Uno dei miei dieci saltuari lettori, in un commento ad un post, ha fatto questa riflessione:

"Mi sono chiesto a volte che differenza c’è tra il visitare terre straniere da turisti e il visitarle senza passare per i musei, i luoghi di ritrovo dei turisti e i monumenti.
Io non sono mai entrato per esempio in un museo nè italiano ne straniero, non ho una sola foto con un monumento straniero o italiano, non conosco nulla dei luoghi turistici dei luoghi stranieri e italiani dove sono stato".

Io ho risposto: ci scriverò un post.

Poi, invece ho pensato di scriverne diversi per trovare una risposta. Un po’ di risposta già ce l’ho in mente, e inizia da Tokyo.

SHIBUYA

Giappone shibuyaNel quartiere di Shibuya, uno dei ventitre quartieri di Tokyo, una città di duecentomila persone pressate in una densità di circa 13.000 abitanti per chilometro quadrato, ( che se non sbaglio a fare i conti significa 13 persone per metro quadro, e se sbaglio qualcuno mi corregga!), ho passato almeno un paio d’ore in un caffè al secondo piano di un palazzo, a guardare un incrocio.

L’incrocio era il punto di incontro di sette strade regolate nel flusso automobilistico da vari semafori e con diversi attraversamenti pedonali. I palazzi intorno erano quei grattacieli che di solito abbiamo in mente quando pensiamo alla modernità del Giappone e a Tokyo in particolare: edifici coperti di ideogrammi luminosi, di enormi pubblicità semoventi, visi asiatici sorridenti, immagini colorate, scritte che si rincorrono, musiche e suoni confusi e alieni. Sotto, nelle strade, il movimento incessante di migliaia di persone, tutte giapponesi, che vuol dire con la faccia da giapponesi e parlanti giapponese, che camminano, mangiano, corrono, parlano, discutono, ridono, comprano, e l’impressione di sentirsi premuti e compressi da tutti i lati e di trovarsi sempre in un autobus affollato all’ora di punta.

L’unico momento di stasi, l’attimo in cui la marea di folla si ferma improvvisamente, come per un intervento di paralisi collettiva, e forma un argine umano lungo il marciapiede, è quando scatta il semaforo rosso per i pedoni. Allora, in pochi secondi, si addensano centinaia di persone: una vicina all’altra, e poi una dietro l’altra e poi ancora in seconda fila e poi in terza e quarta e quinta e sesta e settima fila e per pochi secondi formano un’unica massa immobile. E così anche sui marciapiedi intorno: a destra, a sinistra, al centro, sopra e sotto, tutti in attesa del verde.
E intanto le automobili, i pullman, i furgoni corrono attraversando l’incrocio: e c’è chi svolta a destra, a sinistra, in basso a destra, in alto a sinistra, sopra e sotto, a fasi alterne ma mirabilmente oliate, senza un ingorgo, senza un rallentamento, senza un colpo di clacson, in perfetta e ammaliante scioltezza, finchè non scatta il verde.
Allora lo stesso movimento magico e oliato si ripete per i pedoni: tutti simultaneamente, come ballerine di fila ordinate e attente, attraversano velocemente l’incrocio non solo perpendicolarmente, ma anche in diagonale, da destra a sinistra, da un lato all’altro, da sopra a sotto e da sotto a sopra, senza mai uscire dalle strisce pedonali, e approdano al marciapiede di fronte.
Pochissimi si avventurano con il giallo, tutti sono fermi al rosso.

Adoro i giapponesi.

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4 Risposte to “”

  1. anonimo Says:

    conoscendo wink penso ke volesse dire ke lui all’estero ci viveva senza fare il turista forse per le sue kose ke non ho mai kapito comunkue cosa sono e ki lo capisce è brava io ci rinuncio……………………………..

    sandra k

  2. dipocheparole Says:

    kara Sandra k, è kiaro ke wink all’estero ci va per kombattere e kostruire kastelli e inkontrare i personaggi delle sue saghe (sagke), o magari non si è mai mosso da dove sta, chi lo sa (minkia che difficile scrivere con le kappa!).
    Io invece tenterò presuntuosamente di dire cosa significa per me la differenza tra fare il turista e non. Lo scopriremo solo scrivendo e leggendo:)

  3. anonimo Says:

    Leggendoti mi sembrava di rivedere una scena di Koyaanisqatsi, un film del 1982.

    Complimenti per come scrivi, sei molto brava.
    Ciao, Pino

  4. dipocheparole Says:

    Grazie Pino:)
    Ho presente il film, quello con le nuvole che corrono, per capirsi..

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