FRA CINQUECENTO ANNI

Rieccolo, è già dappertutto. Accendo la tivu e lo vedo di sfuggita mentre finisce un telegiornale, cambio programma e lo rivedo seduto in poltrona, passa una mezza giornata e rieccolo in un altro programma di approfondimento. Berlusconi è tornato full time in tivu.

Testa marroncina, come una Barbie a cui siano stati rasati i capelli da una bambina schizzata, doppiopetto gonfio di sé, colorito terracotta arancione, occhi e palpebre tirate e zigomi pronunciati come fosse di ascendenze tartare e sorriso alla la situazione è sotto controllo.

Parla della mamma, di quanto alla povera donna dispiacesse all’epoca che lui si sentisse costretto dal suo senso di responsabilità ad entrare in politica, di quanto gli costi dover continuare a fare il suo dovere, ma di non potersi sottrarre per il bene del popolo italiano.
Racconta di come non avesse mai detto che Enzo Biagi e gli altri dovessero andarsene dalla Rai, e anzi di come lui stesso avesse disposto perché Biagi se ne andasse con un largo compenso, di come durante gli anni del suo governo non abbia mai agito per interesse personale con leggi ad personam, di come i governi di sinistra non abbiano mai fatto una legge contro il conflitto di interesse perché si vede che, infine, non ce n’era bisogno, di come da cinquanta anni gli Stati Uniti difendano la democrazia e la pace in giro per il mondo.

Con le spalle ben erette e larghi gesti del braccio, prende appunti su un grande blocco, risponde con toni pacati a tutte le domande, esibisce una fotografia formato trenta per quaranta di sé stesso in posa con Bush padre, Bush figlio e Bill Clinton: tre generazioni di presidenti degli Stati Uniti, una ventina di anni di potere americano a confronto con la forma incarnata del potere italiano. Il messaggio è chiaro: negli Stati Uniti il potere assume forme e facce diverse, Berlusconi, invece, resta.

All’improvviso penso che ce ne libereremo solo con una malattia, la vecchiaia, la morte.
Non augurare mai la morte a nessuno, diceva la mamma (la mia mamma).
Ma io non auguro la morte a Berlusconi, penso solo che l’unica strada per liberarsene sarà la sua naturale scomparsa.

Però, sarebbe bello, per lui, per ridimensionarsi, che ora potesse leggere della sua vicenda politica in un libro di storia pubblicato tra cinquecento anni. Se ancora ci saremo, se ancora qualcuno si prenderà la briga di studiare dei documenti, di pensarci sopra, di studiare fatti e persone, se ancora si scriveranno i libri di storia, o si digiteranno informazioni su cd, o magari sul palmo di una una mano, o con il pensiero si trasmetteranno le informazioni direttamente nella mente delle persone, insomma se ancora si userà fare questo genere di cose, la vita e la storia di Berlusconi e dell’Italia di questi anni, in un libro di storia universale, saranno riassunte solo in un rigo in un paragrafo: tra la fine della seconda guerra mondiale e i primi anni del duemila, l’Italia godette di un lungo periodo di pace.

Ahhhhhhhhhhhhhh! Che rivincita!!!

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8 Risposte to “FRA CINQUECENTO ANNI”

  1. retorico Says:

    Cara tenutaria (del blog),
    mi spiace dirtelo, ma sei proprio fuori moda, antica, conservatrice, ideologica, comunista, tonta.
    Non ti sei accorta che é iniziato un nuovo corso? Yes we Can!
    Basta con le illazioni su Berlusconi, con le calunnie sui falsi in bilancio, le leggi ad personam, il conflitto d’interessi, la P2, i rapporti con la mafia, l’origine nebulosa dei suoi soldi, le gaffe internazionali,le bugie, i giuramenti sulla testa dei figli, gli editti bulgari, gli attacchi alla magistratura, il sistematico attacco violento verso l’avversario, eccetera.
    Ci sono giá i giornali, le televisioni, i magistrati a prendersela con lui.
    Noi dobbiamo finirla con questa demonizzazione: Berlusconi é un avversario, si, ma un avversario fiero, leale, un avversario da amare, da coalizzarcisi insieme per far fuori i nanetti che ancora si ostinano a presentarsi alle elezioni.
    E basta con queste sciocchezze: ha fatto il trapianto, si mette i tacchi altri dieci centimetri per arrivare al metro e sessanta, prende per i fondelli gli italiani, deve tutti a Craxi o alla mafia, ma cosa ce ne importa, sono fatti privati, se lui sta bene con se stesso mettendosi i capelli nuovi e facendo affari con la mafia, dobbiamo sindacare noi?

    Per un’Italia migliore, per un’Italia nuova, vota Veltroni! o al limite Berlusconi.

  2. imagesofme Says:

  3. dipocheparole Says:

    @ret: yes we can: tradotto in veneto suona: se pol far. (vomito)
    @images: speriamo. comunque sei un gegno.

  4. cf05103025 Says:

    Facciamo così, non auguriamo la morte al gran ladrone Al’ Berlù, che non va bene, ma preghiamo intensamente gli dei che se lo portino in qualche loro casino, o i demoni che lo prendano per la giacca e se lo tirino giù nei loro antri. Ecco.
    MarioB.

  5. pietroerrante Says:

    o basta che venga rapito dagli alieni… qualcosa insomma!!! basta che succeda!

  6. dipocheparole Says:

    Mi viene in mente qualcosa tipo la scena del film “Ghost”, quando il cattivo muore e dalla terra escono degli ectoplasmi bluastri e fumosi che con un sacco di versacci se lo portano via.
    Pensa che servizio ci farebbe su Fede a Studio aperto.
    :)))

  7. anonimo Says:

    Attenti che lo slogan al Veltroni glielo rubano i leghisti. Che ne dite di un bel “Se PO far!” ? :))
    (massì ridiamo va…)
    Marino

  8. dipocheparole Says:

    Marino!….sssst!!!.))

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