dei bellissimi programmi ambientati da Sotheby’s, la casa d’aste londinese, dove la gente comune può portare il boccale di birra del nonno o il vaso cinese della zia defunta a far valutare da coloriti personaggi che sembrano usciti dal manuale del perfetto inglese, ma che in realtà sono dei famosi esperti d’arte, per sapere se hanno in casa un pezzo di valore o solo chincaglieria. Ero felice di sentire finalmente parlare inglese e soprattutto di capire qualcosa dopo una giornata passata a interpretare l’accento neozelandese.

Ma ero partita a parlare di Montalbano perché c’è sempre una cosa che mi colpisce guardando i vari episodi. Spesso ci sono delle scene in cui appaiono due personaggi che parlano tra di loro, dialoghi che magari ci informano su certi fatti o che danno modo al commissario di farci capire come la pensa sull’indagine in corso. Poi il dialogo finisce, i due personaggi si separano e la scena dovrebbe finire lì, e, come in tutti i film, si dovrebbe passare alla scena successiva. E invece no. In Montalbano spesso la telecamera segue uno, o anche tutti e due i personaggi mentre se ne vanno. Semplicemente si allontanano, e una lunga inquadratura che ce li mostra di schiena mentre camminano per la loro strada. A volte ce ne mostra soltanto uno, a volte neanche quello. Sono scene che non aggiungono nessuna informazione in più, vengono girate senza accompagnamento musicale, ma solo di suoni della strada: stormire di rondini o voci in lontananza.
Perché, mi chiedo ogni volta, il regista gira queste scene? l’unica risposta che riesco a darmi è che aggiungono una sorta di incanto, di disorientamento e di rapimento tutto siciliano all’atmosfera: come se solo in quei luoghi fosse possibile permettersi di continuare a seguire i passi lenti e superflui di un personaggio che ha già detto quello che aveva da dire

 Un episodio di un ipotetico Commissario Fossati, ambientato a Milano, non si permetterebbe mai di seguire gli inutili  passi di due personaggi che si allontanano in direzioni diverse lungo Corso Buenos Aires.

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19 Risposte to “MONTALBANO E TELEVISIONI”

  1. VICKY070 Says:

    a me è capitato di scoprire Montalbano durante gli ultimi mesi (difficili) della gravidanza, costretta ferma sul divano…

    Grazie alle puntate su raiclick ho seguito il commissario che prima snobbavo (chissa perchè) ed anche io ho notato questo allontanamento silenzioso…

    Ed ho scoperto quanto bella sia la Sicilia!

  2. trotzkij Says:

    Perché, mi chiedo ogni volta, il regista gira queste scene? …

    Perchè così coprono il monte ore di girato, …senza girare scene… tutto pagato con i soldi del canone.

    saluti

  3. dipocheparole Says:

    Una sta lì a struggersi, a meditare, a poetare sull’incantamento siculo e poi arriva un Trotzkij e le butta come niente fosse una manata di fango materialista e cinico sullo schermo.
    Ditemi che non è vero. del canone intendo.

  4. anonimo Says:

    Vero niente. è che alle donne piace il culo di montalbano che se ne va.
    Robilant sono

  5. anonimo Says:

    Montalbano non può non piacere! Ma a parte i gusti di ciascuno, è vero che la regia e il montaggio sono molto curati. D’altronde c’è la mano del regista Alberto Sironi che ha diretto tutti gli episodi e che si avvale di una grande esperienza nel campo degli sceneggiati televisivi (sua la regia di telefilm tratti da Scerbanenco e il recente sulla vita di Coppi con Castellitto). A me è piaciuto anche “Nebbie e delitti” con Barbareschi diretto da Riccardo Donna. Anche questa serie molto curata con ambientazione padana altrettanto affascinante.
    (Marino)

  6. anonimo Says:

    PS: alcune scene di Vigata sono girate a Scicli dove vive mio fratello (il commissariato è il municipio e l’ufficio di Montalbano è quello del Sindaco) 🙂

  7. autorock Says:

    Hai girato il mondo.. molto bello.

  8. dipocheparole Says:

    @robily: Zingaretti ha un suo fascino, ma per me gli mancano venti centimetri di caviglie. (e poi ha sempre la giacca commissariale, non si può dire)
    @Marino: Scicli non è vicino a Ragusa? zone splendide. ci sono stata un po’ di anni fa.
    @rock :))

  9. autorock Says:

    d’accordissimo anche sulle unghie nere. Se hai altri suggerimenti.. prima o poi ci sará una terza parte dell’elenco 🙂
    Buonanotte!

  10. anonimo Says:

    La Sellerio ha pubblicato nel 2006 “I luoghi di Montalbano: una guida” a cura di Maurizio Clausi (e altri). Una guida vera e propria che illustra i luoghi reali dove sono girati gli episodi del famoso commissario. Posti bellissimi…. e poi c’è ancora gente che va a sharm !

  11. anonimo Says:

    Pur guardando pochissimo la tv, devo ammettere che i montalbano sono fra le uniche cose che vedo con piacere. Concordo che sono riusciti ad operare una felice sintesi tra cinema e film tv, cosa che non riesce a tutte le fiction. I campi lunghi di cui parli sono senz’altro un lascito del cinema e, certo, le splendide location siciliane aiutano molto. Salut.
    Giovanni.

  12. Wynck Says:

    Non ho mai capito come mai Montalbano abbia un successo, letterario e televisivo essenzialmente al nord Italia.
    Forse perchè in Sicilia si sà che le cose non vanno affatto come nei romanzi di Camilleri e nella fiction tv…

    Keerch..

    W

  13. anonimo Says:

    Non mi risulta che sia come dice Wynck. I miei parenti siciliani e i loro amici e conoscenti lo seguono e lo apprezzano molto. Ma forse non è un dato statistico abbastanza influente. Mi sapresti dare qualche dato più concreto? Così, per curiosità. 🙂
    Marino

  14. cf05103025 Says:

    Sì, io c’ho ‘na passione per Camilleri, e anche la serie televisiva di Sironi con Zingaretti & compagnia non mi ha affatto deluso, anzi trovo che gli attori che lavorano, da Mimì a Fazio ( no so i loro nomi :-((), sono ottimi persino i caratteristi sono ben scelti.
    Certi episodi li ho visti anche tre volte.
    Anche Delitti e nebbie è stata una, putroppo, breve e ottima serie. Buone interpretazioni regia ambientazioni.
    Bravo Luca Barbareschi che prima mi stava sul gozzo.
    Era pure buon n’altra serie che fu mozzata anni fa, quella del Mastino con il bravissimo Eros Pagni e Athina Cenci.
    MarioB.

  15. dipocheparole Says:

    E’ vero, gli attori sono davvero eccezionali secondo me. E devo ammettere che pure Notti e nebbie era bello. e pure Barbareschi che non sopporto. uff.

  16. anonimo Says:

    Notti e nebbie? :O

    M.

  17. dipocheparole Says:

    ahahahah!!!! precisini che sei !!! volevo dire “notti e delitti”! no!? (e suggerite no?)

  18. cf05103025 Says:

    oooh!
    era “Nebbie e Delitti”,
    e c’era pure la Natasha Stefanenko, brava,
    per cui nutro debole….
    MarioB.

  19. dipocheparole Says:

    Sì, brava. Ma aaaaaaalta!! Quando la vedo, mi ricordo sempre la pubblicità che faceva mentre entrava in una doccia e diceva: no caldo no freddo eccetera..
    MarioB. ho visto il tuo sito! Fai un sacco di ccose! Bravo!;)

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