DIRITTO AL VIAGGIO

Ho a che fare giornalmente con giovani virgulti che assaltano il mio ufficio con le domande più cretine e i comportamenti più cafoni.
Si va dal: "ma ci si abbronza di più a Mykonos o a Ibiza?". oppure "andare in Tunisia!?! in agosto? ma in Tunisia non fa freddo adesso?". 
Entrano, parlando (urlando) tra di loro, con quegli orribili occhiali da sole stile visiera del casco, con pancette grassotte in bella vista, telefonini suonanti e piercing tintinnanti, mi dicono ciao (ciao a chi?!) e subito si siedono.
Vi ho forse detto di accomodarvi? sibilo mentalmente, ed è implicito nella mia occhiata fulminante. 
Allora cominciano a zittirsi, si guardano intorno, non capiscono bene cosa, ma sanno di avere sbagliato. Assumo allora il mio comportamento più distante e asburgico e gli faccio capire chi è il padrone qui. (la padrona). Agito il frustino, indosso la guepière in cuoio, e subito calano le arie.
Allora assumo l’aria della zia buona e comprensiva che sa, e che darà loro i migliori consigli. Già, perchè poi mi fanno tenerezza in fondo, guardo i loro occhi che non hanno ancora visto niente, la loro pelle da bambine, vedo a volte un barlume di curiosità, quando faccio loro balenare un’immagine di una città, una scintilla di voglia di avventura, quando parlo loro di qualcosa che si allontani dalla soglia del villaggio all inclusive, tanto che mi rendo conto che basta così poco a persuaderle a fare cose a cui non avrebbero mai pensato, e che tutta la loro ostentata sicurezza non esiste, e che anzi sono in cerca di qualcuno che gli dica cosa fare, come fare e anche quando farla.

Alla fine ho guadagnato una decina di euro e mi chiedo chi me lo fa fare.

L’alternativa è la brava ragazza studiosa, beneducata e/o impegnata in missioni religiose a Manaus o a Nairobi, o in stage in lingua cinese presso una ong a Katmandu, dove insegnerà psicomotricità ai bambini nepalesi disagiati.
Queste entrano in punta di piedi, sanno tutto della loro materia e niente del resto del mondo, mi chiamano signora dall’inizio alla fine e hanno sempre qualche telefonata da fare (scusi, posso fare una telefonata?) alla suora o alla segretaria della ong.
Mi fanno impazzire con le richieste di visto ai consolati, che arrivano sempre il giorno prima della partenza, ma sono baciate dal sacro fuoco della devozione e dell’altruismo.
Look: tra la figlia di maria e il no global moderato. Mi fanno decine di domande tecniche. Loro pensano già di sapere quello che vogliono fare, come farlo e quando farlo.

Alla fine ho guadagnato una decina di euro e mi chiedo chi me lo fa fare.

Il tipo peggiore però è la figlia accompagnata dalla madre. no, sbaglio! il tipo peggiore è il figlio accompagnato dalla madre. Qui non rispondo di me. Sarà che a sette anni avevo le chiavi di casa nella tasca del cappottino, ma il figlio venticinquenne che viene a prenotare la vacanza con la mamma non lo reggo proprio.
Non so tra i due chi sia peggio. Lei che lo rende così imbranato, così pallido, così dipendente o lui che si lascia rendere così.
Look: camicia chiara su pantalone marroncino, oserei dire di gabardine se il gabardine non lo portassero solo i cinesi. Mi fanno migliaia di domande, rispondo scocciatissima solo a due o tre che ritengo essenziali.
Alla fine se ne vanno e penso che chi fa domande del genere non ha diritto di avere i soldi per viaggiare.

Il diritto al viaggio bisogna guadagnarselo.

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